Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Daunia, il mio 50% di DNA

(Una versione più stringata di questo lungo articolo è apparsa su Vogue Italia. Ringrazio Vincenzo Manna e Armando Zurlo per la collaborazione, le foto e le chiacchiere. Oltre ai ricordi comuni.)

La Daunia (Puglia settentrionale che comprende il Tavoliere, la Capitanata, il Gargano -- di cui qui non tratteremo -- e il sub-appennino dauno) è terra aspra, dagli aggettivi netti, non ha sfumature. Fu location (centri abitati e campi) per il film di Massimo Troisi “Le vie del signore sono finite”.

Ha il colore del grano a giugno, della terra nera in autunno, del verde argentato degli ulivi, del bianco-calce delle case basse per difendersi dal caldo. Terra attraversata geneticamente da popolazioni estremamente contrapposte: saraceni, longobardi, svevi, normanni; ma anche in epoche ancora più remote, epiroti, traci, cartaginesi di Annibale.

La Daunia conserva tracce di insediamenti risalenti al III millennio a.C. con pitture rupestri e stele enigmatiche, come pure i grafemi di una lingua ancora insoluta. Le prime testimonianze di vita nell’area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.

È una terra tra due terre, tra il regno dei Sanniti (che si estendeva fino al Molise a nord e all’Irpinia a sud) e quello degli Japigi. Terra amata da Federico II, il quale ebbe a sospirare: “Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui”, culla di passioni religiose che si riverberano nelle intense feste patronali e nei due famosissimi luoghi di culto: Montesantangelo (di impronta longobarda, meta di pellegrinaggi sin dal VI sec. che partivano dal Golfo di Salerno alla grotta dell’Arcangelo Michele) e soprattutto San Giovanni Rotondo, convento di Padre Pio ed ora santuario firmato da Renzo Piano. Sui monti che danno verso il Molise, c’è l’area della diga di Occhito, la più grande d’Europa: sono posti dove la natura la fa da padrona. La Daunia è terra d’elezione scelta da due artisti contemporanei, Andrea Pazienza (che nel Gargano aveva il suo Posto dell’anima) e Lucio Dalla, che incursionava tra le Tremiti e Montesantangelo (la madre del cantante era di questa terra), dove era solito donare tanto e in anonimato. Sono Dauni doc Michele Placido e Renzo Arbore. Lo sono per metà Roberto Vecchioni e Alessia Marcuzzi. Anche l’Autrice di questo reportage è per metà Dauna (da parte di padre), di discendenza svevo-normanna.

Nella Daunia la terra genitrice è sacra, come lo sono i suoi prodotti simbolo: grano e olio.

La Daunia si attraversa velocemente, ha strade larghe e dritte, in mezzo alle estese coltivazioni. Tranne che per il promontorio garganico, nessun monte né collina interrompe lo sguardo verso l’orizzonte.

Il centro di Capitanata è Foggia. Il nome significa fovea, nicchia ed è città grande, ricca e commerciale. Come in tutta la Puglia, a Foggia si mangia bene e ce n’è per tutti i gusti, ma noi apprezziamo la Pizzeria ”Il granaio”, buona pizza e buoni antipasti. Via Quercia, 2

Per il momento di dolcezza, ecco “Dolce Grazia”, dolci e cassate che si ricordano. Via Nadi Nedo 26

Hotel da favola: "Vigna Nocelli", sulla Lucera-Foggia.

La discoteca "in" è Histoire si trova all'interno del centro turistico Bonassisa, a circa 6 km. da Foggia.

A San Severo, cittadina grande e popolosa, porta sul Gargano, c’è il locale che con il suo nome è la summa di questa terra: ”La fossa del Grano”. Latticini locali, primi con verdure, pancotto, cicatelli di grano arso con verdure, carni locali e ottime selezioni di vini. (Via Minuziano, 63).

Il cartellone musicale operistico degno di grande rilievo è proprio quello di San Severo al Teatro "Verdi", gestito dalla M° Gabriella Orlando, pianista e compositrice di valore. Gabriella accompagna, tra l'altro le performances teatrali di attori importanti del panorama nazionale.

