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Benaltrismi a cerchi. Olimpici, però.

(L'originale di questo post è un articolo pubblicato su www.orticalab.it)

Ieri sera ho visto su Sky la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Quasi per intero.

Come tutte le cerimonie corali (ce lo hanno insegnato all'Università), anche questa tocca -- volenti o nolenti noi -- le corde dell'emozione e/o del sentimento: solidarietà, amor patrio, bellezza, imponenza, potenza, fratellanza, tenerezza e così via.

Non ci sono cerimonie migliori o peggiori: anche questi eventi mediatici (l'aspetto sportivo è parallelo) , al pari di letteratura, cinema, teatro e arte in genere sono prodotti dell'epoca. Il tempo che stiamo vivendo è la crisi, gli assalti al welfare, la tutela delle minoranze (tra cui anche le donne, credetemi), delle fasce deboli, del volontariato. Così nella cerimonia britannica di ieri sera c'era tutto questo. Come un paniere ISTAT: anche la sit-com inter-razziale, le pop-hit, l'omaggio ai working class heroes, l'unione dei britannici, l'eco lunga del Commonwealth, il sottomarino giallo, la famiglia McCartney.

Una strizzatina d'occhio ad una potenza sottotraccia (Daniel Craig che scorta Her Majesty) assieme alla dimostrazione pratica dell'assimiliazione dei popoli, più che dell'integrazione, attraverso le forze armate: fucilieri gurkha, RAF, RoyalNavy and Army. Tutti insieme appassionatamente. Ma alla fine, c'era anche Mr Bean che si scaccolava il naso sul maxi schermo, incarnazione dell'uomo medio ma vincente (a sua insaputa), che sogna sogni di gloria, ma intanto fa il vanesio con l'autoscatto.

Certo, si è saputo di defaillances organizzative (impiego di 3500 reduci dal fronte per fare i vigili urbani), dell'avversione dei Londinesi per le corsie urbane preferenziali per i dirigenti CIO (in BMW), dello stato di agitazione di categorie di lavoratori, dei prezzi dei biglietti troppo alti (alcuni settori dello Startford ieri sera erano vuoti), varie&eventuali.

Come in ogni cosa umana, c'è il divertimento e il dolore, l'eccellenza e l'errore, la cronaca, la politica, il gossip (a noi sono toccati i 40mila condom per la Pellegrini e Magnini) il messaggio e ciò che può essere travisato.

Non sono altri i problemi: i problemi del mondo sono anche a Londra, assieme alle loro soluzioni. Gli atleti senza una bandiera che però gareggeranno lo stesso (saltavno come ubriachi, ieri sera alla parata), le atlete islamiche che sfilano con le dita a 'V' di vittoria, il Sud Sudan che non c'è, la Palestina che invece c'è. Lukashenko persona non grata, Napolitano mesto (mi sembra gli fosse accanto il figlio, controllerò le foto), la Regina svampita anzicchenno (o faceva finta?).

Abbiamo avuto il cronista Sky (Sir Sevregnini) che a cadenze regolari ripeteva quanto-sono-belle-le-atlete-dell'Est (tipico Italiota, altro che Baronetto della Regina) e i-tempi-degli-armadi-umani-della-DDR-sono-lontani. (E comunque sia, i commentatori Sky erano un po' più preparati di quelli RAI, le cui castronerie erano di maggior danno. Su RAIUNO, lo speaker si è prodotto in un “Sfilano non solo belle ragazze, ma anche paesi poveri”. Che gli fate ad uno scemo simile? Lo tenete in RAI, ovvio.)

Sì, gli atleti che ho visto sfilare erano tutti fantasticamente belli, nei loro colori, nei sorrisi, nei cappelli assurdi (per noi), con le collane fatte di zanne (Samoa, che per non sfigurare, hanno accostato infradito e ciabattoni da piscina), con le corolle micronesiane (Cook Islands), con gli ori del Qatar, pelli, piume, calosce da pioggia (i Ceki), con il tigrato stilizzato della Malesia (animalier intramontabile). Però sono stati bellissimi i panama degli atleti Russi (glieli invidio come invidio il fisico e la bellezza della Sharapova).

A proposito di invidia: avete visto il nuotatore francese Camille Lacourt? Breathless.

Egitto, Italia e Francia in tailleur, mi sono sembrate le squadre più eleganti, anche se la nostra figurella, con i dirigenti CONI -- pure di una certa età -- in prima fila a salutare manco fossero la Pellegrini, l'abbiamo fatta. (Se non fosse per queste stupidità vanagloriose, potremmo essere un Paese abbastanza rispettabile. E invece no. Ci siamo comportati come la squadra saudita: gli sceicchi che si smanacciavano come Hollywood VIPs appena dietro il loro portabandiera.)

Ho visto le gonne troppo lunghe delle statunitensi (Mitt Romney fa danni dovunque) e quelle più normali delle svedesi.

Tutti a fare foto con gli smartphone, che è pure questo un comportamento universale, figlio dei tempi.

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Benaltrismi a cerchi. Olimpici, però.
Benaltrismi a cerchi. Olimpici, però.
Benaltrismi a cerchi. Olimpici, però.
Tag(s) : #London 2012, #opening cerimony, #mr bean, #queen elizabeth
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