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Santa Lucia di Serino

(L'articolo originale venne pubblicato su Ottopagine il 13 novembre 2009.)

Sono arrivata a Santa Lucia di Serino in un piovosissimo giovedì di ottobre.

Il paese giace tra Serino e la cresta montagnosa al di là della quale c’è Volturara Irpina.

Per non incorrere nel mio solito disorientamento geografico, mi sono piazzata il giorno prima su Google Earth. Il paese si riconosce bene, proprio ai piedi del costone tutto verde.

Nonostante Google Earth, alla fine mi sono persa lo stesso. Eppure le indicazioni di Ottaviano, mio collega di Santa Lucia, erano state chiarissime: “Fermati al Crocefisso e aspetta là”. Ed io no, non l’ho visto neppure il Crocifisso ed ho tirato avanti. Mi sono fermata davanti alla montagna e lì mi è venuto qualche dubbio.

Alla fine, sono riuscita ad arrivare al Comune grazie a Rosanna, dolcissima amica, che mi ha letteralmente recuperato mentre girovagavo.

Il Municipio è tutto ricostruito, pure la piazza. Dal portone della Casa comunale scatto una foto del viale tutto nuovo con gli alberi autunnali. Gli ingredienti di stagione ci sono: la pioggia, la montagna, gli alberi in tutte le sfumature calde ed un certo vento. Manca soltanto l’odore delle caldarroste.

Le origini del sito sono preromaniche, certamente ci sono passati anche i Sanniti, oltre che i Romani. Il borgo abitato si sviluppò durante l’Alto Medioevo all’inizio con il nome di San Pietro, come Casale del comune di Serino, allo stanziarsi dei Normanni provenienti dalla Sicilia. Tutti i paesi attorno a Serino formavano già allora un’area vasta, denominata “Università generale dello Stato di Serino”. Il sistema di tasse e tributi – modificato da catastale a gabellare dopo l’autonomia amministrativa della seconda metà del 1500, ovverosia su tutti gli abitanti e non solo sul ceto possidente – decretarono l’impoverimento della popolazione e la perdita d’importanza nel sistema territoriale. Nel 1862 il toponimo venne cambiato in Santa Lucia di Serino.

Il paese conta circa 1500 abitanti. La signora Eugenia dell’anagrafe mi racconta la demografia di qui: il saldo è negativo, cioè si muore più di quanto si nasce. La maggior parte dei matrimoni registrati sono trascrizioni dagli Stati esteri di emigrazione, perchè nello scorso anno è stato celebrato solo un matrimonio a Santa Lucia. Da questo paese sono partiti in tanti per emigrare oltre Patria nei decenni scorsi, ora partono anche i giovani per il nord perché non ci sono opportunità. Ma questa è una delle nostre piaghe endemiche.

Il Sindaco è una donna avvocato, Fenisia, ed anche il Vicesindaco è una giovane donna, Claudia. La nuova Giunta è motivata. Partono forti di un consenso molto ampio alle scorse amministrative. La voglia di darsi da fare per il futuro della comunità è stata la molla per molti nel Comune nel cercare un cambiamento. Mi raccontano che c’è bisogno di una bella scrollata e di rimboccarsi le maniche perché il Comune si sta un po’ spegnendo.

Ci raduniamo tutti in Sala Giunta e cominciamo a chiacchierare su quello che Santa Lucia può e deve fare per lo sviluppo produttivo, economico e sociale del suo territorio e dei suoi abitanti. Era da tanto che volevo visitare il Comune per conoscere uno dei rarissimi amministratori –donna dell’Irpinia, volevo introdurre in questi reportages la tematica a me più cara – le questioni di genere – ma l’attenzione viene più naturalmente posta sulla problematica economica e produttiva. D’altronde, primun vivere deinde philosophare.

Mi raccontano che ci sono in piedi alcuni progetti in comune con altri paesi dell’area (Serino, per esempio) per l’uso di strutture sociali e sportive, i cosiddetti centri di aggregazione comunali. Sono molto d’accordo sul fatto che lo sport ed ogni altra forma di associazione attiva non sia che un bene per le comunità. Carmine, assessore, mi dice che oltre alla ProLoco esistono solo due altre associazioni nel paese, una per gli anziani ed una sportiva, un po’ poco per fare animazione sociale e culturale.

Il possibile sviluppo potrebbe partire dal turismo religioso, dice la Sindaca Fenisia. Questa è la terra di San Giuseppe Moscati e ci sono bellissimi esempi di monasteri e chiese (a queste testimonianze verrà dedicata un’altra puntata del Viaggio). C’è in progetto anche un Museo storico al Monastero, come pure una Biblioteca comunale nel centro del paese.

Un vero è proprio P.I.P. non c’è perché il Piano Regolatore risale alla metà degli anni Ottanta e l’area destinata non è completa nelle infrastrutturazioni, mi racconta Giulio, un altro assessore.

Però Santa Lucia vanta un record positivo: quello di aver completato la ricostruzione privata post sisma. Forse questa scelta ne ha penalizzato altre rispetto ad opere pubbliche quale incentivo di sviluppo.

È un peccato perché, per esempio, Santa Lucia ha un significativo patrimonio agricolo, nel senso che è circondata da molte e vaste aree agricole, purtroppo incolte. Si è davvero persa la tradizione, mentre sarebbe opportuno rilanciare quest’ambito. Forme societarie cooperativistiche (è un mio pallino, lo ammetto) potrebbero dedicarsi alle coltivazioni autoctone di pregio (nocciole, castagne), favorendo l’impegno di giovani. La Sindaca mi racconta di una bella esperienza di una giovane donna in un paese limitrofo, che è ripartita dalla terra e ce l’ha fatta.

Tutti quanti durante la nostra chiacchierata amichevole rimaniamo d’accordo sul fatto che spessissimo nelle nostre zone prevale un individualismo esasperato anche a livello di Amministrazioni locali, che distrugge il buon proposito di attuare economie di scala in ambito gestionale e infrastrutturale, attraverso le auspicabili associazioni comunali. A volte, emerge anche una sorta di inerzia che non è stata ancora smossa dal rischio di scomparire quale comunità. Oppure, non ci si riconosce più in una comunità.

L’Irpinia talvolta è per me una mater dolorosa. Vede partire i suoi figli e abbandonare le sue terre. Mantiene assieme le sue genti (chi rimane e chi è partito) nel dispiacere e nella rassegnazione di un futuro che non si coniuga mai.

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Santa Lucia di Serino
Tag(s) : #reportage in Irpinia, #Santa Lucia di Serino
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