~~ Talvolta è il caldo a farci sragionare. Molti episodi narrati nelle cronache parlano di raptus dovuti all'eccesso di colore climatico. Addirittura alcuni articolisti sono arrivati ad attribuire al caldo (che fa ribollire il sangue al pari della gelosia, o addirittura ad aggravarla) i femminicidi. I più recenti casi di femminicidio (Ragusa, Motta Visconti, Pietra Ligure) hanno sicuramente in comune una patologia comunicativa. Non si riesce più a ragionare per risolvere i conflitti e l'unico confronto, diventa scontro e violenza. Potrebbe essere una mancanza di fondo, una mancanza cognitiva, che ha nome 'rispetto'. ed il rispetto s'impara, non è una circostanza innata. Nel mio vagabondare digitale, mi sono imbattuta in un breve articolo sulla possibilità di litigare con intelligenza, secondo il filosofo Daniel Dennett, teorico del Sistema Intenzionale. L'incipit chiede testualmente: "Quanto rispettosi possiamo essere definiti mentre critichiamo il nostro prossimo?" Alla domanda sottende il fatto che, durante una contesa, il nostro scopo è raggiungere la verità, non avere ragione dell'avversario. L'inghippo, purtroppo, è nell'idea di verità, in quanto ciascuno ritiene di possederla. In effetti, Goethe ci aveva preso, affermando che ognuno di noi possiede una parte della Verità. L'alternativa sarebbe l'incomunicabilità di Leibnitz (il concetto di monade) e probabilmente in moltissime circostanze un salvifico silenzio è la migliore strategia. Tuttavia, poiché proprio non riusciamo a starcene zitti, Dennett ci suggerisce quattro passaggi per litigare con intelligenza e proficuità.
1) Ripetere il punto di vista del contendente, allo stesso;
2) selezionare i punti in cui c'è identità di vedute tra voi ed il vostro opponente;
3) citare tutte le cose positive che l'altro vi ha (anche inconsapevolmente) insegnato;
4) solo dopo aver soddisfatto i primi tre punti ci si può azzardare ad esprimere il proprio parere, il quale risulterà certamente diverso dalle bellicose intenzioni iniziali.
Magicamente anche il vostro avversario risulterà meno bellicoso nei vostri confronti e ci si potrà prendere un bel caffè assieme.
Morale? La vita è breve, perché privarsi di un buon caffè?