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Salve, Signor Fattore!

In questi giorni sui quotidiani nazionali è apparsa una pubblicità McDonald’s. Sponsorizza il progetto "Fattore futuro", nell’ambito delle iniziative per EXPO2015.

Si tratta di un bando per reclutare venti giovani agricoltori/allevatori innovativi al fine di introdurre le produzioni delle loro filiere nei ristoranti del gruppo (’entrare nel sistema McDonald’s’ c’è scritto). Personalmente, mi sembra un accostamento tipo ’il diavolo e l’acquasanta’. Come si può mettere assieme McDonald’s con le filiere agricole italiane!? Davvero ha la parvenza di una bestemmia.

Sarà che io da piccola bevevo l’uovo appena fatto dalle galline di mio nonno al paese. Sarà che sono cresciuta girando campi e masserie con mio padre, perché dovevamo conoscere le persone che coltivavano e allevavano i cibi che poi avremmo mangiato. Sarà perché non ci sono proprio abituata ai fast food e che sono una pizza-addicted totalmente persa, o meglio una focacciapugliese-addicted, ma io non capisco – al di là del palcoscenico mondiale dell’EXPO – come si possa parlare di qualità e cura, diversità e gusto attraverso la catena di fast food più grande al mondo.

Il problema è che nessuna grande filiera agricola italiana avrebbe tanta produzione bio/di qualità/innovativa/di filiera corta/etcetera etcetera da fornire la catena di fast food, neanche solo in Italia, tanto per dirne una. Si capisce da soli che è una pomposissima operazione di green washing, cioè ripulirsi l’immagine attaccandosi al tram dell’ambiente e della qualità. A leggere il comunicato stampa, si nota subito che McDonald’s è Official Sponsor di EXPO. D’altronde, se lo può permettere. Siamo noi Irpini, nonché tanti piccoli produttori locali di alta qualità sparsi in Italia (e non solo), a non poterci permettere neanche un’affacciata. Vabbe’.

Il faccione tra il contento e l’incantato del ’giovane agricoltore italico’ (fotografato con un lievissimo grandangolare che gli allarga la linea degli zigomi) potenziale candidato per il bando Mc Donald’s mi ritorna inquietante. I giovani ed innovativi agricoltori italici hanno un fil di barba? Pochi capelli? La camicia a scacchi e le bretelle sono nell’iconografia country canonica. E pure il badile (o la zappa? boh) cui si appoggia per considerare la proposta è troppo naïve. Chissà se quell’accenno di sorriso, lievemente angolato, vorrebbe suggerire un refolo di furbizia, della serie ’che-bella-occasione-per-la-mia-azienda!’

A pensarci meglio, sembra il cugino giovane del comico Gabriele Cirilli.

Ed inoltre, ’fattore’ nel senso di ’elemento attivo’ o di ’agricoltore’?

L’ambivalenza del sostantivo ‘fattore’ nel nome del di McDonald’s Italia è un artifizio di comunicazione pubblicitaria. Solo che ’fattore’ nel senso di gestore di fattoria è roba obsoleta. A mio nonno (agricoltore pugliese con vasta masseria in Daunia) fattore non glielo ha mai detto nessuno.

No, dico, uno si presenta ad un giovane agricoltore (ma anche a mio nonno) e gli dice "Salve, signor fattore!" Niente niente quello gli slega i cani contro.

A me piace tantissimo fare le pulci alle pubblicità. E comunque non mi fido delle premesse del bando. Mi sembra una sorta di reality (l’ennesimo), dove tutto è preparato (vedi le vicende Masterchef IV edizione, oppure quelle dell’edizione passata, in cui vinse un candidato affiliato all’industria pastaia di massa), in cui tutto si fa a favor di stampa e telecamere e per ammansire l’opinione pubblica.

D’altronde, come potrebbe presentarsi McDonald’s all’EXPO se non con un’idea che strizzi l’occhio alla qualità, al bio, all’ambiente, al salubre. McDonald’s è l’esempio massimo di ristorazione di massa, a gusti pressoché invariati in ogni luogo della terra. Basso prezzo, propaganda accattivante, mirata ai bambini. I colori rosso e oro sono quelli del cibo ricco e grasso. Non è che a tingersi di verde cambia d’amblee la qualità e l’opinione pubblica. Però ci provano.

Poi, leggi notizie tipo questa, in cui si parla del programma dell’azienda per tentare di ridurre la somministrazione di antibiotici ai polli utilizzati nei loro ristoranti e capisci come siamo lontani.



Dalla masseria che fu di mio nonno, voglio dire.

Tag(s) : #EXPO2015, #MacDonald's, #Fattore futuro

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