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La lana e la seta

Quando scrissi l’articolo sull’incontro del filosofo Aldo Masullo all’ultima Fiera del Libro di Atripalda, volutamente omisi di citare l’altro ospite che sedeva con lui sul palco: Nino (Gaetano) Daniele, attuale Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, già Sindaco di Ercolano, appena nominato da SEL candidato a Governatore in Campania.

Per diversi motivi. Il primo è perché Aldo Masullo, come ogni Grande Personaggio che si rispetti, non poteva né doveva dividere la scena (dell'articolo) con nessun altro. Poi, perché trovavo dissacrante nei confronti delle idee del filosofo riportare anche i concetti espressi dal politico campano Mio padre avrebbe detto di non mischiare la lana con la seta.

Durante l’incontro alla Dogana dei Grani, si parlò anche di comunicazione e delle sue forme. Quindi, si parlò di web e di social network. Il pensiero di Nino Daniele in merito rilevava la pericolosità di questi strumenti e di quanto fosse necessario difendere i giovani. Mi sembrò davvero un discorso fuori dal tempo, dandomi l’impressione che l’Assessore alla Cultura (un Assessore alla Cultura! Della terza città più grande in Italia!) fosse rimasto indietro di parecchie puntate di antropologia culturale e di sociologia.

Quando la parola poi passo al Filosofo Masullo, questi smontò virgola per virgola tutta l’assiomaticità apocalittica delle convinzioni dell’Assessore sui social media. Io gongolavo di soddisfazione perché il Filosofo, con un martellino da cesellatore, aveva annientato la grossolanità dei concetti espressi da Daniele nei confronti di un ineludibile fenomeno mondiale, la cui migliore conoscenza avrebbe certamente evitato all’Assessore di fare la figura del matusa conservatore ed allarmista. Peggio che gli esponenti dei Tea Parties statunitensi.

Non so se qualcun altro in platea o sul palco si fosse accorto (godendo come me) dell’operazione del Filosofo, condotta con garbo estremo, senza mai citare l’Assessore e il suo pensiero, ma riportandolo per antagonismo riflesso. Sono pressoché sicura che l’Assessore non abbia collegato la risposta di Masullo alla sua, non l’abbia confrontata, cioè. Probabilmente perché stava pensando ad altro, diciamo così. Perché se l’avesse fatto – il confronto – avrebbe capito di aver fatto la figura del banale, a dir poco.

Un Assessore alla Cultura non può permettersi il lusso di avere un pensiero frettoloso nonché allarmato sui social media, strumenti d’uso quotidiano. Usati, cioè, anche da chi vota, specialmente dai giovani che votano. Personalmente, lo ritengo un peccato quasi mortale, per un Assessore alla Cultura che è anche laureato in Filosofia, non essere aggiornato sul dibattito in merito alla comunicazione nel Terzo Millennio. Probabilmente, però, non conoscere la sociologia del social media non è un deterrente per la candidatura a Governatore della Campania.

Senza impegolarsi nell’analisi della composizione della platea votante SEL, o meglio della platea che non voterà Caldoro ma è nel contempo disgustata dal Piddì in Campania, vorrei capire il perché della candidatura di Daniele. Le parole di Giordano non mi hanno soddisfatto: ha parlato di altissimo profilo di Daniele, che dialoga con la parte buona del Piddì.

Non posso accontentarmi della scelta del meno peggio che ha la sinistra in Campania, perché per come la vedo io, la sinistra in Campania non ha proprio nessuno da candidare. Dicemocela tutta: in Campania non esiste la destra e non esiste neanche la sinistra. Esiste Caldoro, il quale ha elargito un po’ di fondi negli ultimi mesi (compreso il tirocinio nella P.A. ai giovani) e qualora vincesse, lo dovrà alla sua ignavia che gli ha impedito di fare grossi danni. (Ma tu guarda se si deve votare il candidato che risulta migliore solo in quanto non fa.)

Poi, esiste Vincenzo De Luca (Sindaco di Salerno) un decisionista che attrae parecchio, come tutti i decisionisti. Vai a capire se le decisioni poi sono davvero buone.

E poi ci sarebbe Cozzolino. Cozzolino, chi?

Nino Daniele non ha alcuna speranza di vincere, tutt’al più di appoggiare in Consiglio un eventuale Governatore del Piddì e magari vedersi assegnato un Assessorato (quello al Lavoro o all’Ambiente sono solitamente appannaggio delle Sinistre di minoranza. Manco niente si produce, ma almeno si rispetta il copione).

Certamente, non è da un incontro in Fiera del Libro che si giudica un candidato. “Non è da questi particolari che si giudica un giocatore…” cantava De Gregori. Ma anche sì, invece.

Tag(s) : #Regionali 2015, #Nino Daniele, #Aldo Masullo

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