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Bye-bye, Dottor Freud!

La psicanalisi non tira più. O meglio, non attira più.

I pazienti del lettino diminuiscono drasticamente, l’età media degli strizzacervelli sale inesorabilmente. La branca non interessa i giovani psichiatri/psicologi. Il costo di una cura è proibitivo in tempi di crisi.

C’è sicuramente anche dell’altro. Infatti, se la terapia psicanalitica fosse davvero efficace, non ci sarebbe crisi che tenga e comunque i medici e gli psicologi s’interesserebbero in misura maggiore alla specializzazione in psicanalisi freudiana.

I dubbi sulla validità scientifica e terapeutica dell’approccio psicologico dinamico-freudiano sono sempre rimasti sotto traccia finora. Attualmente, complice l’alto costo delle cure nonché la lunghezza temporale di esse, le critiche sono emerse tutte.

Poiché alla gente serve solo un ascolto paziente — e per far ciò basterebbe davvero chiunque, fors’anche un aiuto telematico — diventano superflui anni e anni di specializzazione e studio per cavare rape sanguinolente dal racconto di sogni e dalle associazioni spontanee.

Infatti, recenti studi hanno dimostrato che i sogni non hanno altro scopo che prepararsi per il futuro. Aiutano a gestire l’ansia da ignoto e non s’interessano del passato se non in chiave di difesa per il futuro.

Sempre più numerosi sono i testi di psicologia moderna che sottolineano l’obsolescenza delle teorie e delle terapie di approccio dinamico, ivi compreso il famoso Test di Rorschach, quello delle macchie speculari. Sarà la lunghezza diagnostica dell’approccio freudiano che stride con la velocità richiesta ai nostri giorni; sarà che risulta sempre più difficile immaginare che le reazioni di un neonato abbiano matrici sessuali; sarà che la teoria freudiana è comunque sessista e colpevolizzante per le donne (ho sempre trovato assurdi il concetto di ’invidia del pene’ e le diagnosi di ’isteria’). Insomma, Sigmund ha fatto il suo tempo.

Ciò non toglie, in ogni caso, l’altissimo valore creativo che l’approccio freudiano ha regalato alla letteratura e al cinema, sia in termini di critica che di contenuti artistici. Mi ricordo che la parte monografica di un esame di letteratura anglo-sassone verteva appunto sulla critica psicanalitica, molto in voga dalla seconda metà del secolo scorso e osannata dall’intellighentsja di sinistra.

Mah. Decisamente, preferisco l’approccio critico marxista a quello freudiano.

La psicologia acquisisce sempre nuovi strumenti (anche tecniche orientali) per lenire i disagi psichici, i quali — se non dettati da diagnosticate patologie biochimiche, strutturali e/o genetiche — più che altro necessitano di una re-interpretazione cognitiva e semantica.

Infatti, sempre più sono richiesti i counsellor (figura di consulente personale alla ribalta dopo il fortunato best-seller "Platone è meglio del Prozac" di Lou Marinoff), ovverosia persone che ’consigliano’ nuovi frame in cui re-inquadrare la vita o un problema.

Tipo Lucy Van Pelt. Una grande.

Tag(s) : #La Cugina di Parascandolo, #Freud

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