Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Ohimamma, che sarà mai? È la rappresentazione del pettegolezzo. Premettiamo che il pettegolezzo è sempre in negativo. Diciamo subito che è un sinonimo di maldicenza, così adesso possiamo andare avanti. Ho letto su repubblica.it che il gossip, il petteguless -- il pettegolezzo insomma  -- viene studiato alle università e che i ricercatori (due italiani de La Sapienza) hanno anche scoperto l’algoritmo di diffusione e conduttanza. Aridaje, co’ sta conduttanza… Niente paura, la conduttanza è un termine preso in prestito dall’elettrologia e misura la conducibilità di un circuito. Adattato al gossip, misura la permeabilità di un gruppo alle maldicenze, oppure la capacità di circolazione di una maldicenza in un gruppo (la traduzione dall’inglese del titolo della ricerca*, fornita dal quotidiano, non era per nulla intellegibile. Ecco spiegato il doppio titolo). Ci sono gruppi abbastanza refrattari e gruppi sensibili al pettegolezzo, arguisco. Nell’articolo si dice anche che il pettegolezzo è una forma di difesa, perché il nostro sistema cognitivo ha bisogno di categorizzazioni e le maldicenze assegnerebbero etichette utili per difendersi. Come pure, una persona può improvvisamente apparirci detestabile sol perché abbiamo sentito una chiacchiera, mentre magari appena mezz’ora prima rientrava tra quelle simpatiche. Fine della notizia. Partendo dal presupposto che tutti possiamo essere discutibili perché nessuno è perfetto, affermo subito che ciò non rappresenta un problema, anzi. Sulle differenze e sulle ‘discutibilità’ si fondano storie, amori, guerre, passioni e si scrivono romanzi che vanno anche ai premi. Ci sono, però, congiunture per le quali alcuni diventano ‘più discutibili’ di altri. Una congiuntura aggravante è l'essere VIP. Non ci scrivono su romanzi, ma sui VIPs poggia la gran fortuna dei giornalacci di gossip. Avere la prova leggibile (e guardabile) che i VIP si comportano male, ci fa sentire meglio. Aver visto recentemente Heidi Klum (che io ho sempre ammirato come bellissima sui giornali glam) al naturale, mi ha fatto ricredere sul mio aspetto. Questo è un derivato positivo dello spetteguless (anche fotografico), per esempio. C’è, invece, un posto in cui il pettegolezzo è letale: al lavoro. Con i colleghi si deve convivere. E data la potenza della maldicenza, basta anche un cambio di tono nella voce per far sprofondare l’oggetto delle chiacchiere in un gorgo di diffidenza, se non addirittura odio. Molto spesso, succede che si scambia questa diffidenza/antipatia condivisa per mobbing. E pensare che è bastata una parolina. Altro aspetto del pettegolezzo come attività monetizzabile: la politica e le elezioni. L’ultima campagna elettorale -- che graziaddio è finita -- si è basata su questo semplice principio: sparlate, ingiuriate a volontà, qualcosa resterà sempre. Io spero rimanga per sempre, invece, il ricordo della nausea che ci ha preso, durante questi ultimi due mesi di campagna elettorale e che l’informazione sui referendum sia -- al contrario -- serena, onesta e soprattutto intellegibile. * Mi sono documentata ed ho anche visto una clip tratta da uno show di Barbareschi (sic e sigh): il grafo è la rete. Ma non potevano avvertirci? I soliti accademici...  
Pubblicità
Tag(s) : #Articoli di Marika
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: