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Keep calm and ... imprecate pure

La notizia della scoperta del valore analgesico e corroborante delle imprecazioni va celebrata.

«Il Messaggero» ha riportato la sintesi di una ricerca universitaria inglese, secondo la quale imprecare e bestemmiare riduce il dolore di una ferita. L’esperimento è stato condotto su sensazioni e dolori fisici. Tuttavia, suggerirei che imprecare e bestemmiare possa alleggerire anche il carico di dolore psicologico e favorire la tolleranza verso alcune situazioni incresciose della vita quotidiana.

Non si tratta del classico schiacciamento di polpastrelli nel piantare un chiodo (divina la descrizione dello Zio Podger, di J.K.Jerome in "Tre uomini in barca", uno dei miei libri di formazione), o del più banale ma frequente tappo del dentifricio nello scolo del lavabo. Né di qualche … ehm … problematica intima che ha a che fare con i difetti di fabbrica del lattice di gomma vulcanizzato, roba che ti fa recitare un menologio plurimo di bestemmie.

In particolar modo, mi riferisco alle sacramentazioni in cui ci produciamo mentre alla guida della nostra auto. Sono situazioni quotidiane, ineludibili, il cui tasso di stress dipende da: il numero dei sensi unici imposti; il numero di vigili in strada; il numero di rotonde; il numero di cantieri aperti; il numero di assessori ai Lavori Pubblici/Urbanistica/Traffico/Ambiente succedutisi in una sola consiliatura.

Alla luce dei fattori appena elencati, converrete che Avellino è una Cittadina ad altissimo tasso di bestemmia. (Vi ricordo, giusto per, che la bestemmia è proibita dai Dieci Comandamenti.)

Bestemmiare, fare gestacci, lanciare un bel ’chitestramuort’ nel chiuso del nostro abitacolo, ci allevia le pene dell’essere un automobilista nella nostra città. Va bene anche attaccarsi al clacson cercando di ottenere la meritata precedenza nelle rotonde (ha strada chi ci è già dentro e proviene da sinistra. Le vecchie regole di dare precedenza a destra valgono solo per gli incroci di tipo classico, con o senza semaforo), modulandoci sopra un tenorile ’ sto mbecille’. Ovvero, a fil di finestrino aperto (giusto per evitare disturbate in pieno centro), prodursi in uno stentoreo ’né nzallanùtë!’ , all’idiota (maschio o femmina; giovane o vecchio: è uguale) che attraversa la rotonda come se fosse la piazzetta del centro commerciale: con calma e guardandosi attorno, cioè. Magari amabilmente parlando al telefono, e magari pure sorridendo da ebete.

Decisamente, una bestemmia ci aiuta. Altrimenti come si riuscirebbe a scendere da Via Circumvallazione fino all’incrocio con l’inizio di Via Francesco Tedesco, attraversando i sargassi della rotonda di Piazzale Kennedy? Roba da letali picchi ipertensivi. E quindi giù una mitragliata di imprecazioni, conditi da qualche gestaccio appena fuori dalla zona di pericolo, ovverosia quando il cretino di turno ha magari svoltato e non può più seguirci per eventuali ritorsioni.

(Avete notato che gli automobilisti maschi reagiscono alle imprecazioni loro rivolte da una donna con una veemenza spropositata? Abbassano il finestrino e urlano senza ritegno cose irripetibili sulla morale di costoro, attribuzioni di cui tutti i passanti erano fino a quel momento completamente ignavi. Si aprono squarci conoscitivi socio-antropologici con più frequenza di quanto Discovery Channel mandi in onda documentari scientifici.)

Vabbe’. Quindi, la sacramentazione aiuta la nostra sanità psicologica.

Tuttavia, ci potrebbe pure stare che in questa giungla, il cui machete è sostituito dalle mitragliate di bestemmie, qualcuno abbia bisogno di parole dolci e coccole, per disintossicarsi dalle traversate in auto della nostra piccola e famelica Città.

Ho trovato (anzi, per la verità me lo ha segnalato mio figlio) la notizia di un bar giapponese che partica il cosleeping, ovverosia il sonnellino a pagamento con un/una compagno/a che ci coccola e ci fa sentire più buoni e teneri. Vietate le sacramentazioni nel momento in cui scoprirete che il sesso nel cosleeping è vietato.

Cià.

Keep calm and ... imprecate pure
Tag(s) : #La Cugina di Parascandolo, #bestemmiare, #salute psicologica

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