Da San Severo arriviamo a Lucera, un gioiellino. É bellissima, nelle sere d'estate, quando Piazza Duomo è gremita, suggestiva da morire. Ha una caratteristica: è piena di pub e locali vari. Qui, hanno l'anima araba di commercianti. Un miscuglio di razze, lingue ed etnie che garantisce risultati estetici bellissimi e grande creatività culturale.

A Lucera: l’Anfiteatro Romano, la fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300 (nella cui piazza fu girato gran parte del citato film di Troisi), la chiesa di S. Francesco coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno di Archeologia Urbana e l'altro Diocesano.

Federico II deportò a Lucera numerosi musulmani di Sicilia, che diventarono i Terrazzani, soldati feroci. Nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana. Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi e vennero fatte costruire numerose moschee al posto delle chiese. Lugêrah (antico nome arabeggiante) venne paragonata alla Cordova degli emiri e dei califfi omayyadi.

La Processione della Festa religiosa più importante di Lucera, Santa Maria Patrona, è spettacolare, oceanica, con le Congreghe, numerosissime in alta uniforme che danno un colpo d'occhio notevole. Teatro con la compagnia "Amici dell'arte". Formidabili.

Il forno più suggestivo che si possa trovare è proprio a Lucera, conosciuto come il forno di via Zunica, pane, scaldatelli (taralli che prima di passare in forno vengono bolliti) , e soprattutto una pizza al taglio varia quanto mai e buona buona buona. È nottetempo frequentato da giovani che concludono o aprono la loro notte ivi. Davvero cool.

Si mangia qui:

Ristorante Il Cortiletto Lucera (FG) V. De Nicastri, 26

Ristorante New Cantina Del Pozzo E.S.P. Srl Lucera (FG) Strada Statale 160

Piccola Osteria UTZ C.so Garibaldi, 103 - 71036 Lucera (FG)

Aggiungo Agriturismo "Pirro” sulla Troja-Lucera, molto accorsato.

Da Lucera ci spostiamo a Troja. Nome terribile per una paciosa cittadina ancorata su di un altipiano ventoso, città cosmopolita di latini, ebrei, bizantini, longobardi, normanni, dai molti altri nomi alternativi: Aikai, Ece, Ecana. Città di vescovi dal III-IV sec al 1986, visitata da sei papi, e di Ettore de Pazzis, cavaliere della disfida di Barletta. Città dalle immense distese di grano, intervallati da oliveti e vigneti. Città medievale, città di chiese tra cui la maestosa Basilica Cattedrale costruita in stile "Romanico-trojano", città del rosone della Cattedrale con i suoi 11 archi e altrettante transenne che evocano la scultura araba. Il rosone della Cattedrale venne riprodotto sulla banconota di 5 mila lire. Città di sculture allegoriche, delle porte di bronzo, del superbo abside della Cattedrale, dell'ambone romanico, avversa a Federico II che la distrugge. Città del Tesoro della Cattedrale contenente, tra le altre cose, un calice del Cellini, un dipinto del Perugino e del Raffaello, statue in argento di scuola napoletana e pergamene dal 1019 al 1900. Soprattutto, città degli Exultet che sono dei rotoli liturgici medievali letti e cantati dai sacerdoni a Pasqua, 31 in tutta Europa, di cui tre a Bari e tre a Troja, i più belli e pregiati. Città di tradizioni antiche e processioni, il Crocifisso miracoloso del Frasa; i riti della Settimana Santa, con la processione delle "Catene" (cinque figuranti incappucciati con pesanti catene trascinate a piedi scalzi per tutto il paese). Troja ha ben cinque “Santi Patroni”: Secondino, Ponziano, Eleuterio, Anastasio ed Urbano, festeggiati a metà luglio. Tuttavia a Troja, la festa più sentita è quella di San Giovanni di Dio che cade l’otto marzo, folla immensa alla processione, miracolati, trojani che vengono dal nord e dall’estero.

I ristoranti e trattorie di Troja sono:

Trattoria “da Maria Neve”, cose locali gradevoli.

