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Tsipras per noi

Per me è complicato. Per una che è di sinistra è complicato affrontare l’argomento, accidenti.

Mi riferisco alla lista Tsipras per l’Italia, presentata ufficialmente qualche giorno fa, “L’Altra Europa”.

Ho letto le bio di tutti (e sottolineo tutti) i candidati in Italia. Ci sono moltissimi intellettuali (tanti professori universitari, diversi giornalisti, alcuni scrittori, qualche attore), pochi operai e gente comune. La maggior parte è anche attiva in associazioni onlus e di volontariato, diversi hanno esperienze politiche, per lo più locali, tanti altri hanno militato o sono ancora incardinati nella CGIL, per lo più in commissioni e consulte (moltissimi vengono dalla FIOM, elogiata da Alexis al Teatro Valle il mese scorso. Qui: http://www.unita.it/politica/tsipras-sinistra-valle-roma-sel-vendola-fiom-gramsci-europee-1.550044?page=2 ). Quasi tutti hanno un titolo accademico. Ho sentito nei discorsi definirli fighetti un po’ gauche-caviar (radical-chic, cioè), gente che non ha provato la fatica della catena di montaggio ed è di sinistra perché la sinistra ha da decenni appaltato la cultura.

Qualcun altro (Stefano Rodotà, qui: http://www.gadlerner.it/2014/03/06/stefano-rodota-critica-i-rischi-ed-i-pericoli-della-lista-tsipras) ha sottolineato una certa incongruenza tra la tipologia delle candidature italiane e l’esperienza molto più sociale e di base di Syriza in Grecia. Altri hanno detto che, come al solito, la sinistra italiana continua inutilmente a candidare nomi di peso artistico-intellettuale per elezioni poco sentite come quelle europee, personaggi che spesso lasciano a metà mandato o che non incidono (Santoro? Gruber? Venditti?).

Gad Lerner proprio ieri ha tuìttato: “Il mio rispetto va a chi nella Lista Tsipras ha deciso di impegnarsi direttamente. Ma per me è generosità mal riposta.”

Poiché centoquaranta caratteri son pochi, non ho ben capito se i tapini sono coloro che si sono candidati in una lista dalle ottime intenzioni ma dagli scarsi risultati (vd sopra il giudizio di Rodotà), ovvero se i potenziali elettori della lista riporranno male la loro generosità votandola.

Qualunque sia il vero significato del tweet di Lerner, resta il fatto che la lista presentata non gode di molta fiducia e non sembra una vera speranza per la sinistra italiana. Mi chiedo se Alfonso Gianni ora riscriverebbe le parole che utilizzò lo scorso dicembre relativamente al movimento necessario per la sinistra (qui: http://temi.repubblica.it/micromega-online/con-tsipras-per-una-lista-di-cittadinanza-europea/) .

“Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, di noi che abbiamo visto Genova…” ecco è così che mi sento davanti alla Lista Tsipras per l’Italia, che si chiama “L’altra Europa”. E la Genova della canzone di Paolo Conte è contemporaneamente la metafora di un posto nuovo e strano oltre che affascinante (come lo è la sinistra greca di Tsipras, per noi di Asti, continuando il riferimento a Conte) che la realtà di una città – giustamente – presa a simbolo da parte di una sinistra che lotta e soffre. Intanto, c’è da registrare che la candidatura di Luca Casarini (uno dei leader no-global) ha precluso quella di Andrea Camilleri. Ecco, anche questo episodio è simbolico delle contraddizioni e delle insofferenze all’interno della sinistra italiana. (E non solo, come si può intuire leggendo qui: http://www.unita.it/politica/europee-nasce-la-lista-tsipras-br-ma-sel-e-i-professori-gia-litigano-1.549444?page=2). Inoltre, anche Nichi ci mette del suo. Avrà una sua logica, la dichiarazione di non entrare a far parte del GUE (qui: http://www.orticalab.it/Nichi-e-l-isola-che-non-c-e ), tuttavia è una delle altre contraddizioni in seno al progetto pan-europeo di sinistra di Tsipras. Mi chiedo se davvero Alexis Tsipras conosca lo stato della sinistra italiana, la quale tutta intera pare più come mercurio -- liquido e sfuggevole a temperatura ambiente -- che non solido granito contro le prevaricazioni e la povertà. Purtroppo pare abbia detto che non intende dare istruzioni al movimento italiano (lo capisco, ha già le sue rogne).

Ma Marika che volevi tu, allora? Mi rimprovero da sola. Per carità, sono tutti ottimi individui i candidati (con alcuni di loro -- non mi riferisco alla sola circoscrizione sud, la nostra -- ho anche contatti e scambi attraverso i social), ma non ‘incontrano’ gli elettori giusti per una sinistra che a) s’ispira a Tsipras ed alla sua esperienza e che b) deve essere una reale alternativa al piddì e al MoVimento di Grillo. Io, donna di sinistra, dico che le liste de L’Altra Europa sembrano pagine patinate di una rivista molto costosa e di nicchia.

Ovvio che voterò la lista Tsipras. Tuttavia, solo la lista e, se lo trovo, un operaio, uno, cioè, che mi assomiglierà di più.

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Tag(s) : #Lista Tsipras, #sinistra, #elezioni europee
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