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Primi in multe, ultimi in trasparenza

I link che trovate in calce a questo articolo rendono approssimativamente la misura del mio interesse nonché della mia incazzatura riguardo ad una delle tragedie di Avellino: il traffico e l’inciviltà automobilistica. (Ma anche i pedoni non scherzano.)

L’elenco d’infrazioni e di strafottenze commesse da chi percorre su auto o calpesta il sistema viario urbano è infinito.

Dall’attraversamento diametrale delle rotonde mentre i flussi di auto cercano di farsi strada tra inevase prescrizioni a dare la precedenza, all’uso delle strisce pedonali e dei varchi per disabili come parcheggi; dalla totale disattesa dei divieti di sosta/transito/accesso, alle soste in curva davanti all’autostazione; dall’intasamento selvaggio di alcune vie all’uscita di scuola (Via Volpe su tutte), alle soste in Via Carducci, sito di una corsia preferenziale per bus urbani in senso opposto; dall’uso delle rotonde quali parcheggi (Via Scandone, per esempio), alla giungla di Piazza Castello-Via Fricchione. Ma l’elenco è molto più lungo.

Il traffico, che si concentra per forza di cose — grazie ai cantieri — in alcuni punti della Città, rende questi pericolosi, anche per via dell’inquinamento, oltre che per l’incolumità fisica delle persone.

Così, quando «IlSole24Ore» ha pubblicato la classifica delle città italiane per numero di multe, avendo scoperto che Avellino è il primo capoluogo per incremento di multe, ho esultato: qualcuno sta mettendo in riga gli avellinesi.

Il dato salta subito agli occhi: Avellino (nella figura in gallery) è l’ineludibile pallino (anzi il pallone) rosso intenso in alto. Stiamo parlando di un incremento delle multe superiore al 56% rispetto all’anno precedente. Ah però.

Tuttavia, nonostante l’incremento delle multe, i cittadini avellinesi continuano sfacciatamente a commettere infrazioni, a guidare pericolosamente, a sfidare le leggi della fisica e le regole del Codice della Strada.

Tanto per dirvene una, martedì tornavo a casa dall’ufficio. Ci ho messo circa mezz’ora dal Campo CONI a Piazza Castello. (Mezz’ora! Con mezz’ora arrivo a Grottaminarda, dico.) Ho transitato per Piazzale Kennedy, dove sostava di vedetta (sul triangolo a strisce dipinto tra Via Carlo del Balzo e l’autostazione) una Panda della municipale, in cui erano stipati conducente e passeggero entrambi in divisa. Ottimo deterrente, si potrebbe pensare. Come pure, ho pensato che stessero lì ad annotarsi i numeri di targa di tutti i pazzi scriteriati e gli idioti che in quel luogo stavano commettendo ogni sorta d’infrazione al CdS.

E invece deterrente un ciufolo! E manco il taccuino per prendere i numeri di targa. Tutt’attorno alla rotonda si commettevano esattamente le stesse infrazioni di sempre: mancata precedenza, attraversamenti pedonali diametrali o fuori delle zebrate, soste per depositare gente in autostazione, guida parlando a telefono e guida chattando. Roba da galera, altro che multe da 41 euro di media.

Sic stantibus rebus, manco imprecare un "Ma dove stanno i vigili quando servono!?!" si può più. Stavano là.

A scorrere le altre tabelle del report de «IlSole», tuttavia, mi è venuta qualche anomala e perfida riflessione.

La seconda immagine in galleria descrive l’importo medio della sanzione per patentato. La nostra cifra è di circa 41€. Cioè quasi come una multa per mancato ticket nelle strisce blu, voglio dire.