Agli archi di Villa Maria”, un complesso sulla Troja-Foggia, oasi con piscina e verde;

Ma il migliore di tutti è il locale di Giuseppe Tricarico, “Fra due terre” ed ha un rapporto qualità-prezzo straordinario. Il tutto annaffiato dal “nero di Troja”. Via San Leonardo, 6

L’insuperabile bar del paese è il “Bar Tonino”, da quando il Bar di Pippo (un siciliano trapiantato a Troja per amore) non c’è più. Tonino prepara un gelato ottimo ottimo ottimo, vengono da Foggia per gustarlo.

Cultura e teatro con l’associazione "Melagranata" che lavora, attraverso la messa in scena di commedie dialettali inedite, per il recupero delle tradizioni locali. A Troja è stato appena restaurato il teatro "Pidocchietto", sorge nell'interno di un complesso del 1000, è una bomboniera bella ed elegante, a Via San Francesco.

Ancor più di tutto, però c’è il TrojaTeatro. Due anni fa la polemica a livello nazionale per il titolo: "Tuttun'altra Troja", persino Concita De Grogorio si scomodò in pareri sulla circostanza. La città, per 8-10 giorni si anima notte e di’. Laboratori di recitazione, mimica, musica, giocoleria e tanto altro. La sera, spettacoli in tutti gli angoli del centro storico. É di alto livello, grazie alla qualità delle scelte e del lavoro profuso nell’organizzazione nonchè per la partecipazione di personaggi celebri nazionali ed internazionali.

Sulla Troja –Lucera “Ristorante Pizzeria Montaratro”, con equitazione, antipasti gustosi ma soprattutto quella che si ritiene sia la migliore pizza al piatto della zona. Il pizzaiolo è seguito dai clienti quando cambia locale. Forno a legna, of course.

Ursara, Ursària, Ursòria, Ursana… tutti nomi per indicare Orsara di Puglia, al confine con l’Irpinia. La leggenda la vuole fondata da Diomede. Tra le manifestazioni culturali più interessanti, si segnala "Orsara Jazz", rassegna che si svolge agli inizi di agosto e porta nel borgo dauno i migliori jazzisti del mondo.

Da visitare: la Grotta di San Michele e la Chiesa di San Pellegrino; la Chiesa dell'Annunziata; il Museo diocesano; la Fontana nuova; la Croce bifronte; la Mura medievali; i boschi.

Locali e ristorazione tutti molto buoni, a cominciare dal rinomatissimo, catalogatissimo ristorante di Peppe Zullo, contrada Piano Paradiso (più volte ospite di Unomattina)

A seguire, “Pane e Salute”, via Caracciolo.

“La Gargotta dei Calatrava”, via Vittorio Emanuele, 77

Posta Guevara”, nell'originario tenimento dei Guevara (sì, come il “Che”!) , duchi di Bovino, in località Giardinetto, nel pianoro che si innesta tra il Tavoliere delle Puglie e i rilievi dei monti dauni, a circa 20 km da Foggia. Via Napoli - s.s. 90 delle Puglie (loc. Giardinetto).

Ancora a Giardinetto, c’è la “Tenuta Capaccio”, che è un’antica masseria ristrutturata, vicina all’ippodromo di Castelluccio dei Sauri.

A Volturino, verso il Molise, c’è “La Balconata”, ristorante famoso per l’offerta esorbitante di primi. Ma si segnala anche per antipasti buoni e grigliate di carne a volontà. Rapporto qualità-prezzo eccezionale. Via XXIV Maggio 6 Da Volturino, in ottima posizione sopraelevata al Tavoliere (dislivello negativo), si può ammirare il Gargano con le Tremiti, la Murgia Barese e finanche il Monte Vulture in Lucania.

A Panni, sulla Nazionale delle Puglie, che è molto bella, si segnala il ristorante “Old Garden”ci sono antipasti buonissimi che da soli valgono un intero pranzo. A Via Castello.

A Monteleone di Puglia, c’è l’agriturismo “Lu stallier”, buonissimo, sperimentato, con cose locali doc. Contrada Cupazzo

A Bovino, si distingue “La taverna del Duca”. Buonissimi antipasti vari. Piazza XX Settembre, 5  

Ancora a Bovino, borgo medioevale bellissimo, era famoso "Zì Gennaro", gestito all’epoca da un’anziana madre con suo figlio, che cucinavano a vista davanti ai commensali. Ora ha un altro nome e si chiama Osteria "Saverio lu conte”, stessa location, locale a grotta, in una piazza dove una targa rievoca liricamente il favonio, nome locale per il più famoso foehn.

