Overblog Tutti i blog Blog migliori Marketing e social media
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Il principio di Nottingham

Vi racconto una storia. No, non è ambientata nella contea di Nottingham, ma le vicende narrate e il principio che la informa (si dice così, oh yeah) sono simili alle vicende e ai principi che hanno ispirato la ben più nota rivolta di Robin Hood in difesa dei poveri di quella leggendaria Contea.

Ordunque. Fino al 1989, ad Avellino vigeva un sistema di catalogazione e valutazione degli estimi catastali per i quali un’abitazione di mq 108 in A2 (edilizia residenziale) erano equivalenti a mq 119 di un’abitazione in A3 (edilizia popolare).

Con la revisione del 1990, la valorizzazione degli estimi è stata completamente stravolta, per cui attualmente 102 mq in A3 equivalgono come rendita catastale a 162 mq in A2. In altri termini, sei vani di tipo economico vengono sono uguali a nove vani di tipo lusso. Neanche a Nottingham si poteva fare di meglio.

Va da sé che l’errata applicazione del valore catastale ha inciso sugli importi dell’ICI prima e dell’IMU dopo. Questa aberrazione fa sì che il 45% del patrimonio immobiliare avellinese (ovverosia le case popolari) produca un gettito catastale maggiore di tutti gli altri immobili residenziali.

Questa storia mi venne raccontata diversi anni fa dal Sig. Quirino Coppola, il quale, dal momento in cui ha scoperto questa palese ed onerosa ingiustizia, si è dato una missione e da un paio di decenni ormai combatte una battaglia per la perequazione degli estimi catastali. Sono stata la prima giornalista in città ad averne scritto, quasi quindici anni fa.

In questo lungo periodo di tempo, Quirino (in amicizia) ha inviato decine di richieste, di esposti, d’istanze di audizione a nome di tutti i proprietari di immobili di classe A3 (la maggior parte pensionati) per tentare di sanare la situazione con il ripristino di corretti valori degli estimi e con il ristoro degli esborsi eccessivi per l’errata applicazione. Sono ormai più di vent’anni che questo obbrobrio non viene sanato. Più volte la questione è stata anche segnalata anche al Comune di Avellino (da diverse parti politiche) infruttuosamente, nonché la vicenda è stata oggetto di interrogazioni parlamentari. (Qui, le più recenti notizie in merito: http://www.orticalab.it/spip.php?page=recherche&recherche=estimi )

Quirino è uno che non demorde, tuttavia c’è da evidenziare la tenacia delle amministrazioni e delle consiliature succedutesi al Comune di Avellino nel non voler dare una benché minima risposta all’annoso e gravoso problema. Riconoscere di aver sbagliato sarebbe stato un danno così enorme per le casse comunali che si è andati avanti così, semplicemente disconoscendo il problema.

Anche durante la campagna elettorale, Quirino portò la sua istanza in nome collettivo durante un incontro con i candidati sindaci. Neanche lì ebbe una risposta, perché i candidati si produssero in elenchi di mirabilie urbanistiche future, qualora fossero stati eletti, sordi al problema sollevato dagli sfortunati proprietari di case in A3.

Ho scritto questo piccolo promemoria perché Quirino mi ha comunicato che il Sindaco ha finalmente accettato la richiesta d’incontro sull’argomento e lunedì mattina (14 ottobre) lo ascolterà. Seguiremo la vicenda.

Pubblicità
Tag(s) : #catasto, #tasse, #tributi, #Avellino
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: