No, vi giuro che i manifesti io proprio non li volevo fare. E' stata la mia famiglia che ha insistito e me li ha pure regalati, vista la mia opposizione. Ne ho stampato il minimo sindacale e li ho portati al comitato elettorale. Non ne ho visti in giro, però. Quei pochi affissi sono stati immediatamente ricoperti da altri di altre liste. La giungla delle affissioni è ben nota. Due simpaticoni di candidati hanno pensato bene di pagare un'azienda proprietaria di bacheche pubblicitarie: hanno piazzato un SOLO manifesto ben protetto dal plexiglas (foto in basso) che non verrà oltraggiato nè scollato fino a lunedì prossimo. Sparagnano e compariscono.
I manifesti sono, ovviamente, solo un simbolo di potenza economica delle liste o dei candidati. Teloni grandi come mezzo campo di calcetto non sono alla nostra/mia portata. La nostra lista si autofinanzia.
Della bruttezza di molti manifesti in giro per la città è stato già detto molto. Molto simpatica, invece, è stata l'iniziativa dei ragazzi dell'agenzia di viaggi a Via Nappi (The World of TUI) che hanno raccolto i santini dei candidati e li hanno incollati su di un pannello dietro alla vetrina. Con orgoglio devo dire che il mio santino (o maronella) fino a qualche giorno fa non c'era. Oggi, invece, come potete vedere nella foto, mi sono ritrovata in mezzo ad una folla di candidati, di ogni foggia e colore. Eh, così va la vita, diceva Taieb, la guida berbera di Gafsa, che la sapeva lunga assai. (Rino non mi ha voluto confessare chi gli aveva fornito il mio santino.)
Sto girando con i santini e qualche fac-simile (la doppia preferenza non è ancora una pratica chiarissima a tutti gli elettori) nello zainetto e li distribuisco cum grano salis, giusto agli amici e conoscenti per far loro almeno sapere che mi sono candidata, anch'io, come circa altre settecento persone. Giusto nell'anno dell'inflazione di liste mi dovevo candidare!
Vorrei tanto promettere ora che non rifarò mai più l'esperienza della campagna elettorale. Però, è comunque divertente se -- come me -- ci si candida anche per vedere l'effetto che fa, all'umore, al curriculum e alla pazienza dei famigliari. Nel mio caso, c'è anche il divertimento nel raccontare alcuni aspetti antrpologici della kermesse. Per ora mi limito ad istantanee quotidiane, come uno scatto-con-filtro-fotografico alla Instagram. Mi è già stato commissionato un reportage d'assieme alla fine di tanto ambaradan, tanto più che farò (per la prima volta nella mia vita -- ma questo sembra un anno speciale per me) persino il rappresentante di lista!
Ora, smetto i panni della candidata e rivesto quelli (più agevoli per me) di esperta di comunicazione e vi racconto che ieri pomeriggio, mentre tornavo a casa dal lavoro, mi sono fermata davanti ad un camion pubblicitario, uno di quelli che hanno un pannellone concavo, su cui era affisso un monolocale di manifesto. Mi ha colpito il disegnino di una sorta di piramide rovesciata, la cui base larga posta in cima era denominata 'cittadini'. A scalare, le altre porzioni erano denominate 'associazioni di categoria', 'dirigenti comunali', 'giunta' e -- sulla punta in basso -- 'consiglio comunale'. Il mio amico Pasquale dice che sembra piuttosto l'inferno dantesco con i suoi gironi.
Vi confesso di non aver capito il messaggio della piramide. Mi sono avvicinata per scattare la foto (che vedete qui accanto ed in basso) che riprende un manifesto (abusivo e piazzato su di un cartello stradale) con la sola piramide, ed ho notato che questa è sezionata tra 'proposta' ed 'attuazione'. Cioè, i cittadini pressano sulle associazioni di categoria affinchè propongano, mentre i dirigenti comunali presserebbero sulla giunta e questa sul consiglio per attuare. Se il grafico è piramidale vuol dire che c'è un ordine gerarchico, o quanto meno temporale.