A Deliceto, “Marcello”, strano ma vero, buona cucina di pesce. Via G. Bonuomo, 129

A Roseto Valfortore c’è il Bar-Pizzeria “Del Corso”, buona pizza, antipasti locali, salumi e formaggio ottimi. Piazza Umberto I, 6

A Castelnuovo della Daunia c’è il “Cenacolo”, ricavato in un antico cenacolo di un convento di suore, locale piccolo e suggestivo, l’originalità è che la cucina è di sapore toscano in quanto i proprietari provengono da là. É molto molto buono, a Piazza Guglielmi, 3. Con anche impianti termali molto accorsati.

Accadìa, verso l’Irpinia, ospita la processione della Madonna del Carmine sul Monte Crispignano dove è avvenuta l’apparizione, gente scalza, ex voto a centinaia, la donna anziana che canta con voce stridula ed implorante l’antica nenia. Se ne interessò anche l’antropologo Ernesto De Martino.

A Pietra Montecorvino, il 16 maggio, a Sant’Alberto si organizza una lunga processione verso la torre residuo di un castello, portando altissimi pali con fazzoletti sopra. Il nome Pietra Montecorvino è la pietra (cioè la roccia, la rupe) di Montecorvino, un borgo risalente ai Bizantini, sviluppatosi con i Normanni e decaduto e abbandonato nel XV sec. Da visitare sicuramente il complesso monumentale della Terravecchia, sorta di cittadella in cerchio attraversata da vie a raggiera.

Faeto, con Celle di San Vito, riveste un interesse particolare perchè quivi si parla ancora il franco-provenzale, gruppo glottologico occitano. Alcuni studiosi ipotizzano la nascita di Faeto con l'arrivo di un gruppo di Valdesi dalla Provenza. Boschi, sorgenti e fonti. A Faeto si mangia da “Moreno”, antipasti, primi locali e soprattutto carni, col celebre ‘maiale nero’, allevati dal ristoratore sui monti ed all’aperto. Molto buono!! Via Marie Petit Pierre 3,5,7

Altre minoranze linguistiche: a Casalvecchio di Puglia, come pure a Chieuti (famosa per le patate di montagna DOP) - entrambi i paesi verso il Molise -- si parla l' Arbereshe, la lingua degli antichi Albanesi d’Italia.

A Montesantangelo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, si segnala il ristorante "Li Jalantuumene" ovverosia ‘i galantuomini’, e soprattutto "Osteria del Corso" Via Belvedere 11

Manfredonia, cittadina industriale, è conosciuta anche come Sipontum, Sypontum Novellum, Sipontum Nova. Deve il suo nome a Manfredi, re di Sicilia intorno al 1250. Sono passati per Manfredonia angioini, aragonesi e spagnoli e turchi, questi le influenze. Curiosità: Manfredonia è citata nella canzone "Agapito Malteni il ferroviere" del cantautore Rino Gaetano. Si mangia a La Bussola Manfredonia, km. 7+100

A Castelfiorentino, dove pare sia morto Federico II, come dalla predizione di Michele Scoto astrologo imperiale (morte sub flores). In questa località stanno lavorando archeologi francesi che pare abbiano scoperto le tracce del famoso palatium federiciano.

Cerignola ha origini nel medioevo e ha dato i natali all’indimenticato Giuseppe di Vittorio. Pietro Mascagni ha scritto a cerignola nientemeno che "La Cavalleria Rusticana", infatti egli, livornese svolgevo il ruolo di Maestro di Banda proprio nella cittadina pugliese. In città ci sono molti ricordi dell'evento.

Dopo Roma, e prima di Assisi, San Giovanni Rotondo è in assoluto la meta religiosa più gettonata d’Italia. Nel 2007 arrivò a eguagliare Lourdes. Con l’ostensione delle spoglie di San Pio (25 aprile 2008 – 23 settembre 2009) ha sfiorato i 9 milioni di visitatori.

Marika Borrelli

Pubblicità
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Daunia, il mio 50% di DNA
Tag(s) : #Vogue, #Daunia, #Foggia, #Lucera, #Troja
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: