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Marsiglia

(Una versione di questo diario di viaggio venne pubblicata su luniversale.it . Marsiglia è diventata una promessa non mantenuta. Era qusi impossibile non accorgersene. Qui spiegai perchè.)

"Ci vuole coraggio!" ha detto la guida francese, mentre ci portava in giro per Marsiglia, in una giornata dal tempaccio proibitivo. La guida è di Tolone e vive lì, lontana. Per lo più lavora sulla Costa Azzurra, non qui a Marsiglia. Oggi, tutti i suoi colleghi stanno a Cannes, perchè sono i giorni del Festival del Cinema. A lei è toccato un gruppo di italioti che vogliono conoscere Marsiglia, sotto una pioggia fredda e ventosa. Ci caricano al porto, che è un enorme cantiere (ce ne sono sessanta aperti in tutta la città). Marsiglia ha deciso che deve rinnovarsi, deve trasformarsi, ma per come era ridotta ci vorranno circa venti anni di lavoro, dice la guida (che forse non ama molto Marsiglia). Il Sindaco del capoluogo provenzale ha pensato bene di tenere alta la speranza dei suoi concittadini e dei turisti, così nei cantieri ha fatto affiggere enormi striscioni con lo slogan "J'ai reve de Marseille", ho sognato Marsiglia. Significa che tutto quello che ha in mente -- e che poco probabilmente diventerà questa grande città (già terzo porto d'Europa, il primo del Mediterraneo) -- è ancora a livello d'immaginazione. La sua.

C'è un luogo comune che associa Marsiglia a Napoli. Ma è un luogo comune falso, basato solo sulla faccenda della criminalità, erroneamente equiparata alla città partenopea. La criminalità di Marsiglia è di tipo diverso da quella di Napoli. La città francese è tutta un porto, anzi pochi anni fa era solo un grande angiporto, mentre Napoli è tantissimo altro, non solo criminalità. L'entroterra marsigliese non 'comunica' storia, come Napoli. Marsiglia non è profonda, è un porto: ci si ferma per un po' e poi si riparte. La sua antropologia è un mosaico inintelligibile, ora che hanno deciso di rifondarla. Oggi, pare una città messa a tacere e rifatta ad uso delle bocce dei souvenir. In una boccia Zinedine Zidane non sarebbe diventato il personaggio che tutto il mondo conosce, in bene ed in male.

Entrambe città fondate dai Greci in luoghi accoglienti e strategici, Napoli ha sviluppato anche storia ed arte sotto le dominazioni susseguitesi, Marsiglia è rimasta nei secoli un ottimo sito commerciale. La nostra guida ci ha detto poco convinta che Marsiglia è ora una città tranquilla e libera dalla delinquenza. E' bastato riqualificare l'urbanistica nelle immediatezze del porto in modo da lanciare un messaggio di amore e cura verso la città. Sarà pura pedagogia della speranza. I reparti di polizia si sono stabiliti nei caseggiati un tempo territorio delle bande, accerchiandole e radunandole, come si fa con l'allagamento delle tane dei topi, in zone sempre più limitate. Senza territori franchi le bande hanno perso potere, dicono. Stento a credere che per il 2013 Marsiglia sia stata nominata Capitale Europea della Cultura, però è così.

Il centro di Marsiglia (la Canebiere, dai canapieri che fabbricavano le cime per i naviganti) è lindo, pulito, sistemato, non c'è che dire. Cercano di mantenere, però, almeno l'aura di quello che era il fascino maudit di questa città. I negozi di baschi, qualche bettola ad uso turistico folkloristico, l'abuso di pastis (anice e acqua tonica), la bouillabbaisse (che costa un occhio della fronte), che sarebbe il caciucco nostrano.

Sono circa cinquemila i posteggi dei diportisti nel Vieux Port (rifatto da Norman Foster), tutte imbarcazioni rigorosamente a vela, il cui candore sberluccica al sole di questa città che conta circa sessantacinque giorni di pioggia all'anno. Ma a noi è toccato proprio uno di questi sessantacinque.

E sì, il castello d'If (ispirazione di Dumas che amava questa città), e pure la Bonne Mere di Notre-Dame de la Garde (con il suoi specialissimi ex voto pendenti dalle volte), il palazzo delle acque, le Panier (il quartiere una volta peggiore) con le sue strade strette e a saliscendi, incubo di tutti gli autisti di bus. Tutta roba da turisti di bocca buona, ma sono questi il vero oro della città (una volta era solo la droga).

Per quelli come noi viene alimentato il mito della cicala, l'insetto che frinisce solo a 26°, la temperatura media di Marsiglia. Le cicale vogliono significare sole, estate, allegria, spensieratezza. Ci stanno provando, a Marsiglia, a cambiare il DNA di una città. Ma la Provenza e la Cote d'Azur, pure a due passi da qui, sembrano proprio tutto un altro mondo, non migliore, solo meno posticcio.

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Tag(s) : #Marsiglia
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