Per deformazione professionale, ho voluto soffermarmi a riflettere sui compiti di giunta e consiglio. La Giunta, in particolare, collabora con il sindaco nell'attuazione degli indirizzi generali dati dal consiglio comunale. In altre parole, significa che nella piramide disegnata sul manifesto elettorale la posizione della giunta è sbagliata, in quanto preme sul consiglio, mentre sarebbe l'inverso. Il Consiglio comunale è una fattispecie di parlamento (in analogia), mentre la Giunta è l'Esecutivo (i Ministri, cioè).
Allora, nel dubbio, ho voluto rivedermi le funzioni del Consiglio comunale, tipo una prova del nove, tra cui c'è l'indirizzo politico-amministrativo, nel senso che il Consiglio orienta la Giunta sugli atti da adottare per il governo della municipalità. Monsieur Jacques de La Palice non avrebbe potuto essere più ovvio. Anche questa nozione, dunque, mi conferma che il disegnino è sbagliato. Perchè, dunque, l'aspirante consigliere comunale (committente del manifesto) ha stabilito che sia la Giunta a sovrastare/premere/incidere sul consiglio e non viceversa, com'è la regola/norma? Inoltre, la giunta è numericamente inferiore al consiglio, ma nel disegnino sembra più vasta di questo.Ricapitolando, i cittadini posti in cima pressano (fanno stakeholding?) sulle associazioni di categoria a seconda dei loro interessi; le associazioni (Sarebbero i sindacati? Gli ordini professionali? I gruppi di acquisto? I comitati? I consumatori?) dovrebbero convincere (facendo lobbying?) i 'dirigenti comunali' ad attuare le proposte, e questi, a loro volta, dovrebbero sorvegliare (praticando il watchdogging?) sulla Giunta comunale affinchè quest'ultima incida sulle decisioni del Consiglio. Non riesco a darne altra spiegazione, considerata la forma e la posizione ordinale dei blocchi.
Perfidamente, ho pensato che il candidato sia stato vittima di un lapsus freudiano: forse aspira direttamente ad un posto in Giunta e vuole comunicare ai suoi elettori che sarà capace di orientare il Consiglio. Ancora della serie 'perfidamente', ho pensato che il candidato aspiri legittimamente ad un posto in consiglio e vuole comunicare di essere pronto a sopportare il fiato sul collo della Giunta che sovrasta il consiglio nel disegno. Ma l'aspetto che più mi inquieta è la fascia denominata 'dirigenti comunali'. Dico la verità: non mi ha inquietato, ma mi ha sconvolto proprio. Che ci fanno i 'dirigenti comunali' in quella posizione? Essi non sono un organo politico; tantomeno un organo elettivo o di controllo rispetto a giunta e consiglio; se ci fosse (nell'intento del copywriter della campagna elettorale) una sorta di collegamento ideale e logico tra cittadini e consiglio (attraverso le elezioni), questo percorso non passerebbe in alcun modo attraverso i dirigenti comunali, i quali non attuano sovrastando (piramidalmente) la giunta, semmai attuano (con la collaborazione di tutti gli impiegati comunali) le proposte della giunta, approvate dal consiglio. Perchè citare i dirigenti comunali? Captatio, forse? Va a saperlo.
Per il momento altre spiegazioni con un minimo di senso non riesco a darmene. Forse non sarà un problema, ma un messaggio (specialmente elettorale) non può essere contorto; è obbligato ad essere chiaro, immediatamente intelligibile; deve esprimere competenza e sicurezza. E -- almeno questo ve lo garantisco -- l'incombente piramide azzurrina che sembra scagliata dal cielo non mi da l'idea di sicurezza, tanto meno di intelligibilità. Di competenza, poi, manco a parlarne. Ma forse sono io che mi sbaglio. Come al solito. Ora, dico io, si darebbe anche il caso che il disegnino della piramide rovesciata passi inosservato, quindi nulla quaestio: è la sottoscritta che ha evidentemente tempo da perdere a fare le pulci ai manifesti. Qualora, invece, il disegnino sia il messaggio fondamentale, mi chiedo quale sia stato il criterio progettuale e semantico. Tradotto in parole edibili: "Cchevvordi'?
Cià.
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