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Non mi sono mai occupata di Sanremo. Quindi, perchè occuparmene ora? Già. I nostri affezionati lettori di questo blog "fatto in casa come la torta di mele" (dice sapientemente Jan) sanno che ci siamo interessate e ci interessiamo di social media e quindi l'aver visto un grafico che comparava il numero di spettatori al numero di tweet su Sanremo e dintorni è un buon incipit per questo post. Il grafico in questione è qui. Come potete vedere, al di là dei numeri assoluti, l'orientamento delle curve è pressochè identico. Al salire degli spettatori, sale il numero di tweet. Il mio commento è che un evento come Sanremo (che un po' ci è ed un bel po' ci fa) genera tanto rumore e tanta fuffa parlata. Indiscutibile è il fatto che debba essere gioco forza popolare, ma trasgressivo, inutile, ma necessario, volgare, ma domestico, sennò come passeremmo il tempo? Di che scriverebbero i giornali e i blog (anche il nostro)? Di che parlerebbero nei talk show? Di cosa riempiremmo Twitter e FB? Se arriviamo pure a spiare gli sms tra la (eccessivamente) urlante vincitrice, Emma, e l'autore della canzone... (qui) e non parliamo dello C-string della Rodriguez: interi dossier. Sarà che ogni anno si deve andare oltre nella trasgressività, nella volgarità, nella banalità e nei costi, altrimenti chi seguirebbe Sanremo? Per me Sanremo è ovviamente inutile per presentare canzoni, serve a tutt'altro. E che importa se Morandi si perdeva, se la Mrazova sia l'unica al mondo che non conosca Morricone (e forse la sua cervicalgia era finta), se Celentano ci faceva o ci era, se Belèn è  (o è sembrata) la più furba di tutti, se Papaleo lo preferisco in Basilicata Coast to Coast (ma anche in Che Bella Giornata, in L'Amore in Tutte le Lingue del Mondo... insomma in tutto l'altrove), se la mia preferita è sempre Geppi Cucciari, se il vero vincitore è stato Alessandro Siani (per analisi, per disincanto, per il buddhismo partenopeo che pure mi appartiene, ma anche per la morale finale). Ho sentito pochissime canzoni e non so (nè posso) giudicarle. Per caso ho ascoltato qualche duetto, ma mi astengo diplomaticamente dal giudizio. Sanremo è un baraccone, metafora dello show biz italiano: interessi, odi, beghe, palude di varani... Ho letto un pezzo su L'Espresso (qui) sul direttore Mazzi, oggi già ex. Ho ascoltato l'intervista che il nostro amico Stefano Piccirillo ha fatto ad un diplomatico (ma pungente) Paolo Bonolis (la trovate a fine post) e, messo assieme il tutto, il risultato è una gran pena. La Littizzetto ha detto che siamo balenghi noi tutti e Fazio ha chiosato che, invece, siamo complici. Vabbe', passiamo ad altro. Che abbiamo fatto in settimana? Vi posto la scansione di un'intervista a Jan pubblicata su Diva&Donna ed una clip di un'intervista (qui, nel mio canale YouTube) che la giornalista di IrpiniaTV -- Marina D'Apice -- mi ha fatto per presentare il nostro libro. Sono grata alla simpatica giornalista perchè ha citato il roiboos che io e Jan beviamo assieme quando dobbiamo mettere a punto le nostre idee. Marika Stefano intervista Bonolis [caption id="attachment_3180" align="aligncenter" width="435" caption="Diva&Donna intervista Jan"][/caption]    
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Tag(s) : #alessandro siani, #Articoli di Marika, #bonolis, #geppi cucciari, #sanremo
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