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Piazza dell'Assurdità

Sequestro e ri-sequestro di Piazza Castello. È una cosa possibile? Mi chiedo.

Piazza Castello è stata ri-sequestrata pochissimi giorni fa dalla Procura e ri-affidata al Sindaco. Come già avvenne nell’agosto del 2012. Il sequestro è dovuto all’urgenza di mettere in sicurezza il sito, nel cui immediato sottosuolo sono depositati rifiuti pericolosi ed inquinanti (piombo, arsenico e cadmio), la cui pericolosità è aumentata da quando (cioè da due anni) il materiale fu dissotterrato per i lavori ed è tuttora alla mercé degli agenti atmosferici. L’acqua ed il vento, cioè, ne sparpagliano elementi, come anche le piante, che nel frattempo hanno attecchito, aiutano la diffusione di elementi infiltrando radici sul suolo inquinato.

Senza, infine, dire del soprammercato: nuovo pattume urbano richiamato dallo stato di abbandono, insediamenti di nuove colonie di surmolotti (noti come ‘ratti delle chiaviche’, fonte Treccani), inciviltà varie e perduranti (soprattutto contro il Codice della Strada, cui dedicheremo attenzione prossimamente).

Sarà sicuramente una nuova metodologia di sollecito, quella di reiterare i sequestri e riaffidare i siti sequestrati ad una figura giuridica – il Sindaco – il quale, nelle more della messa in sicurezza, ha collezionato pure una serie di avvisi di garanzia per omissioni di atti d’ufficio, anche riguardo Piazza dell’Assurdità, alias Castello. Perché ri-sequestrare l’area? È stata riaffidata al Sindaco per obbligarlo a metterla in sicurezza? E come farà il Sindaco se i soldi per operare mancano? Non è che infin li troverà sol perché il sito è stato ri-sequestrato e a lui riaffidato.

Se i soldi per bonificare mancavano prima (all’epoca del primo sequestro, voglio dire), a tutt’oggi mancano ancora. Perché, dunque, non accogliere la più pratica proposta di ri-coibentare la superficie (il che ha un costo inferiore ed accessibile per le finanze comunali), visto che per settant’anni (molti rifiuti risalgono agli Anni ’30) non sono stati rilevati problemi e che dopo quarant’anni, normalmente, la pericolosità dei rifiuti decade?

Certo, di nuovo e dannoso c’è che le acque meteoriche hanno rimescolato la cosa e l’inquinamento che era incapsulato è stato riportato alla superfice. Ma – santi numi – dopo due anni si parla ancora di urgenza? Ogni possibile nuovo danno è stato già perpetrato. In quanto tempo si declina la parola ‘urgenza’ nel nostro caso? Due anni dal primo sequestro? Fino al prossimo?

Ho ascoltato il Sindaco durante l’incontro per gli auguri. Ha detto che la Regione ha eletto il rinvio a sistema. La Regione fa quello che può. Oddio, non fraintendetemi: non ho alcuna intenzione di giustificare la Regione. Semmai, capisco il Sindaco. La Regione – a guida centro-destra – fa quello che politicamente può per andare contro la nostra provincia (in senso territoriale, non politico), è ovvio.

Per quanto riguarda l’argomento ‘fondi regionali’, basti ricordare l’annosa vicenda AIPA, il costruendo centro per gli autistici. La Regione giura e spergiura – anche sulle tivvù nazionali – di aver stanziato fondi, ma questi sono come le vacche mussoliniane – sempre quelli cioè -- che tornano e ritornano sulle delibere e che per di più sono largamente insufficienti allo scopo terminare, una volta e per tutte, la costruzione di Valle.

Per Piazza dell’Assurdità, la situazione è peggiore, perché i fondi non sono stati neanche promessi. Servono poco meno di due milioni di euro per la bonifica e il Comune non può far altro che accendere un mutuo. Lo sapete bene cosa significa vero, accendere un mutuo?

Insomma, la Piazza non potrà essere messa in sicurezza e la Regione non se ne calerà per nulla.

È più probabile un sequestro-ter della risoluzione del caso. Sembra un giallo, vero?

Adesso infittiamo il mistero.

Il Teatro Comunale insiste su Piazza dell’Assurdità. I lavori del Gesualdo iniziarono nel 1992 e il Massimo cittadino venne inaugurato ufficialmente dieci anni dopo.

È mai possibile che durante gli scavi per la costruzione del Teatro non vennero ritrovati reperti di alcun genere? Nessun rifiuto urbano, pericoloso, atipico, improprio? Nessun residuo di precedenti scavi/livellamenti/sversamenti? Eppure si tratta di meno di dieci metri dall’area sequestrata, la quale ricomprende anche una fontana annessa al Teatro?

Potrei cambiare la domanda? Come mai negli scavi per la costruzione del Teatro non vennero ritrovati rifiuti dannosi? Ovvero, perché i rifiuti ritrovati non vennero ritenuti pericolosi? Forse perché i residui dannosi sono concentrati solo in punti specifici dell’intera Piazza? Se è così, perché sequestrare l’intera area? E se invece non fosse così, vuol dire che i rifiuti pericolosi potevano insistere anche nell’area di sedime del teatro?

Posso continuare, se volete. Se fossero stati fatti carotaggi preventivi e geo-sondaggi e fossero stati trovati residui pericolosi, che piega avrebbe assunto la vicenda? Probabilmente i lavori sarebbero stati fermati lo stesso, tuttavia, non avremmo avuto cumuli di detriti a troneggiare per mesi e mesi malamente coperti da lugubre PVC. Potrei pure azzardare che i carotaggi nella Piazza non vennero fatti preliminarmente, in quanto dagli scavi per le fondamenta del teatro non vennero alla luce elementi problematici. Oppure vennero ritrovati rifiuti, ma nessuno si preoccupò di indagarne la provenienza. Tale decisione potrebbe aver avuto diverse motivazioni.

Il gioco delle domande può continuare all’infinito, ovvero per tutto il tempo in cui collezioneremo sequestri e affidamenti della Piazza, in un loop senza termine, fin quando non si troveranno i soldi per bonificare l’area e consentire la realizzazione del progetto di riqualificazione della Piazza.

Colpe ed omissioni si perdono all’indietro – anche molto indietro -- nel tempo. C’è da dire che il Sindaco si è trovato in mezzo ad una questione di cui non può trovare una soluzione immediata e di cui non è responsabile.

C’è solo da sottolineare che nel frattempo, la pericolosità sta aumentando e che la reiterazione dei sequestri puzza solo di scarico di responsabilità, e non è assolutamente una soluzione. La reiterazione dei sequestri getta nel ridicolo un’intera comunità, incapace di indignarsi a sufficienza, di ottenere giuste informazioni ponendo le giuste domande. La reiterazione dei sequestri solleva dubbi su una vasta equipe di tecnici ed espertoni vari che hanno sottovalutato parecchie cose in momenti diversi della vicenda.

Se il pericolo esiste ancora ed ha natura di urgenza, be’, al diavolo il progetto e reincapsuliamo gli strati superficiali. La salute dei cittadini è ragion di Stato su ogni altra esigenza o pretesa, economica, artistica o archeologica che sia.

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Tag(s) : #Avellino, #Piazza Castello
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