Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Un lumino acceso sul binario di Birkenau

Quando nelle sere d’inverno si era seduti davanti al focolare, mio padre ricordava i compagni di prigionia e, commuovendosi, affermava di sentire ancora i lamenti dei suoi amici, i quali, sul punto di morire di fame e di freddo, chiamavano la mamma. Giovani soldati, abbandonati da tutti dopo l’otto settembre, internati e resi schiavi, torturati dalla fame e dal freddo, la cui unica colpa era stata di non riconoscere la repubblica di Salò.

In Prussia Orientale, raccontava ancora papà, gli inverni erano molto freddi e spesso qualche buccia di patata, sottratta ai rifiuti, faceva la differenza tra la vita e la morte. Talvolta a farla è stata una cipolla lanciata dalla pietà di una mamma polacca.

Mio padre si salvò perché era meccanico ed ai tedeschi era utile per riparare i carri armati. Era minuto e si infilava facilmente nelle carcasse dei cingolati.

Sono cresciuto con questi racconti ed ho ancora davanti a me la vista delle cicatrici di mio padre, che per amore e dolore accarezzavo. Quando a chi scrive, Segretario dello Spi di Avellino, è stata offerta l’occasione di partecipare al treno della memoria, ho accettato senza esitazione: volevo onorare la memoria di mio padre arrivando nei luoghi dove aveva sofferto lui. Tuttavia, ad Auschwitz, mi sono reso subito conto che i racconti aiutano a capire, ma non danno l'esatta misura della tragedia. La realtà è stata scioccante e pedagogica. Tragica perché inimmaginabile, educativa poichè nessuna libertà è conquistata per sempre. Oggi, con maggiore consapevolezza e determinazione, mi sento di affermare che è necessario coltivare e condividere la memoria di questi orrori, operare per la difesa dei diritti di tutti e di tutti i diritti. Ognuno, almeno una volta nella vita, dovrebbe visitare Auschwitz e percepire l’orrore di camminare calpestando la polvere delle ossa delle vittime. Ciò che più colpisce, nel drammaticamente lucido racconto delle guide, è la narrazione di una violenza gratuita e la scientificità con cui si perseguiva l’annullamento della psiche e del fisico: un numero in vece del nome.

Durante la nostra visita ad Auschwitz-Birkenau, significativa e toccante è stata la cerimonia organizzata dai ragazzi di “Terre di fuoco” al fine di restituire il nome ed un ricordo ai volti delle vittime, per sottrarli alla barbarie di un numero. Ognuno di noi, dopo aver segnato con la propria impronta un drappo bianco, ha declamato il nome di un martire. “Io ti ricordo Ludwik Sivek”. Anche io ho restituito un momento di ricordo al ragazzino che fu Ludwik.

La finalità della cerimonia è stato rendere una piccola scintilla di giustizia alle vittime, con il ricordarle quali persone, rafforzare l’idea delle singole sofferenze, per illuminarle nella nebbia storica di un insieme indistinto.

Tuttavia, per quanto immensa fu la crudeltà inferta e tanto profonda l’offesa, nelle poche vittime superstiti si riscontrò il rigetto della violenza quale strumento di giustizia immediata e liberatoria. Scrivo questo perché all’ufficiale dell'Armata Rossa, giunta a liberarli e che offriva loro una pistola affinchè si vendicassero contro gli aguzzini, mio padre e gli sparuti compagni sopravvissuti hanno chiesto solo cibo e vestiti: la violenza li aveva stravolti a tal punto da rifiutarsi di infliggerne altra. Chiesero solo il necessario per intraprendere la via del ritorno: da sfamarsi e da coprirsi.

Le recenti emozioni del viaggio si sovrappongono ai ricordi personali, l'esperienza del treno della memoria vissuta

insieme a tanti giovani,è stata di grande e reciproco arricchimento. Il viaggio, le emozioni, i silenzi, momenti vissuti con gli studenti hanno costruito un filo rosso di condivisione tra generazioni diverse. La necessità di continuare nel processo di comunicarsi vicendevolmente saperi e solidarietà, al fine di riscoprirsi parte della stessa società ed accrescere la consapevolezza di essere un insieme e non elementi diversi e distanti, deve essere la lezione da trarre. La discussione finale, nella aula magna dell'Università di Cracovia, lo ha autorevolmente sancito.

Antonio Di Stasio – Segretario Provinciale SPI Avellino

Pubblicità
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Un lumino acceso sul binario di Birkenau
Tag(s) : #Giornata della Memoria, #Birkenau
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: