Un paio di settimane fece la sua apparizione nella mia bacheca fèisbuk — attraverso la solita modalità della grande ola — un grafico, qui. Si tratta della rappresentazione grafica delle modalità di negoziazione divise per nazionalità. Ho trovato la lettura del report molto interessante.
Il progetto nacque al fine di analizzare i diversi schemi prima verbali e poi mentali e comportamentali per capirsi nelle contrattazioni d’affari. Secondo l’Autore, il miglior approccio è quello svedese: presentazione di tutti i dati, discussione per creare consenso, tirare le somme.
Analizzando gli altri schemi, il più minimalista risulta il finlandese, i più complessi sono gli schemi asiatici, il più roboante è quello statunitense, il più rigido (e chi se no?) il tedesco, il più rituale è lo schema inglese, i più verbosi sono lo spagnolo, l’ungherese e, ovviamente, l’italiano.
L’approccio italico alla negoziazione, tuttavia, è anche quello più semplice, consta solo di parole, molte parole. C’è un discreto rischio di fraintendimento, che si supera aumentando la quantità di parole, ma alla fine ci s’intende grazie ad una certa dose di flessibilità. Ci sarebbe da chiosare che finisce sempre a tarallucci e vino, non nel senso che passa tutto in cavalleria, ma che alla fine un’interpretazione comune e condivisa si trova sempre, a prescindere dalla stipula dell’accordo. Infatti, l’uscita dello schema porta (in inglese) la parola ’chiarezza’, che significa che almeno ci siamo capiti.
Be’, al di là del giudizio lusinghiero sullo schema di comportamento svedese, devo dire che il nostro mi soddisfa molto. Per quello che so io e per le dinamiche psico-socio-antropologiche meno dannose, ritengo che il nostro sia il miglior approccio.
Divertita da questo tipo di analisi, cerco in rete altri grafici tratti dal testo "When Cultures Collide" e m’imbatto nei 24 Stili di Leadership, qui.
Ci sono diversi disegnini, eseguo una rapida scansione visiva della finestra e non trovo l’Italia. Immagino che con gli esempi di leadership politica che abbiamo forse è meglio non recriminare se non siamo nella lista. Più avanti leggo che "nei Paesi Latini ed in quelli Arabi, l’autorità è concentrata nel capo esecutivo, e che le relazioni famigliari sono molto importanti, tanto che il nepotismo è una costante."
Morale? Ben mi sta. Dovevo fermarmi al primo grafico.
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