Può sembrare una contraddizione in termini, eppure gli argomenti web, internet, stevejobs, fèisbuk e dintorni sono molto quotati come materie per scriverci libri, i quali sarebbero -- nell'opinione comune -- avversari reali del mondo virtuale.
Gironzolando per la Fiera PiùLibri PiùLiberi (7-11 dicembre, Roma EUR) ho notato che pochi altri argomenti tenevano banco assieme al discorso di stevejobs (e succedanei): cucina, libri per bambini&ragazzi e libri sui libri (editoria) e sul giornalismo, in una sorta di autoreferenzialità. La Fiera PLPL è molto visitata. Nei cinque giorni di apertura (dati ancora non ufficiali) sarebbero stati circa sessantamila i visitatori. Nelle ore preserali i corridoi erano così intasati che ci si doveva solo lasciar trasportare dal flusso, come una via di Hanoi.
Ho scattato molte foto (qualcuna la trovate a fine post) e nei due giorni di full immersion, la sera ero stanca morta dal gran cammino su e giù, in lungo ed in largo.
Tornando a noi. Ho comprato ben dodici libri di cucina ed uno sull'editoria. E per quanto riguarda computer&web, sono andata in Fiera per presentare il nostro libro che proprio di questo parla. Insomma, siamo nel mainstream. (Ma della presentazione ve ne parlerò nel prossimo post.)
Si pubblica molto. Si scrive, ovviamente, molto di più. Come ho pure letto nel libro che ho comprato sull'argomento (Cose che gli aspiranti scrittori farebbero meglio a non fare ma che invece fanno), si scrivono migliaia e migliaia di manoscritti all'anno: la voglia essere pubblicati è immarcescibile e ciò fa la fortuna degli editori a pagamento, degli stampatori, e degli editori che adottano il cosiddetto 'doppio binario' (pubblicazioni con contributo e senza). È un dato di fatto che i sogni degli Italiani comprendono il diventare scrittori e/o giornalisti. Fioriscono i corsi di scrittura creativa e di giornalismo. Eppure, sono mestieri ingrati: i manoscritti vengono per lo più ignorati e i giornalisti precari non vengono pagati.
Ho fatto kilometri zigzagando tra la folla (il caffè del bar interno era pessimo, però), ho stazionato abbastanza nello stand del nostro Editore (Armando), ho chiacchierato con qualche altro editore o autore. In particolare, un'editrice di libri di cucina mi ha confermato che in tempi di crisi la materia gastronomica è un palliativo, una sorta di 'ritorno salvifico alla semplicità e all'essenziale' (come lo è il cibarsi). È l'atto pratico del ridimensionamento: la strada italiana all'indignazione che invece porta altre genti ed altri popoli a protestare nelle piazze.
Marika
[caption id="attachment_3098" align="aligncenter" width="320" caption="l'entrata del Palazzo dei Congressi"]
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[caption id="attachment_3099" align="alignnone" width="328" caption="La hall della Fiera"]
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