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La depressione che avanza

Massima deve essere la condanna della strage al Tribunale di Milano. Non ci sono ‘se’ o ‘ma’.

La causa non è la mancata sicurezza – quella è un co-fattore – bensì l’eccessività della vendetta.

Tuttavia, si avvicina il momento in cui si potrà parlare con chiarezza delle eventuali falle nella sicurezza, o di un’organizzazione dell’intero Palazzo di Giustizia che va indubbiamente migliorata.

Mediaticamente, mi hanno colpito le immagini delle lunghe file ai varchi d’entrata, il cui controllo si è serrato dopo la tragedia. Come pure la photo gallery de «La Repubblica».
Questa è l’Italia: il Paese dove si chiudono le stalle dopo la fuga dei buoi.

Sicuramente, i problemi economici (sopra ogni altra problematica) e quelli logistici sono comuni anche ad altri Tribunali italiani. Per anni si è provveduto allo smantellamento mediatico e strutturale di moltissimi presidi di amministrazione pubblica. Lo smantellamento non si è fermato.

I programmi politici di Berlusconi (giusto per andare indietro nel tempo di circa vent’anni) prevedevano il ricorso alla giustizia privata (sorta di “Forum” istituzionalizzato), nonché si preconizzavano carceri private (su modello americano).
Sempre quel Governo diede molte risorse all’istruzione privata.

Non sono mai stata davvero convinta che le leggi di mercato anche in questi ambiti potessero garantire equità. Tuttavia, in Italia, il sistema di mercato si è surrettiziamente infilato nel pubblico. Quindi, il merito è andato in vacca, quando sempre più si legge di corruzione pubblica o di gente incompetente piazzata in posti strategici (non solo in politica). Davvero pensiamo che la scelta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici sarà improntata al riconoscimento della competenza? Suvvia.

Com’è oggigiorno il sistema (ma anche l’antropologia) del nostro Paese, ci saranno sempre situazioni in cui chi può pagare avrà i migliori professori, ovvero la promozione più facile. Ed anche in un sistema pubblico, l’introduzione di una pratica da libero mercato (la scelta dei docenti) non favorirà mica il merito, bensì l’arruffianamento.

Per attivare un sistema di mercato pure in ambiti che la nostra Costituzione garantisce pubblici (tranne che per l’istruzione), si cominciò a denigrare il pubblico e poi a sottrarne risorse.

Se non fosse avvenuto ope legis, sarebbe stata la necessità economica a modificare il sistema.
Una Giustizia ridotta al lumicino avrebbe indotto l’opinione pubblica a richiedere soluzioni diverse, come la privatizzazione delle funzioni, per esempio.

Una sanità deficitaria ha da molto tempo spostato la richiesta verso un privato ritenuto più efficiente, ma i costi sono ricaduti tutti sulle persone. Aver inserito alcune pratiche privatistiche ha creato mostriciattoli: le liste d’attesa per specialistica ambulatoriale pubblica sono infinite, mentre con l’intra moenia puoi risolvere il tuo problema in pochissimi giorni.

Ripeto da sempre che le riforme – necessarie – non si fanno con ricatti e minacce o introducendo mezze soluzioni ambigue tra pubblico e privato (come le clausole d’incompatibilità nel pubblico impiego), bensì con investimenti. Vale per la Giustizia efficiente, la Sanità efficace anche al sud, la scuola di qualità, la pubblica amministrazione rapida e competente, e così via.

Prendete il Progetto Pilota per l’Alta Irpinia. In due righe si tratterebbe – così come me l’ha spiegato il Sindaco di Lioni, Salzarulo – di ‘inventarsi’ un sistema organizzativo territoriale che consenta lo sviluppo delle aree interne, o quanto meno evitati lo spopolamento e l’abbandono di zone bellissime come quelle irpine. Ebbene, al di là del dividersi gli ordini di scuole (tutte le materne in un Comune, tutte le elementari in un altro, e così via), o qualche altra soluzione la cui ideazione non mi è ancora pervenuta, a costo quasi zero è difficile evitare lo spopolamento perché si tratta di disperazione: senza lavoro non c’è Progetto Pilota che tenga.

Personalmente, visto che il lavoro mancherà, stanzierei fondi per incrementare lo studio delle lingue: almeno si dia uno strumento per poter espatriare da competenti. Per questo motivo, condivido totalmente il contenuto di quest’articolo.

Siamo un Paese nel G7 e non possiamo ammettere che da noi non ci sia posto per i giovani (quindi la qualità dell’insegnamento delle lingue straniere a scuola rimarrà un miraggio) e non è neanche più un Paese in cui s’invecchia bene. Le pensioni saranno sempre più esigue e la sanità non sarà universale.
Qui e qui.

Non vorrei infierire pure io, ma quanti – oltre Maurizio Crozza, venerdì sera – hanno sottolineato che il primo punto dello sbandierato programma renziano da Presidente del Consiglio è una bufala? “Visiterò una scuola alla settimana” e “Priorità all’edilizia scolastica” sono stati solo due tra i numerosi mantra con cui ci ha illuso. Parte del tesoretto di un miliardo e seicento milioni di euro deve per forza provenire anche dal taglio ai fondi per l’edilizia scolastica, mica solo da un’errata stima della crescita del Pil.

Non l’ho ancora percepita la crescita. Dicono di averla avvistata in uno ‘zero virgola’ dalle parti del nord-ovest italiano. Non so. Vivo qui, dove la vita è sempre più dura e difficile. Il terrore che si leggeva negli occhi dei Sindaci mentre si avvicinava la discussione del DEF è svanito solo perché fra un mese ci sono le regionali ed i tagli agli enti locali in pratica non ci sono stati. Poi, ritornerà l’estate e poi un autunno — come al solito – caldo, riscaldato cioè dalle bestemmie per i rincari di ogni cosa.

La disperazione intanto sale. Le notizie di tesoretti e crescite fantasma servono a mitigare la voglia di vendetta. Gente che perde tutto si suicida o uccide. Com’è avvenuto anche a Milano. Non è un caso emblematico, ma è uno dei tanti in cui il senso (personale) d’ingiustizia percepita arriva al parossismo di armare il braccio, senza assolutamente pensare ad alcuna conseguenza.

Non sappiamo davvero quanta corruzione, quanto disconoscimento del merito, quanta recessione, quanta evasione, quante frodi davvero incidano sulle nostre vite di cittadini italiani. Tuttavia, percepiamo molta disperazione attraverso l’estremizzazione di alcuni gesti. La voglia di vendetta o di rivalsa sta aumentando in una sorta di escalation psico-sociale.

Gente che ammazza o ferisce per un litigio stradale, che distrugge anche la propria famiglia per eredità o dissapori. Imprenditori che per pochi euro non esitano ad ammazzare colleghi. Categorie di lavoratori che si offendono vicendevolmente. Ed il Governo cosa ha pensato per debellare la corruzione? Fare la spia, con poche tutele per lo spione coraggioso.

La regola è sempre quella: in scarsità di risorse la lotta s’inasprisce e le vittime aumentano.

Tag(s) : #disoccupazione, #Tribunale di Milano, #edilizia scolastica, #DEF, #Piano Strategico, #Alta Irpinia

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