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Cesinali - Prima parte

(L'articolo originale venne pubblicato su Ottopagine il 14 dicembre 2009)

Ogni volta che mi addentro tra i paesini della Valle del Sabato mi perdo sempre tra Aiello del Sabato, Cesinali, le propaggini di Atripalda e la Frazione di Villa S.Nicola, come tra le sale di Serino e quelle di Montoro e dintorni. D’altronde, anche Cesinali è un esempio molto tipico di “longobardità irpina”, cioè di agglomerati urbanistici - talvolta radiali, talvolta spotted o pure sequenziali – concepiti dai Longobardi, di cui rimangono numerosissime testimonianze in Irpinia, specialmente nella Valle del Sabato, al confine con la Valle dell’Irno verso ovest.

Adesso, però con la maggiore frequentazione di questi luoghi (per motivi giornalistici), riesco almeno a raggiungere senza errori il bivio dov’è l’abitazione dei miei amici Ottaviano e Rosanna, i quali anche oggi – e li ringrazio per la loro pazienza e l’uso del loro tempo – mi accompagnano a conoscere Cesinali dietro la cartolina.

Il paese è piccolo – poco più di 2500 abitanti -, anche il suo territorio lo è, racchiuso in circa 3 km quadrati. È un sabato di sole ed arriviamo in centro a piedi, dove incontriamo il Sindaco (che nella vita civile fa l’ingegnere) alle prese con la posa del basolato di pavimentazione della via principale di questo paese-bomboniera, così aggraziato.

Mentre raggiungo il Municipio, noto nel parcheggio un ampio display elettronico sul quale scorrono notizie, dall’Amministrazione comunale ai cittadini.

Cesinali ha un saldo demografico positivo. È una zona residenziale piuttosto ricercata ed ha un mercato immobiliare fiorente con prezzi in salita.

Molti ‘non-cesinalesi’ scelgono di vivere qui, portando fermento e storie nuove, come sto per raccontarvi.

Il Sindaco – Ciro Tango - è uno di quelli sempre presenti, finanche alle recite della scuola. Ama i giovani e si vede dai risultati ottenuti per quanto riguarda l’animazione delle nuove generazioni. Infatti, proprio oggi si svolgono le elezioni delle cariche del Coordinamento del Forum dei Giovani di Cesinali, la cui anima è Enrico, un ragazzo molto amato dalla comunità, dalla faccia pulita e dallo sguardo sveglio. Hanno tante idee, compresa la creazione di una sala-prove per i ragazzi. Su questa cosa sono d’accordissimo. Gli iscritti sono una sessantina ed oggi al seggio trovo Imma, Patrizia, Francesco e Dora. Enrico mi dice una cosa sacrosanta: i giovani ascoltano i giovani. Cioè, i giovani crescono facendo esperienza tra loro, ascoltando i loro coetanei, non quelli più grandi. Ed in mancanza di luoghi di confronto fisici a loro prossimi, di cui sentirsi parte viva, i loro modelli diventano i giovani sulle ribalte mondiali, purtroppo facilmente obsolescenti e sostituiti con frequenza. Mi viene in mente di aver letto di recente che Belén ha sostituito la “vecchietta” Paris Hilton ed il più sfrontato Corona ha preso il posto di Beckham, per esempio, in un volger di stagione. Enrico dice che nonostante la libertà, gli adolescenti di oggi non hanno una reale possibilità di scegliere alcunché. I limiti sono tanti: un tessuto socio-economico in disfacimento, la mancanza di prospettive tout-court, la troppa offerta mediatica che inibisce la creatività personale.

Gli obiettivi del Forum si fondano sulla Carta Europea dei Giovani e le loro attività hanno il pieno appoggio dell’Amministrazione Comunale: spesso – per gli ambiti di loro interesse – intervengono pure durante i Consigli. Hanno un Gruppo su Facebook molto attivo e preciso quanto ad informazioni e comunicazioni. Loro s’identificano appieno nell’affermazione “i giovani per i giovani”. Mi sono iscritta anch’io al loro gruppo su FB per capire come si muovono i ragazzi. Cesinali conta altri gruppi ed associazioni sul suo territorio e nell’anno vengono organizzati diversi eventi.

Adesso stanno per cimentarsi con una mostra fotografica su tre temi inerenti il territorio, per accompagnare un evento letterario sui giovani autori irpini.

L’associazionismo cesinalese coinvolge anche gli anziani, ai quali la Giunta ha offerto un locale sotto il Municipio per riunirsi. Da anni, i nonni del paese hanno completamente sostituto i Vigili Urbani, autorganizzandosi con successo davanti alle scuole ed accompagnano pure i bambini sullo scuolabus. Insomma, la collettività vive e solidarizza. La risposta sociale, lungo generazioni e bisogni, al di là delle attività del Piano di Zona, esiste ed è soddisfacente. La differenza tra varie realtà comunali – per quello che sto notando nei miei appunti di viaggio - è data dal tasso di associazionismo, come pure da quanto sport si favorisca. Cesinali conta numerose squadre (basket, calcio, calcetto, volley di entrambi i generi) di buon livello, che curano molto anche i vivai dei piccoli. Il Vicepresidente di una di queste squadre è un disabile che da questo ruolo trae una motivazione per andare avanti, per esempio.

Senza contare le attività teatrali e tersicoree. A cominciare dal Teatro d’Europa, una sorta di enclave artistica, nata a sostegno dei minori a rischio, da un’idea di Don Ferdinando Renzulli. Questo teatro color rubino è diretto da Luigi, che proviene dall’esperienza del San Genesio di Salerno. Conosco il San Genesio: è uno stanzone colorato (ma freddino) in un sottolivello dei vicoli di Via dei Mercanti, con le sedie di legno pieghevoli. A gestione familiare dei Nisivoccia (genitori, figli, annessi&connessi) è molto attivo ed ha un repertorio originale basato sulla tradizione napoletana. È davvero particolare come impresa teatrale perché è un continuo interscambio tra professione e famiglia, tra confidenza e istrionismo, accattivante e spiazzante, a volte. Luigi ha in mente questo quando si riferisce alla sua comunità teatrale. Il discorso economico – dice – passa sempre in secondo piano, perché lo scopo è di operare a favore delle giovani generazioni, interessandole con il teatro e la danza, infatti, ospita anche la Compagnia della Danza. Quest’ anno presentano due cartelloni ed esiste un’Accademia per insegnare recitazione e dizione.

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Tag(s) : #reportage in Irpinia, #Cesinali
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