Poiché il dubbio — pur palesato dalla testata economica nazionale — è che l’incremento delle multe serva a sostenere bilanci comunali disastrosi — e noi ad Avellino certamente che lo abbiamo un bilancio disastroso – ho cercato in rete il bilancio del nostro amato Comune, con l’intenzione di capire se le maggiori entrate per multe derivassero dalle sanzioni previste dal Codice della Strada o da proventi per parcheggi. Chissà perché, ma quando si tratta del nostro Comune le spiegazioni di prammatica non sono valide. Poiché non ho mai visto multare nella giungla di Corso Umberto-Piazza Castello, non è possibile che le maggiori multe derivino da un più accurato controllo dei divieti di sosta-zone rimozioni. Ho almeno un mezzo migliaio di foto che dimostrano come le zone rimozioni attorno al Teatro siano sempre intasate di auto che impediscono il già difficile deflusso delle auto. Tra l’altro, qualcuno ha pensato ancor meglio di togliere il senso unico di Via Fricchione. E che ne parliamo manco a fa’.

Mi fiondo su internet ed in particolare sul sito istituzionale del Comune di Avellino, alla sezione “Bilanci”, su molti link (anche alla voce “Quadro generale riassuntivo”) appare il famigerato codice 404: file not found.

Trovo uno scarno bilancio pluriennale 2014-2016 e comincio a scorrerlo fino al Titolo III – Entrate extratributarie. Al codice 500 dall’inquietante nome di “Pulizia municipale” trovo entrate accertate per 36mila euro (2013), entrate previste per il 2014 pari a 33mila euro, e per il 2015 pari a 17mila euro. Chissà cosa è la “Pulizia municipale”.

Al codice 510 “Risorse finalizzate al codice della strada” trovo entrate accertate (2013) di 1 milione e 101mila euro, una previsione per il 2014 di 2 milioni e 620mila euro, mentre per il 2015 è di 2 milioni e 573mila euro.

Non riuscendo a comprendere la dizione “Pulizia municipale” cerco in rete un manuale per la codifica e la decodifica delle voci dei bilanci comunali.

Trovo diversi manuali, ma del codice 500, ovvero del codice 510 neanche un accenno. Scopro, però, nello stesso manuale che i proventi da parcheggi sono codificati con il numero 3130 e quelli da multe dal 3132. Ritorno al bilancio pluriennale e non trovo ombra di 3130 o di 3132.

Ritorno sul sito del nostro sempre meno amato Comune e – forte della lezione sugli Open Data e sulle amministrazioni trasparenti – cerco ancora. Alla sezione “Amministrazione trasparente” non c’è niente. La maggior parte dei link riportano la dicitura “Nessun documento presente”. Alla faccia della trasparenza. La sottosezione “Accessibilità e catalogo di dati, metadati e banche dati” è irritantemente vuota.

Insomma, ho agìto la parte di un normalissimo cittadino che vuole capire qualcosa sul bilancio e capire pure se le entrate da multe siano davvero per infrazioni al CdS, visto che in Città è un far west su gomme. Perché se le multe sono effettivamente dovute a sanzioni da CdS, allora ci deve essere qualcosa nell’aria che respiriamo o nell’acqua che beviamo, visto che continuiamo imperterriti a commettere infrazioni.

No. Il voto al sito comunale per trasparenza e possibilità di avere dati è meno di zero. Troppe, ma troppe cose vanno male nella nostra Città. I nostri ‘e che sarà mai’ hanno alimentato un andazzo monstre. E no che non voglio telefonare per chiedere a qualcuno se mi spiega il bilancio. Un bilancio comunale deve essere intelligibile a chiunque.

Se volete scoprire le risposte dell’Amministrazione comunale sull’aumento verticale delle multe e sulle carenze del sito istituzionale, seguite stasera la trasmissione «PrimaLinea» su PrimaTivvù, dalle ore 21:25.

http://www.orticalab.it/Ruote-rotelle-viaggio-tragicomico

http://www.orticalab.it/Ad-Avellino-non-c-e-solo-la

http://www.orticalab.it/Vogliamo-i-vigili-social-anche-ad

http://www.orticalab.it/Legambiente-Sole24Ore-statistiche

http://www.orticalab.it/Piazza-Castello-no-talent

http://www.orticalab.it/L-insostenibile-leggerezza-del

http://www.orticalab.it/Avellino-tra-cantieri-e-cazzismo

http://www.orticalab.it/L-assurdita-di-essere-avellinesi

http://www.orticalab.it/Ansia-disagio-senso-di

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Tag(s) : #Avellino, #traffico

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