Di discriminazioni di genere, femminicidi e femminismo ho scritto moltissimo, su ogni testata con la quale ho collaborato/collaboro (ilfattoquotidiano.it, NoiDonne, GiULiA, XXDonne, Orticalab, Ottopagine, luniversale.it. No, su vogue.it ho scritto solo reportage di viaggi. Se volete averne un saggio, basta selezionare il tag 'donne' e/o 'discriminazioni di genere' su questo blog). Ho sopportato ogni genere di critiche e commenti, da parte di 'uomini fieri' (de che?) contro una 'femminista' -- definita o immaginata legnosa -- come chi vi scrive, trovando riparo solo sulle testate di genere, parlando di donne tra donne, cioè.
Ma non va bene, ovviamente. Che senso ha raccontare il disagio, o la tragedia, o i guasti culturali della nostra società in un ambito protetto, in un posto, cioè, dove è normale e codificato trattare di argomenti che non piacciono, specialmente agli uomini?
Stamane, alla radio, sentivo della storia di Ilaria, la ragazza di Statte colpita e poi uccisa in due manches dal fidanzato. La prima volta era stata ferita al rene, ma lei non era andata in ospedale, il giorno dopo lui è ritornato e l'ha colpita al cuore. Ma quanta rabbia brutale doveva averci questa bestia, per non pentirsi del primo gesto e poi tornare a finirla il giorno dopo? Solo oggi (mentre inizio la stesura di questo op-ed) ci sono stati altri due tentati omicidi: un tentativo di folgorazione con un phon lanciato nella doccia e uno speronamento sulla strada. Ma cosa dice il cervello agli uomini?
La ragazza di Statte, dopo il primo assalto, aveva taciuto. Per paura? Per la speranza di un ravvedimento? Qualunque sia stato il motivo del suo silenzio, la ragazza non lo ha denunciato. Ed è così che funziona in questo mondo sessista. L'uomo è sempre convinto delle sue ragioni, anche se fa del male. La donna, invece, deve sempre dubitare delle sue ragioni, anche se ha un proiettile conficcato nel rene e si sta dissanguando. Pare normale per le donne tacere. Si tace delle violenze domestiche per vergogna, perchè tocca sempre alle donne salvaguardare l'onorabilità della famiglia. L'onore, invece, è solo dell'uomo, il quale lo difenderà con un bel fatto di sangue, vero? Nel femminicidio di Statte, l'uomo si è giustificato dicendo che la ragazza lo esasperava. Eccerto, contro l'esasperazione una calibro 22 è l'ideale.
Ma gli uomini non esasperano mai le donne, eh, no, mai? Le donne tacciono da sempre, per questo le esasperazioni perpetrate dagli uomini non vengono mai fuori. Sono i tanti "nonnulla" che si caricano sulla quotidianità femminile, cui nessuno fa mai caso. Nella stragrande maggioranza delle coppie, chi ha la responsabilità del bucato? Chi dell'alimentazione? O dei figli? Chi lava i secchi dell'immondizia e i bagni? Chi stira? Chi accoppia i calzettini? Chi si accorge che i lavandini perdono e l'aspirapolvere deve essere svuotato regolarmente? Chi si ricorda di cambiare le lenzuola e stirare le camicie? Sono sempre la maggioranza quegli uomini che non fanno la spesa, non condividono le faccende di casa, non si preoccupano della salute delle loro compagne fin tanto che non intuiscono con terrore di poter perdere la fantesca. Le attività delle donne sono tacite, guai a parlarne. Che vuoi che sia, tornare trafelate dal lavoro e mettersi a lavorare in casa? Una legge non scritta, tuttavia inesorabile, condanna le donne ad un senza scampo. Che vuoi che sia? Stiri per te e devi stirare anche per lui: che ti costa? Lavi per te e lavi anche per lui: la chiamano economia di scala. E lui? Lui che fa anche per te? Se un uomo cucina, ci sarà una donna che laverà pentole e stoviglie. Se è una donna a cucinare, sarà sempre lei a lavare pentole e stoviglie. La presenza di una lavastoviglie, di solito, peggiora le cose: gli uomini -- e ne conosco molti -- riescono a suscitare un senso di colpa nelle donne, le quali sarebbero innaturalmente alleviate dal loro atavico dovere di rigovernare la cucina. Che squallore.
Sì, sì ci sono gli uomini che condividono; ma anche quelli che condividono sbuffando; quelli che condividono poco o pochissimo; quelli che svicolano da furetti; quelli che sbraitano accampando scuse e si piazzano davanti a SkySport. É come una sorta di gradiente assiale: tutti gli uomini partono da un sostrato sessista. Alcuni imparano e cambiano; altri imparano e fingono; altri nascondono e mistificano; altri preferiscono comprare rose e cioccolatini, ma mai cambiare il rotolo della carta igienica finito o stendere il bucato.
Altri ancora si svaccano nella loro arroganza. Stamane, nel mio quartiere, ho incocciato un quarantenne azzimato, con aviator a specchio e camicia a righine inamidata molto cool&trendy, che bestemmiava e sbuffava uscendo da un portone. Aveva in mano alcune scatole di cartone (erano confezioni vuote di vino) da buttare nel cassonetto e la cosa -- era chiarissimo -- lo imbestialiva. Reggeva queste scatole con la punta delle dita, tenendole lontane da sè, mentre aveva sul visto una smorfia che raccontava tutto il suo disgusto e l'odio verso chi lo aveva 'costretto' a portar giù roba da buttare, alle sette e mezzo del mattino, lui tutto sistemato, lui un uomo: gli uomini non portano mai pacchi, buste, sporte, scatole.
