Il libro-manifesto di Amy Chua, ferrea e felina genitrice di origine cinese, ha sollevato tantissime polemiche negli Stati Uniti, per i suoi metodi … prussiani.
Diciamo pure che in Asia c’è questa tendenza educativa ad essere tirannici verso i figli per tirarne fuori il meglio. I genitori asiatici (anche quelli che sono emigrati o che addirittura sono di seconda generazione) hanno dalla loro una grande voglia di rivalsa e di riscatto che si riversa sui figli. La cosa non disturba più di tanto questi ragazzi perché è un comune sentire, non vivono troppo la dissonanza culturale, cioè. È l’aria che respirano, è lo scopo di tutte le famiglie.
Una come Amy Chua fa ‘scandalo’ perché noi occidentali veniamo da altre tradizioni. Abbiamo molto rispetto per l’infanzia e abbiamo pure scoperto (letto su Repubblica.it) che fare la ‘primina’ ,in un certo qual modo, accorcia la vita, perché toglie un anno di giochi e spensieratezza.
Amy Chua avrà ragione per quello che riguarda lei e tutte le culture e le tradizioni che la pensano allo stesso modo, ma il suo metodo vale solo per chi ci è immerso.
L’accanimento della Chua ha fatto spaventare moltissimi anche negli USA (dove questa giornalista vive e lavora) tanto che la soluzione proposta (più severità e feroce selezione competitiva) a molti sta sembrando peggiore del male cui volava rimediare, un’ignoranza diffusa ed un lassismo pedagogico tra scuole e famiglie.
Infatti, sul TIME è apparsa una dimostrazione di come l’anti-Chua sia un metodo molto più valido nel rendere le persone migliori, senza rabbia nè accanimenti.
Succede che in Finlandia (anche se più o meno si può parlare di tutta l’area scandinava) gli insegnanti sono lasciati totalmente liberi di adottare tempi e metodi che meglio si confanno ai loro alunni: la geometria e la fisica si studiano nella foresta misurando altezze e volumi degli alberi, per esempio. La competizione tra i ragazzi viene totalmente annullata. Ai bambini viene permesso di essere bambini e non piccoli barracuda, agli insegnanti viene spiegato che hanno a che fare con materiale umano e che non devono sfornate prodotti prefabbricati in serie.
Nessun bambino in questo sistema educativo è migliore della media: è la media che è molto alta, perché si tende ad alzarla globalmente, non a istigare competizioni. Le popolazioni così educate hanno un alto senso civico e di responsabilità, non difettano in matematica ed imparano il rispetto anzicchè la legge della giungla.
Noi in Italia, purtroppo, restiamo a guardare. Ci piacerebbe avere dei figli bravi a scuola, degli insegnanti motivati e sereni, nonché scuole attrezzate e sicure. Non è una questione di non essere Mamme-Tigri né di non avere boschi di conifere come laboratori di fisica e geometria. Il problema è mooolto più complicato. Facciamo più presto a trasferirci in Scandinavia.
(Il post originale apparve -- a firma mia -- su di un vecchio blog che gestivo con una mia amica.)
La foto che vedete è presa dal TIME.
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