Ansia da decisione? Tormenti da scelta? Basta notti insonni e preoccupazioni. Non dovrete più torturare amici e parenti in orari e modi inopportuni. C’è un’app per tutto. Esattamente come esultava la pubblicità del melafonino di qualche tempo fa. Infatti, è stata inventata un'applicazione per smartphone che sceglie e decide al meglio per noi.
Si chiama ChoiceMap ed è un aggregato di algoritmi che lavorano con le nostre caratteristiche psicologiche ed ambientali, decidendo per noi: studi, casa, città, amori, lavori e tanto altro. Perché la migliore scelta – se non lo sapete ancora, sapevatelo ora – è un prodotto matematico, altro che intuizione-creatività-passione-emozione: è solo una questione di formule, null’altro che formule.
L’algoritmo si fonda su di una sequenza ragionata di pro e contro, di vantaggi vs svantaggi, di costi/benefici, senza il rumore disturbante dell’ansia o dell’emotività, ovvero della rabbia o della fretta. Il tipo che l’ha inventata (Jonathan Jackson) ha grandi prospettive sulle possibili applicazioni dell’algoritmo. Beh, gli facciamo i nostri migliori auguri.
Quando mio padre esclamava entusiasta per un nuovo gadget “Questo è l’ultimo ritrovato della scienza.” a me veniva sempre da inarcare il sopracciglio dello scettico.
Prima di ChoiceMap, un matematico, Von Neumann, intuì che ci potesse essere una via razionale per la risoluzione dei conflitti/scontri/quesiti umani, inaugurando così gli studi per quella che si chiamò in seguito Teoria dei Giochi.
Però, a me, curiosa come una gatta e di memoria mooolto lunga (Giggino in redazione ne sa qualcosa) è tornato in mente lo splendido testo di un matematico ungherese (adoro matematica&fisica), László Mérö. Trattasi di uno di quei libri da tenere sul comodino almeno come promemoria per fare una bella risata catartica prima di addormentarsi, ricordando gli errori, le ‘prese di posizione’, nonché le ‘questioni di principio’, in cui siamo ostinatamente incorsi durante la giornata.
Il primo e più letale dei nostri errori è ritenere la logica un prodotto razionale. Il pensiero logico (quello che deriva dai nostri schemi o testardaggini mentali) è roba totalmente diversa dal pensiero razionale, che invece si fonda sulla probabilità matematica. Ecco perché Cartesio aveva torto: il prodotto della nostra mente non è razionale, bensì emotivo, oltre che competenziale, nozionistico, e/o speculativo. Allo stesso modo, anche Freud e Jung erano in torto: il pensiero conscio non è razionale, perché usa i modelli mentali che abbiamo acquisito vivendo, i quali son viziati da emozioni, paure, desideri, rimpianti o invidie.
Se la logica fosse una cosa obiettiva e scientifica, appannaggio del ragionamento di ciascuno, saremmo tutti uguali, e se tutti la pensassero allo stesso modo, sarebbe la fine dell’ippica.
L’alternativa a ChoiceMap è senz’altro … la mamma. Chiedete a vostra madre e andate tranquilli.
Ih, che mal’ ‘e capo. Ci mancava solo il processo decisionale per delega. Intanto, pare che ChoiceMap sia una mano santa contro gli errori. Eppure, io sono strasicura che l'algoritmo di Jonathan andrebbe in stallo se gli chiedessi quale sarebbe il miglior partito da votare in Italia. Non c'è razionalità che tenga. E manco la logica. C'è rimasto solo da espatriare. Per dove? Chiedetelo a ChoiceMap senza indugio.