A me dispiace per gli uomini sensibili (pochi, purtroppo), che finiscono nel calderone dei coatti e dei violenti, degli intellettuali maschilisti, o degli arroganti e dei testosteronici afflitti da complessi. Ma il mainstream è contro gli uomini che hanno capito la condizione anacronistica delle donne italiane.
Vedete la foto in alto? É una pubblicità affissa a Cremona. Sulla falsariga di questa, ce ne sono centinaia di altre in Italia, molte di queste segnalate allo IAP. Utilizzano il concetto di femminicidio o di violenza in genere (vedi anche sotto la foto della pubblicita D&G), ammiccando agli uomini, sottintendendo che le donne sono una gran rottura di coglioni. É la stessa idea del'omicida di Statte: le donne esasperano. Pubblicità come queste sono diffuse e non sanzionate, come proliferano le pagine misogine su Facebook. Nonostante le proteste delle donne, nessuno chiude queste pagine, nessuno copre e vieta le pubblicità sessiste. Se le donne protestano, allora diventano automaticamente streghe femministe, livorose e racchie. Gli uomini che hanno protestato per il giochino sui viaggi (di cui ho scritto qualche settimana fa su Orticalab: http://www.orticalab.it/Vado-27-mesi-a-Miami) hanno preteso credito, supporto e consolazione. Perchè? Perchè le donne avevano nascosto loro un gioco! Ci pensate? Un gioco. Ma quando le donne tacciono per coprire una violenza, allora va bene, vero? Questi uomini livorosi e incazzati per un giochino hanno diffuso e condiviso messaggi altamente offensivi contro le donne e hanno trovato pure donne che -- per anticonformismo? -- hanno sostenuto la loro pretestuosa indignazione.
Ma qual è la colpa delle donne che come me hanno scritto per gioco di "partire per ..."? Mica ho impugnato una pistola? Mica ho lanciato un phon nella vasca da bagno? Mica ho speronato il mio ex? Ho per caso costretto qualcuno a stirare gonne e camicette? O ho picchiato un uomo per fargli lavare i piatti? Gli uomini sensibili -- cui ho chiesto pure scusa semmai si fossero sentiti ingiustamente offesi -- capiscono che è un gioco rivolto alle donne e che la complicitá della catena di email è forse un escamotage per rendere più ricordevole il messaggio: andate a fare una mammografia, care amiche.
Tante donne si affrettano a negare di essere femministe. Scrissi su GiULiA di Kate Perry (http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=50823) corsa a smentire di un eventuale suo femminismo, come ho letto dichiarazioni analoghe di Taylor Swift e di Carlà Bruni: il solo sospetto di femminismo rovina l'immagine. La tendenza del mercato dello spettacolo è orientata al maschile, ovviamente. Per fare le 'fighette' moderne si deve dichiarare di essere lontane dal femminismo senza peraltro esserne proprio contro, aggiungendo per buon peso di conoscere pure donne femministe, esattamente come si dichiara di conoscere gente omosex. Non sono contagiosi, cioè. Innanzitutto, femminismo non è sbranare gli uomini, ma reclamare parità. Io donna devo accettare la pubblicità sessista e le pagine misogine sui social, nonché tutti i livorosi che si offendono perchè esclusi da una catena-di-santantonio con uno scopo anche serio (la prevenzione contro il cancro al seno)? Mi sembra la storia di Pasqualino Cupiello, che si era offeso a morte perchè il nipote Tommasino l'aveva escluso dalla lettera r'a salute. Ridicoli.
Ho appena letto di una dichiarazione della Presidente della Camera Laura Boldrini, la quale ha detto che le donne non devono servire a tavola. Senza addentrarci molto nell'esegesi di tale considerazione, ho immediatamente letto commenti di donne 'fiere di servire a tavola' (gira voce che l'autrice sia la moglie di un esponente del PdL), magari pure la pasta Barilla (in ogni caso ognuno fa il marketing che ritiene con la propria azienda, anche se politically uncorrect). Come ci sono donne 'fiere di portare il caffè al letto del loro uomo', 'fiere di stirargli le camicie' e così via. Ognuno fa quello che crede, ma il dubbio su cotanta spontanea e sentimentale muliebre fierezza è lecito: mi sembra solo la giustificazione di una cultura, o meglio di un sostrato culturale unico, dal quale discendono tanti aspetti del nostro vituperato maschilismo, che spesso alligna anche nelle donne. Gli aspetti del maschilismo sono molteplici: dall'azzimato che odia portare giù l'immondizia, all'omicida di Statte (che trovo di una crudeltà unica). Da quello che compra rose per non lavare i piatti alle tante donne allevate con la paura di rimanere sole.
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ORTICALAB: libera, pungente e benefica
Da qualche giorno imperversa su fèisbuk una strana mania. Sulle bacheche delle donne appaiono dichiarazioni perentorie del tipo: "Vado a Roma per 30 mesi".; "Vado a Londra per 15 mesi". Quando ho ...
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Donne che odiano le donne: perché?
Premessa necessaria. Questo non è un post pro o contro Laura Boldrini. Il punto non è condividere o meno le sue affermazioni sulla presenza massiccia di stereotipi di genere nei media e, in modo ...
http://www.contaminazioni.info/donne-che-odiano-le-donne-perche/
Ottimo post.
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