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L'imbarazzo della scelta

Certo, ci manca più di un mese al voto per i Consigli Regionali, ma già vivo l’imbarazzo della scelta.

No, non vivo il dramma di scegliere tra Caldoro, De Luca, il M5S e Vozza. Sono lacerata tra l’andare a votare oppure no.

Da quando sono maggiorenne, non ho mai saltato un’elezione: sono una cittadina consapevole. Il mio voto è l’unica arma che ho. Eppure, anch’io sto vivendo la mia crisi da elettore.

Alle scorse amministrative di Città, addirittura, mi candidai. Partecipai attivamente alla campagna elettorale. Mi feci i comizi, le tavole rotonde, le tribune televisive. Tenni addirittura un diario elettorale sul mio blog.

La presi davvero sul serio, diamine.

Però, poi al ballottaggio andai in crisi: all’improvviso persi la mia fede civica (non politica). E non andai a votare.

Chissà forse ho la ‘sindrome emiliana’. Cioè la patologia sociale che ha colpito gente di sinistra (come me) consapevole come lo sono gli Emiliani, ultimamente assurti a simbolo dell’astensionismo in Italia. Se si astengono loro, vuol dire che non c’è rimedio alla politica italiana. E un Renzi non basta. Gli Emiliani sono i pionieri, sono quelli che annusano per primi l’aria che tirerà in Italia. E se loro hanno deciso che non valeva la pena andare a votare, vuol dire che non vale la pena andare a votare.

Si sa bene che quello degli astensionisti sarebbe il primo partito d’Italia, tanto è lo scoglionamento delle persone. L’antipolitica – si comprende facilmente – non è la causa. La causa è la malafede, la corruzione, l’egoismo e l’avidità dei politici. Il tutto sfocia nell’antipolitica e l’unica protesta (debole) si attua con l’astensionismo.

Leggendo l’intervista a Vozza su queste colonne trovo quest’affermazione: “Tutti sono convinti che in Campania accadrà quel che è accaduto in Emilia.” Non so, ma anche io sono d’accordo con Vozza – a latere delle mie decisioni – che i Campani non siano Emiliani. Non ci sarà un forte astensionismo, ma intercettare i voti per De Luca al fine di contrastare Caldoro e quelli per Caldoro al fine di andare contro il Piddì locale non sarà facile per Vozza. Differenziarsi in una Regione che ha ancora bisogno dei fondamentali sembra una fatica di Sisifo.

È passato il messaggio che son tutti corrotti e papponi, così anche il migliore (perché ci sono ancora uomini per bene anche in politica) finisce nel calderone. Anzi, nel sacchetto dell’indifferenziata.

Tuttavia, si è sempre detto che le elezioni amministrative siano differenti da ogni altra. Si è sempre detto che a fare la differenza non sia il programma o il partito, ma la persona a prescindere dagli schieramenti.

Valgono le conoscenze personali, il rapporto. Ho visto gente di sinistra-sinistra scegliere amministratori di schieramento opposto sol perché erano amici/parenti/colleghi/vicini/ex-compagni-di-scuola. Capisco tutto, ma io alle amministrative proprio non ci voglio votare più. Le provinciali sono defunte. Le Comunali sono una delusione (e non perché la mia lista non vinse). Le Regionali pare non ci appartengano. Quando penso a Palazzo Santa Lucia faccio tutt’uno con Napoli. In effetti, i grandi numeri contano. Ammetto di non ricordare nessun consigliere regionale irpino degno di nota. (Oddio, mi viene in mente Pietro Foglia perché lo incontro spesso nei talk show delle emittenti locali e poi perché la sua campagna elettorale ha un grafismo e una cromìa di piacevole impatto visivo. Ma non per altro. E manco mi ricordo di altri.) Non ricordo neanche – eppure lavoro nei media – cosa si sia deciso per il bene dell’Irpinia al Consiglio Regionale della Campania. Mi sovviene rapidamente l’incontro a gennaio tra Caldoro e Foti per un po’ di fondi (la cifra è totalmente inadeguata al reale fabbisogno) da destinare alla bonifica dell’Isochimica. That’s all.

Perché dovrei andare a votare per il Consiglio Regionale e per un Governatore? Facciamo pure finta che i candidati non siano tutti uguali, cos’è che il mio candidato ideale potrebbe fare per l’Irpinia?

No Marika, non pensare alla tua terra.

D’accordo, cambiamo la domanda: cos’è che si potrebbe fare per ridurre la disoccupazione in Campania? Per garantire una sanità migliore e restituire presidi alle zone interne depauperate di molte cose e con infrastrutture ormai obsolete, malandate ed insufficienti?

Il mio candidato ideale dovrebbe poter attuare un’organizzazione scolastica (forzando il Governo a dare più attenzione alle giovani generazioni) che contempli il tempo lungo/pieno nelle scuole (da rendere sicure); dovrebbe agevolare la creazione di asili nido nelle unioni dei Comuni; dovrebbe pungolare il Governo a fare la guerra agli evasori; avere più senso di prospettiva per i vari territori e non incaponirsi sull’equazione turismo=mare. Ritengo che dovrebbe considerare questa splendida regione (per le sue ricchezze paesaggistiche) un tutt’uno e proprio come un unicum dovrebbe imporla ai potentati e potentatini locali.

Ha senso interrompere l’Alta Velocità a Napoli (con qualche puntata a Salerno)? Hanno senso le trivellazioni esplorative? E dei trasporti? Parliamone. Vi pare che ci debbano essere due tipologie di biglietti con prezzi differenti sulla stessa tratta a seconda se parto da Avellino o da Napoli? Perché non studiare una vocazione industriale polarizzante e distribuirla su tutto il territorio regionale?

Tutti i candidati ascoltano, quantomeno assicurano di ascoltare. Qualcuno si fa ascoltare perché la nostra rassegnazione cerca un leader (e qui gioca bene il Sindaco di Salerno). Altri non ascoltano e non parlano, forti – chissà – di appoggi spuri ed innominabili. (Avete mai sentito di un Renzi che sotto sotto appoggerebbe Caldoro perché non sa come manovrare il Piddì in Campania?)

Chissà, i miei corregionali potrebbero votare Caldoro contro Renzi o comunque contro un Piddì campano (inemendabile a quanto pare). Vincenzo ‘o Sceriffo ha la sua ampia e forte claque. Molti delusi potrebbero scegliere lui, invece che astenersi. Ma al di là di ciò, c’è qualcuno che ha risposte alle mie domande?

Vozza?

Ecco, Vozza. Chissà se mi può rispondere.

Tag(s) : #elezioni regionali 2015, #Partito Democratico, #Vozza, #Caldoro, #Vincenzo De Luca, #astensionismo, #Campania

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