Caro Babbo Natale, dicevo,
non sembra mica molto Natale, sai? Non fa troppo freddo, non c’è neve. La pioggia è spesso pioviggine.
Se ho desideri? Mica tanti. Sai, quest’anno si è realizzato il sogno più ‘difficile’ che abbia mai avuto: pubblicare un libro, o meglio un saggio (non amo la narrativa, ecco, l'ho detto). Ebbene, ci sono riuscita assieme a Januaria e questo mi terrà tranquilla per un bel po'. È una gran soddisfazione, non c'è dubbio.
Spero di guadagnare abbastanza da pagarmi un viaggio a Parigi per il mio prossimo compleanno. Sarà importante il prossimo compleanno. No, ad una donna non si chiede l’età. È già da qualche anno che ho 30 anni, diciamo così.
Sono preoccupata per le condizioni economiche dell'Italia, ma non solo. Quello che mi strugge sempre (e sempre di più) è la enorme quantità di dolore e di angoscia che affligge grandissima parte dell'umanità. Respiriamo egoismo ed individualismo sfrenato da troppo tempo ed in questi periodi di ansia l'imperativo del familismo diventa la condanna della società umana. C'é gente che decide di morire proprio a Natale: per molti è il periodo piú tragico dell'anno e quest'anno lo é ancor di piú.
Eppure, abbiamo tutti stipulato uno strano contratto 'stagionale': apparire felici.
La mia canzone di Natale preferita rimane quella dei ModenaCity (Canto di Natale) e – comunque – un giorno prima o poi la fonderò, la Lega Antinatale e me ne andrò alle Hawai (o a Brisbane. O meglio Perth?) proprio per Natale, per provare l'ebbrezza di festeggiare in bikini su di una spiaggia. Ma questo è un sogno, forse anche più 'difficile' del pubblicare un altro libro.
Buon Natale, caro Babbo Natale e beviti una birra alla mia salute.
Tua Marika
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