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La reattività dei miei concittadini

Venerdì ho partecipato all’Open Data Day all’Università di Salerno (in Fisciano). Un evento coincidente con la formazione obbligatoria per i giornalisti tesserati all’Ordine. Ho partecipato molto volentieri, anche perché tornavo all’Università, la mia, dove mi sono laureata due volte (vecchio ordinamento, per la precisione) e dove mi piace sempre tornare. All’epoca sogni di gloria e successo erano ancora intatti e potenti e per una mattinata ho risentito le stesse sensazioni. Almeno per qualche ora ho potuto sognare che il tempo non fosse passato e non mi avesse lasciato fardelli e delusioni.

Inoltre, presiedeva il mio vecchio professore di Sociolinguistica, correlatore alla mia tesi di Glottologia, Annibale Elia, che ho salutato anche un po’ commossa. Ecco.

(Dedicherò alla sociologia della formazione obbligatoria dei giornalisti un ampio spazio, ma un’altra volta.)

Oggi vorrei riflettere con voi, Amici miei Lettori di «Orticalab», su una certa qual pigrizia che prende noi cittadini. Tra gli interventi all’OOD, ho ascoltato con moltissimo interesse Rosy Battaglia, giornalista e fondatrice di “Cittadini Reattivi” – una piattaforma di denuncia civica e di iniziative dal basso – ed ho capito che in alcune realtà italiane, laddove – come al solito – le amministrazioni sono pigre o sorde, sono gli stessi cittadini a muoversi. «Cittadini Reattivi» disegna le mappe dei siti inquinati/avvelenati d’Italia, che siano identificati ufficialmente dallo Stato o che siano segnalati dai cittadini (la mappa in gallery).

Ho cercato le parole ‘Avellino’ e ‘Isochimica’, ma non c’è nulla. Quindi, ho provveduto io stessa a segnalare il sito.

Come già annotato altrove, Avellino con l’Isochimica non sono censiti neanche nell’indagine parlamentare. Non siamo sito d’interesse nazionale da bonificare. Eppure, il rapporto epidemiologico tra popolazione e morti per malattie oncologiche polmonari è molto alto, più alto di altri siti infestati dall’amianto in Campania.

Da quello che ho compreso dall’intervento di Rosy Battaglia, una cosa sono i siti censiti (con o senza bonifica avviata) altre sono le ben più numerose segnalazioni dei cittadini.

Ha raccontato il caso dell’Olona, un corso d’acqua lombardo, i cui stadi d’inquinamento sono stati quotidianamente documentati e condivisi attraverso i social dagli stessi cittadini. La costanza e la diffusione dei social hanno portato all’evidenza – anche nazionale – i guai dell’Olona.

I social – ha detto Rosy – sono importanti. (Bene, come potete notare, c’è del buono anche in fèisbuk e tuitter. Poiché sono strumenti, la loro è una funzione, non un fine etico. Il fine glielo diamo noi.)

Ha anche raccontato, per esempio, che i cittadini – anche attraverso i social – possono continuare a segnalare gli stati di avanzamento delle bonifiche. O addirittura sgamare le istituzioni quando vengono pubblicati dati errati relativamente alle bonifiche.

Più in generale, si può e si deve segnalare ogni situazioni in cui la richiesta di dati e di trasparenza viene disattesa.

Per esempio, nella nostra Città, sono mai venuti fuori i dati sulle analisi del Fenestrelle? Verranno mai fuori i risultati delle analisi sulle acque sotterranee di Piazza Castello, come pure sull’inquinamento di superficie, i cui prelievi sono stati fatti la scorsa settimana? (Hanno cominciato a ripulire l’area della piazza dagli arbusti e ciò significa che i campioni sono stati raccolti.)

Lo Stato e le Pubbliche Amministrazioni non sono trasparenti ed inoltre risultano anche sordi e sfuggenti. Spesso non hanno neanche tutti i mezzi per monitorare le situazioni, devo aggiungere. Sempre sul caso Olona, per esempio, è stata la stessa ARPA Lombardia a chiedere ai cittadini di controllare quotidianamente lo stato del corso d’acqua, descrivendolo e fotografandolo.

Tuttavia, non possiamo fare spallucce e rassegnarci alla mancanza di risorse o d’iniziativa delle istituzioni preposte. Certo, neanche noi cittadini – voglio parlare di Avellino – siamo un granché. Semplicemente perché non siamo reattivi. Non lo siamo abbastanza, cioè. Sappiamo indignarci ma non abbastanza da reagire per cercare ed attuare una soluzione e – a dirvela proprio tutta – quando noi giornalisti calchiamo la mano sull’indignazione provando a scuotere le coscienze, c’è un bel po’ di persone che ci rimproverano di essere apocalittici, di essere troppo negativi, ovvero che ’ad Avellino non si vive male’, e che ’basta parlare male della Città e di fare predicozzi’.

Secondo me, noi siamo troppo rivolti verso noi stessi come singoli. Ci mancano le idee di comunità e di tutela collettiva. Tutti con una mentalità da ‘apes moi, le deluge’. Ovvero, pensiamo sempre che ci debbano pensare gli altri, o lo Stato.

Già, ma così moriamo, d’inquinamento e d’inedia.

Promettendomi di tornare sull’argomento ‘trasparenza’, Vi lascio invitandovi a seguire «Cittadini Reattivi» anche dalla loro pagina fèisbuk, nonché a segnalare sul loro sito tutte le situazioni di grossa incuria e nocività ambientale che esistono sul nostro territorio.

Cominciamo almeno così. Almeno.

La reattività dei miei concittadini
Tag(s) : #Fenestrelle, #Piazza Castello, #Isochimica, #inquinamento, #Cittadini Reattivi

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