(Originale pubblicato su Ottopagine-Irpinia lunedí 15 aprile 2013.)
A metà aprile di solito Milano si trasforma in un unico grande salotto, nel senso letterale del termine: c'è la Fiera del Mobile, che ora si chiama Settimana del design, o più semplicemente “I Saloni”, perchè sono molteplici le location e le tematiche. I vertici sono in Rho (zona della nuova Fiera, grande come un quartiere, con tanto di linee di autobus interne), Brera e Tortona.
Se a Rho ci sono gli espositori classici, i grandi nomi cioè dell'industria fiore all'occhiello dell'Italia (assieme alla moda) e le nuovissime leve internazionali del design (raccolte al Salone Satellite), tra Brera (notoriamente zona degli artisti) e Tortona (ex area industriale) troviamo gli artigiani, le 'chicche' dei maestri, le esposizioni di elettronica e diavolerie di domotica, nell'ambito detto Fuorisalone.
Ciò non di meno, anche la zona chic (Via Montenapoleone, Via della Spiga, insomma le adiacenze al duomo del famoso Quadrilatero della moda) pullula di esposizioni ed eventi, organizzate nelle boutique delle maison dell'alta moda.
Chi vi scrive, ha partecipato all'edizione dell'anno scorso, scarpinando per kilometri, ma mai stanca di fronte a migliaia e migliaia di proposte e bellezze, frutto di arte, ingegneria e maestria.
Arrivai a Rho per conoscere una giovanissima designer ischitana, che raddoppia anche quest'anno al Salone Satellite con proposte geniali, Marita Francescon (non lasciatevi ingannare dal cognome).
Vagabondai per ore ed ore a Tortona per vedere i migliori artigiani (soprattutto del riciclo) e dove quest'anno è stato presente un nostro conterraneo: Giuseppe Rubicco, l'uomo che manipola la luce.
Giuseppe è uno scultore, ma non usa la pietra, bensì il vetro. È il mago della luce perché le sue opere non solo ne catturano, ma ne rimandano, amplificandola. La luce perfetta è quella che – secondo il pensiero dell'artista – deriva dall'attività della mente umana: la luce della conoscenza che squarcia le tenebre dell'infelicità umana.
Conosco l'uomo e l'artista Rubicco, dinamico attivo, curioso. Di poche parole, ma dallo sguardo guizzante. Il suo ideale di uomo è una sorta di Ulisse che segue la conoscenza in tutte le sue forme, perché senza la curiosità ed il suo prodotto (la conoscenza, appunto) la vita non è degna di essere vissuta. Noi tutti siamo (o possiamo essere) come tanti Ulisse alla ricerca di verità e di senso, ma la scintilla dell'ingegno e dello sviluppo intellettuale ed artistico è più fulgida negli uomini curiosi.
Rubicco ama lavorare in team ed espone/presta le sue opere in concomitanza di altri eventi culturali, specialmente nella nostra città, che ha tanto bisogno di luce.
Giuseppe ha il suo atelier nel centro storico di Avellino.
Rubicco ritorna a Milano dove ha studiato all'Accademia di Brera, esponendo al Fuorisalone di zona Tortona.
Nelle foto a corredo di questo articolo, sono raffigurate le opere che esposte a Milano: una maschera di Pulcinella, una lampada-scultura (Cristalia, un vero spettacolo per gli occhi, da un'idea congiunta con il giovane designer Fabio Pirone) ed un vaso-scultura, etereo e fatato.

