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Ciamma sta'

Ciamma sta’. Ovvero, come avrebbero tradotto quelli di "Bellescritte Avellino": we must stand.

Ci dobbiamo fermare, cioè. Nel senso che allucca qua, critica là, demolisci uno, sgarrupa un altro, ma non se ne esce. Non fanno faccia. Possiamo tirare avanti per mesi, arrivare a fare le pulci pure alle pulci, ma questi sono bronzei. La loro imperturbabilità è aere perennius. (Deh, mi perdoni il Sommo Orazio il profano accostamento.)

Sto parlando dei nostri amministratori. Pare che siano impermeabili a tutto. Li mettono lì dopo aver fatto loro il crash test: se rimangono integri dopo una raffica di critiche significa che sono adatti a fare gli Amministratori del Comune. A che serve mai la competenza? Qui da noi ormai gli assessori li scegli tra quelli più imperturbabili, quelli che qualunque cosa dici loro non fanno una grinza: manco un impercettibile movimento dei muscoli facciali. Tutti ercolini-sempre-in-piedi.

Ricoprono il ruolo di fermaporte di ottone: a presidiare blocchi elettorali di potere. Sono le seconde, terze, quarte scelte di coorti che utilizzano la politica come un investimento sociale personale, non per passione civica ovvero missione di solidarietà.

Ciamma sta’, perché tra l’altro a maggio si vota per le regionali. Se non si combinano troppi guai (per questo ci si sta ammucciati e citti citti a capire la direzione del vento) e se vince De Luca da Salerno, si potrebbe sperare in qualche riverbero di simpatia nei confronti del piddì, con l’auspicio che il decisionismo pratico ed efficace del Sindaco-sceriffo del golfo contagi anche il nostro Comune. Gesù, e come stiamo combinati: a sperare che il Sindaco di Salerno (potenziale nuovo Governatore regionale) s’impegni per il Comune di Avellino. Per principio di sussidiarietà potenziata.

Ciamma sta’. Perché abbiamo scelto noi elettori questa compagine di decisori e di lobbisti, spesso solo di sé stessi. E se non abbiamo in Giunta i vecchi assi di picche, abbiamo le loro carte da due, che si prendono pure molto sul serio. E che pozzi di scienza! Quale acume! Che elaborazione cognitiva!

Specialisti in parabordismo.

La seconda parte di questo editoriale, vorrei dedicarla alla delibera scova-amianto. Fino al 23 marzo cittadini/amministrazioni/enti proprietari di immobili che contengono lastrature in amianto o suoi composti devono denunciarne la presenza (multa di 5mila euro per gli inadempienti) all’Ufficio Ambiente del Comune, al fine di una mappatura da consegnare alla Regione per l’attuazione del piano di bonifica. Uhm.

Per gli alloggi di cui è proprietario il Comune? Per le scuole? Avremo mai i fondi per bonificare? O le lastre di amianto rimarranno lì perché non ci saranno soldi? Come la mettiamo, avendone (eventualmente) denunciato la presenza?

Se i privati non hanno i soldi per rimuovere l’inquinante, che fanno? Omettono la denuncia? Chi controlla, il Comune? Come? Chi deciderà i lavori in danno?

Queste preventivate 20-30 tonnellate di materiale pericoloso da chi saranno smaltite? Dove? Quanto costa il trasporto? Abbiamo una discarica autorizzata in loco, o almeno vicino?

Tenendo presente che Avellino non è censita nella mappatura nazionale dei siti da bonificare (neanche per l’Isochimica), tanto meno nell’elenco più vasto dei siti d’interesse (sorta di elenco dei mali minori), chi potrà mai perorare la causa della bonifica? Non siamo mica l’unico Comune in cui si è costruito con cemento-amianto.

Non ho compreso bene lo scopo della mappatura-con-sanzione, sapendo che i problemi (solo economici, tutti economici) per la bonifica non sono risolvibili. È un pannicello caldo per l’opinione pubblica? L’avvio di un business? Non era meglio chiedere l’aiuto della cittadinanza e non metterla sul perentorio-prescrittorio-sanzionatorio?

Considerato che in tempi di crisi non si hanno (condominialmente parlando) neanche i soldi per pulire le grondaie o per spicconare i cordoli di cemento che si sfaldano (a Napoli ho visto balconi ricoperti da calze contenitive per evitare la caduta di calcinacci), come si può imporre l’esborso di somme per la bonifica e nel contempo - a tagliola — sanzionare di una bella sommetta l’omessa denuncia?

Insomma, questa tattica di colpevolizzare in un modo o nell’altro la cittadinanza non aiuta, anche perché i cittadini proprietari fino a quanto possono essere indicati colpevoli per la presenza di materiale che una volta era utile e lecito?

Come al solito: che acume! Quale perspicacia comunicativa! Che genialità di problem solving!

Occhèi, occhèi: ciamma sta’, perché la materia di cui sono fatti gli Amministratori l’abbiamo scelta noi.

Tag(s) : #Avellino, #amministrazione comunale, #amianto

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