Giro d'Italia, maggio 2012. Diretta Rai3. Cartolina dal Laceno. Soundtrack: i mandolini di “Chist' è o paese r'o sole...”. Laceno (tappa di cronoscalata!), provincia di Napoli, si vede il mare, chi può negarlo?
Il fortunatissimo film“Benevenuti al sud” colloca la iper-cilentana Castellabbate in provincia di Napoli.
Se Caserta è famosa sui generis, se Napoli è internazionale, se Salerno si sta affacciando ad una ribalta di tutto rispetto e credito e Benevento fa la sua storica figura come spina nel fianco degli Antichi Romani, Avellino invece no.
Non è servito essere andati talvolta in serie A, non serve essere una grande squadra di basket, tre vini DOCG [Fiano, Greco e Aglianico, NdR] non significano nulla, manco il Terremoto (quello dell'Ottanta, quello da tremila morti) ci ha dato dignità di provincia. Un tizio in provincia di Ferrara, intervistato per il sisma, ha detto: “ ho vissuto l'evento dell'Irpinia. Perchè io vengo da Napoli.”
(Se qualcuno mi parla di Rovigo, io mica gli chiedo dov'è o se è per caso provincia di Venezia e so pure che in provincia di Rovigo si trova Porto Tolle.)
Questione di carenze educative alle scuole elementari? Disinteresse?
Qui la riflessione si biforca: a) Avellino non è interessante, ovvero non ha alcunchè d'interessante; b) Avellino è nel sud e come tutto il sud anche la nostra città vagola in una nebulosa indistinta. Avete mai analizzato con attenzione le previsioni meteo di SkyTg24? Io sì, ogni mattina. L'attenzione (in termini di durata) dedicata alle regioni del sud (che, badate bene, escludono Abruzzi e Molise, le quali una volta erano sicuramente parte del Regno delle Due Sicilie) è la metà di quella dedicata al nord. Il 'nordde' come diceva Costabbile Grande (cit. “Benvenuti al sud”). Così, – forte dell'amicizia di fèisbuk – ho reclamato direttamente al mitico [mitico per noi della Campania, perchè è il corrispondente di SkyTG24 dalla redazione napoletana, NdR] Paolo Chiariello, il quale mi ha risposto che lui si è battuto per far inserire il Laceno [altopiano con lago, monti e piste da sci, NdR] nel bollettino neve di Sky. Siamo proprio messi bene.
Ho letto recentemente di un tizio (ovviamente, settentrionale) che aveva bisogno di un ricambio speciale per un apparecchio, ma quando ha visto che il prezzo migliore gli veniva fatto a Napoli, ha preferito pagare il triplo ma l'ha preso al nord. Sul profilo FB de “I Briganti” [movimento che si occupa di ristabilire alcune verità molto scomode, NdR] si narra di una tizia (emigrata al nord) che aveva ordinato alcune t-shirt promozionali del movimento e che era stata redarguita dall'impiegata postale: “E lei si fida a fare un bonifico per roba che arriva da Napoli !?!” Mi sembra la poliziotta della Stradale che ferma Bisio (sempre il film di cui sopra).
Il mese scorso mi sono recata a Milano per lavoro. I milanesi non hanno perso l'occasione per sfottermi sulla vicenda della Biblioteca dei Girolamini, da cui il direttore aveva fatto sparire parecchie centinaia di libri ed incunaboli. Circa duecentocinquanta di questi preziosi testi sono stati poi ritrovati a Verona. Evidentemente lì amano molto la cultura, anche quella di ricettazione.
Il 23 maggio scorso ad Avellino è arrivato Pino Aprile. Lo vedete -- e mi vedete abbigliata en robe de combat, da country reporter, cioè -- nella gallery più sotto, le cui foto sono una courtesy della giornalista Mariatolmina Ciriello, di Orticalab. I lettori sanno che -- oltre ad essere un simpatico giornalista, già Vicedirettore di Oggi e Direttore di Gente -- Pino Aprile è l'autore di alcuni libri illuminanti sul Meridione: Terroni, Giù al Sud. Aprile è un pugliese (come il mio 50% di DNA) e per i suoi scritti ha girato molto anche nella regione Campania. Io li ho letti tutti e da meridionale appassionata mi commuovo a scoprire tanti scempi fatti ad onta della nostra Storia. Aprile ci ha raccontato delle stragi di Pontelandolfo e Casalduni durante l'unificazione dell'Italia. Come ci ha raccontato di come emeriti studiosi e giornalisti costantemente demoliscano la sua attenta opera di raccolta documentale e di ricostruzione di una verità storica negata. Ci ha raccontato come si cancelli la memoria delle cose: semplicemente non raccontandola mai o non raccontandola più. Come è successo con la revisione dei programmi scolastici di Letteratura per le superiori ad opera della Gelmini (e l'attuale Ministro Profumo non ha mica posto rimedio allo scempio): cancellato ex abrupto tutto il Novecento.
Ma ancor più preciso fu Enrico Finzi – pure lui ad Avellino un annetto fa – il quale parlava di difetti comunicativi: il Sud non è conosciuto e l'ignoranza è causa di timori e diffidenza.
Siamo tornati al doppio quesito. Siamo poco interessanti o è ignoranza? Un paio di mesi fa scrissi per vogue.it un lungo articolo promozionale sulle cose d'Irpinia: è il più clickato e apprezzato dell'intera rubrica (lo trovate ancora on line). C'è gente che mi ha chiesto perchè nessuno ha mai parlato dell'Irpinia in termini così positivi, visto che gli aspetti positivi ci sono. E certo che ci sono! La questione è che noi non siamo 'vincoli' ma sparpagliati, nel lessico di Peppino de Filippo. Se consideriamo tutte assieme le cose belle che abbiamo, sembra stupenda pure a noi, questa terra.
“Ma dov'è che si trova precisamente Avellino?” Mi chiedono spesso al nord. “Eh, vicino Napoli.” taglio corto, pensando ai libri dei Girolamini, che evidentemente non parlano di geografia.
Marika Borrelli [gallery link="file" columns="4" orderby="rand"] P.S.: Mi vogliate scusare per la lunghezza e per le eccessive NdR.