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Dubbi? Mai

Giovedì scorso, durante la settimanale trasmissione di approfondimento sulle vicende cittadine («PrimaLinea», su PrimaTivvù), si è affrontato l’argomento cantieri e multe in Città.

In studio con Enzo Di Micco erano presenti anche gli Assessori Ruberto e Preziosi (Ambiente e Lavori Pubblici). Al di là delle risposte che i due amministratori hanno fornito, è comunque già un dato che abbiano accettato di intervenire in trasmissione a spiegare alcune situazioni e a rispondere ad alcune domande sui cantieri aperti, sulle date di chiusura dei lavori, sulla situazione di alcuni servizi, tra cui quelli di polizia municipale.

Devo dire che ero ben temperata, nel senso che ero pronta a combattere per le mie tesi, già esposte nell’articolo sulle multe (Avellino prima in Italia per aumento dei verbali nel 2014), corroborando la mia critica all’Amministrazione sulla mancata trasparenza del Comune, in quanto ad informazioni e dati raggiungibili (o meglio irraggiungibili) sul sito istituzionale della nostra Città.

(Dopo una full immersion universitaria — il mese scorso — sull’importanza degli open data e sulla trasparenza amministrativa, avevo più argomenti e più forza per chiedere che almeno l’informazione sulle procedure/procedimenti/attività municipali fosse di facile ed immediato reperimento. Tra l’altro, se l’Amministrazione non informa bene, che almeno i cittadini lo sappiano e chiedano con più voce.)

Le domande ci sono state, ma le risposte mi hanno deluso. Anzi, depresso.

Nel senso che i due Assessori hanno affermato — in sintesi — di essere sempre sul pezzo, di visitare pressoché quotidianamente i cantieri aperti, di aver fatto tutto quello che c’è stato da fare, di vigilare affinché i tempi vengano rispettati. In particolare, abbiamo anche avuto due conferme: che le ventisei settimane per Piazza Castello sono il termine ultimo (pioggia permettendo) solo per la posa ed il consolidamento della coibentazione inferiore, perché la ricopertura della Piazza per renderla fruibile e calpestabile è altra cosa, da farsi con altri tempi (e forse anche con altri fondi); che la notizia sullo storno dei fondi per il Mercatone è infondata.

Insomma, a sentir loro, così ligi e precisi, mi stavo convincendo che siamo noi cittadini i lamentosi, gli irriconoscenti. Tra l’altro anche indisciplinati alla guida.

Solo su questo ultimo peculiare aspetto socio-demo-antropologico, devo onestamente dare agli Assessori molta ragione, anche se i rimedi per contrastare tanta incalzante indisciplina alla guida (ma anche come pedoni) passano per una più incisiva azione dell’Amministrazione. Tra l’altro, gli Assessori hanno pure insistito sulle cause del traffico, dovuto — secondo loro — per lo più da automobilisti che cercano parcheggi (magari spuri) nei dintorni di Piazza Libertà. Hanno insistito sulle pessime abitudini degli automobilisti a non voler lasciare l’auto ai margini del centro e proseguire a piedi, come in tutte le altre Città.

Al che, ho dovuto obiettare che i costi dei parcheggi cittadini non sono congrui al servizio. Suppongo che agli automobilisti avellinesi risulti più vantaggioso rischiare una multa che non pagare il ticket per la sosta nelle strisce blu.

La domanda successiva, quindi, è sorta spontaneamente: qual è la vera composizione del monte-multe? Per il quale abbiamo stabilito un primato nazionale, tra l’altro. Gli Assessori hanno risposto che la maggior parte delle multe elevate è frutto della messa in funzione del sistema Falco 193, il quale strumento (attivato in città dall’estate scorsa), dalla lettura della targa in transito, riesce a scoprire se del veicolo sia stata fatta la revisione, se si è in regola con l’assicurazione ovvero se il veicolo risulti rubato.

In altri termini, il sistema controlla unicamente lo stato amministrativo/assicurativo del veicolo, non l’indisciplina del guidatore. Considerato, inoltre, l’alto numero di verbali notificati, si deve arguire che siamo parecchio inadempienti dal punto di vista amministrativo.

La quota parte delle multe per mancanza di ticket non è preponderante, come noi giornalisti avevamo perfidamente immaginato, avendo considerato l’importo medio per patentato — attestato sui 41€ — simile all’importo per mancato ticket al parcheggio.

Alla luce di tale rivelazione e considerato l’alto tasso di inciviltà automobilistica ho insistito sulla carenza di controlli in strada, elencando una serie di punti cittadini ad alto tasso di infrazioni al CdS: Piazza Castello, Via Carducci, la rotonda di Piazzale Kennedy. Non tralasciando gli intasamenti di Via Volpe e la giungla di Via Scandone all’orario di uscita delle scuole.

Con una serenità inscalfibile gli Assessori hanno candidamente affermato che il parco-vigili urbani è quello che è: sottorganico e con elevata età media degli operatori, di cui circa la metà non è più in pattuglia per strada.

Quindi?

"Un po’ di pazienza!" È stata la risposta. Sì, sì, hanno anche detto che modificheranno un po’ di cartellonistica, che ridipingeranno alcune strisce blu cambiandone l’orientamento, ma che non si può fare molto su strada, avendo solo tre pattuglie operative.

Cooosa? Cooome? Cioè, se capisco bene, il traffico non può essere regolato e l’indisciplina non può essere sanzionata perché manca il personale? (Vorrei sommessamente ricordare che manca pure il Comandante dei Vigili, scappato via a pochi mesi dalla nomina, perché probabilmente è davvero un’impresa titanica fare Polizia Municipale senza risorse.) L’unica soluzione è dunque avere pazienza e sperare che il sistema traffico si autoregoli, è così? Secondo me, il traffico non si autoregola, bensì degrada, perché lasciati liberi gli uomini si conformano alla legge del taglione, mica alla cortesia e alla prudenza.

Morale? Andiamo avanti a pannicelli di parole e assicurazioni, che probabilmente lasceranno il tempo che hanno trovato. Circolano ingenti somme per mirabolanti progetti edili di cui non potevamo assolutamente anticipare o procrastinare gli avvii; abbiamo cantieri aperti che manco Astana in Kazakistan; il Comune eleva multe (incassando benone) sol perché hanno installato un ritrovato tecnologico che identifica le inadempienze amministrative, ma non le infrazioni su strada.

Io penso che non verranno tempi migliori. Probabilmente neanche i cittadini lo pensano. Ma i nostri Assessori, invece, sì: pensano positivo per incarico istituzionale.
Dubbi mai. Eppure stiamo accussì cumbinati. In psicologia si configurerebbe come una patologia della percezione della realtà.

Tag(s) : #Avellino, #amministrazione comunale, #traffico

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