Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Il canicida

(Questo che segue è il secondo di quattro piccoli racconti, ispirati a storie vere della vita di un mio amico di qualche tempo fa. Nomi e luoghi sono stati cambiati.)

- Come si ammazza un cane? - chiese voltandosi. Interrompendo il silenzio che li accompagnava verso l’uscita, si girò guardando la donna, manovrando un’aria tra l’intelligente ed il pensoso. Si appoggiò allo stipite aspettando la risposta.

- Con una polpetta avvelenata. - lo accontentò la donna, proprietaria di alcuni cani tra cui un dalmata particolarmente nervoso.

Non che avesse qualcosa contro i cani, anzi era arrivato perfino a desiderarne uno, spazio e disponibilità permettendo. In quel momento si rese conto che il suo cane non avrebbe mai avuto le sembianze di un dalmata.

- Una polpetta avvelenata! - andava ripetendosi, mentre si allontanava dalla sua casa, quella che aveva appena dato in fitto alla padrona del dalmata.

- Di cosa è fatta una polpetta avvelenata? Carne e stricnina, arsenico, forse? O un topicida? E quanto ce ne vuole? Mah!

________________________________________

- Pronto?

- Sì, pronto ...

- Ciao, Edoardo, come va?

- Ah, sei tu! Bene. Che si dice al paese?

- Le solite cose ... Lo sai, hanno avvelenato il dalmata della tua inquilina.

- Veramente? Quando?

- Tre giorni fa. Una brutta agonia... ha sbavato schiuma per tre giorni. La signora è quasi uscita pazza dal dolore, va tutti i giorni alla tomba e ha fatto piantare pure un alberello!

- Ma tu guarda ....

- Edoa’, al paese si dice che l’hai ammazzato tu il cane alla tua inquilina.

- Stai scherzando?

- Edoa’, ma veramente l’hai ammazzato tu il cane alla signora?

________________________________________

- Archite’, non vi preoccupate, se viene la signora a sporgere formale denuncia, la convinco io.

- Maresciallo, Voi non dovete convincere nessuno, perché il cane alla signora non l’ho ammazzato io. Ho la faccia di un canicida?

________________________________________

- Glielo avevo chiesto io di pulire il giardino, al suocero dell’amico mio. E quello ha pure usato l’erbicida tossico. Mi ha chiamato l’ufficiale sanitario. Mi sento un criminale.

- Per l’erba?

- No, per il cane.

- Quale cane?

- Il dalmata della mia inquilina. È morto avvelenato. Così mi ha denunciato...

- Per l’assassinio?

- No, per aver usato l’erbicida tossico. Quello, il cane, è andato nel giardino e si è avvelenato.

- Ha mangiato l’erba?

- Forse sì.

- Ma che dici! I cani non mangiano l’erba.

- Ah! Dove l’hai letto?

________________________________________

- Ciao, Edoardo.

- Avvocato carissimo. Buongiorno.

- Come mai qui?

- Lavoro.

- Tutto a posto?

- Be’, diciamo di sì.

- In che senso?

- Che dice il codice penale sulla soppressione violenta di cani?

- Come? Hai forse ammazzato un cane

- Forse sì.

Sembrava una congiura. Tutti, anche gli uomini di Legge, insinuavano il dubbio sulla sua innocenza.

- Ma non sono il tipo che ammazza cani, io ... Però l’erbicida è stato sparso nel giardino. I cani, però, non mangiano erba. Sì, ma sarà sempre così? ... Era un dalmata, anche ben addestrato, mi hanno detto. Forse lo sapeva che non doveva mangiare l’erba. ... Come è entrato nel giardino? Non era di sua pertinenza. ... Magari la denuncio io per invasione di proprietà e chiedo l’esumazione di cadavere, l’esame autoptico e quello tossicologico. Mi sembra ridicolo, però ...

- Hanno voluto il resto dell’erbicida.

- Addirittura!

- Sì. In bustine sigillate, come alla scientifica. E poi ho pagato la multa, perché era una marca veramente tossica e per usarla dovevo avere l’autorizzazione. La signora non mi ha denunciato per l’assassinio del cane, ma perché ho diserbato cruentemente il giardino. Troppo cruentemente!

- Forse hai ammazzato anche le bestioline del giardino! Sai, scarafaggi, insetti, lepidotteri, forse anche scorpioni. Ma non sarebbe poi un gran male!

- Non scherzare. Mi sento a disagio.

- Non è che cominci a credere di essere stato tu?

- Forse si.

Ho ucciso il cane. Sì, Signor Giudice, l’ho ucciso io. Ancora non ci credo, ma devo essere stato io. Il giardino ‘avvelenato’ è il mio. La signora è mia inquilina. Non conosco ancora il motivo, ma lo scoprirò, se Lei mi aiuta.

Si agitava nella notte estiva sognando il Tribunale. Colpevole solo di aver chiesto, forse con premeditazione, il metodo per sopprimere un cane. E poi a chi? Proprio alla padrona di questo dalmata, ben addestrato, speciale, capace addirittura di cavalcare un cavallo. Anzi, a proposito di cavalli, aveva sognato che il cavallo dell’inquilina (perché la signora possedeva anche un cavallo) gli passeggiava in casa, nella sua casa. Aveva avuto due settimane di rimorsi dopo il trasloco in città. In fondo gli dispiaceva aver lasciato la casa della sua infanzia.

Dio non farmi responsabile dei miei sogni, pregava Sant’Agostino. Se fosse stato altrimenti, sarebbe bastato il sogno del cavallo a farlo condannare definitivamente. Anche dall’opinione pubblica.

L’opinione pubblica al paese era un po’ convinta della sua colpevolezza. Ma solo perché si dimostrava arrendevole e non reagiva ai racconti dettagliati sui moventi e le modalità dell’insano gesto. Più d’un compaesano amico aveva prima insinuato e poi nutrito i dubbi sulla sua innocenza. Ché forse la comunità lo stava sanzionando socialmente per essersene andato ed aver lasciato il posto alla proprietaria di un dalmata come quelli della pubblicità, un po’ blasé, ma certamente non piacioni? Dio buono, un uomo per un cane.

- Mi condanneranno, non foss’altro per i dubbi che mi hanno preso. Ma non sono un canicida. Se posso giurarlo? Forse.

Pubblicità
Tag(s) : #mini racconto
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: