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Confusi e infelici

Come ho potuto notare dalle metriche di lettura di alcuni articoli di questa stramba rubrica, l'argomento 'acquisti' è risultato di grande interesse. La tesi di fondo è che noi siamo delle vere schiappe quando si tratta di fare le compere, agiamo per istinto, irrazionalmente e se sembriamo soddisfatti è perché a) abbiamo avuto culo; b) lassù qualcuno ci ama; c) razionalizziamo per istinto di sopravvivenza la scelta e ci convinciamo che sia stato un grande affare.

D'altronde, chi vorrebbe mai apparire incompetente, o spendaccione, o disattento nell'utilizzo dei proprio soldi? Il dato incontestabile è che noi nella maniera più assoluta non riusciamo ad essere razionali quando si tratta di acquisti. Non parlo di illogicità perché la logica non ha un valore assoluto: anche un efferato assassino agisce sulla base di una sua personale logica, purtroppo. Il dato obiettivo è la spendita di denaro: si può misurare, cioè.

È ovvio che non c'è una regola o un limite scientifico al tetto di spesa, tuttavia, possiamo ragionare sul come decidiamo di spendere i soldi. Il Fisico assoldato da Amazon per studiare i comportamenti dei consumatori, Andreas Weigend, ha così concluso: "[I consumatori] sono condotti più dall'istinto che dalla ragione. Sono in maggioranza guidati da una sorta di irrazionalità di fondo. Le loro decisioni non vengono prese in base al calcolo della convenienza, ma per soddisfare una priorità di ordine superiore, sintetizzabile nell'obiettivo di 'ridurre l'incertezza'. E questo avviene sulla base di informazioni insufficienti, scarsa attenzione e orizzonte temporale molto limitato."

Fantastico.

Senza andare a scomodare le statistiche mondiali, posso testimoniare che anche io compro così e così anche tutti i componenti della mia famiglia. Quando vivo periodi umoralmente problematici ed incerti, i miei acquisti aumentano. Bastasse solo la maggiore spendita ad acquietarmi! Invece no. Poiché noi umani tendiamo a scegliere sulla base di sensazioni, intuizioni, aspirazioni, paure, abitudini -- tutto tranne che sulla ponderazione di dati -- nella stragrande maggioranza dei casi sbagliamo acquisti e spesso ci pentiamo. Lo dimostra, ad esempio, l'alto numero di richieste di portabilità tra operatori telefonici.

Nella giungla tariffaria non sappiamo orientarci ed alla fine utilizziamo altri criteri per scegliere l'operatore: la pubblicità più accattivante, la comodità e/o la cortesia del negozio. Conosco persone che cambiano operatore ogni sei mesi, rincorrendo quella che a loro parere è l'offerta più conveniente, rimettendoci più soldi e tempo di quanto pensavano di risparmiarne.

Spesso succede anche con la scelta di una banca. Mi ricordo che molto tempo fa mi recai in una banca per chiudere il mio conto, dovendomi trasferire. Il direttore di sala -- chiamato dall'operatore, come si fa in questi casi -- esordì annoiato con "Allora, con chi ha litigato in agenzia?" Stupita gli chiesi spiegazioni e lui mi rispose che per l'ottanta per cento dei casi le chiusure di conti erano dovute agli umori dei correntisti, i quali si convincevano che altrove il servizio sarebbe stato migliore, gli sportellisti più gentili, il bancomat più figo... Insomma, usiamo l'intuito e non la razionalità.

L'intuito è più accessibile ed è avvolto dal falso mito del 'sesto senso'. Secondo voi, chi dovrebbe essere più scontento, un tizio che possiede un milione di euro e ne perde centomila o uno che ne ha centomila e ne guadagna diecimila? Le ricerche hanno dimostrato che il più ricco è anche il più infelice. Perché la nostra mente lavora sui dati relativi e non assoluti.

Siamo sbagliati proprio, ecco. (Se volete divertirvi, vi consiglio un bel libro pieno di rivelazioni su quanto siamo fatti male: "Il metodo antierrore" di Joseph T. Hallinan.)

Concludendo, quando state giù o siete arrabbiati, allontanatevi dai centri commerciali e spegnete il computer per evitare i siti di shopping on line. Obbligatevi ad una passeggiata al parco, andate ad incontrare il mare. Leggete Orticaland e pure il libro di Hallinan.

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Tag(s) : #La Cugina di Parascandolo
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