Dopo la pausa di domenica (però ho pubblicato il reportage su Bagnoli Irpino), vengo a raccontarvi della giornata di sabato. Avellino&leElezioni. Un po' come Sex&theCity, se più o meno vi ricordate le linee guida della sit-com. Un rapporto mai deciso, risolutivo, produttivo, vivificante: si cerca l'Uomo Giusto, a parole, ma si prosegue la routine con chi capita, pentendosi spesso.
Vabbe'.
Sabato è stata una giornata densa di appuntamenti. Era il mio turno al Gazebo delle Idee per il Corso, altezza Banca Campania. Iniziato in sordina, ha raccolto amici e conoscenti che si sono fermati a chiacchierare con noi. Poi, è arrivato anche Giancarlo.
Un caffè con Dory (amica mia nonché artista, autrice della copertina del mio ultimo ebook) e poi incontriamo le persone. Una delle cose più belle di fèisbuk è che prima o poi riesco a conoscere le persone che mi hanno chiesto l'amicizia e che non avevo mai visto di persona. Anche se non vivono ad Avellino. Devo dire che rimango sempre contenta quando succede e vi garantisco che non sono mai rimasta delusa da questi amici non più virtuali. Fèisbuk sarebbe nato per tenere in contatto amici che non avrebbero potuto più incontrarsi di persona (lavoro, distanze). Ora, invece, mette in contatto perfetti sconosciuti e non molto spesso succede che amici virtuali s'incontrino davvero. A me, però, capita spesso di conoscere le amicizie fatte con féisbuk.
Così, anche sabato ho avuto la fortuna di essere avvicinata da due avellinesi (Antonio e Dario) con i quali ho scambiato spesso commenti su fèisbuk e su Orticalab. Ho potuto ringraziarli di persona per i loro commenti sotto ai post e agli articoli.
Ho incontrato anche tanti altri amici di vecchia data e colleghi. C'era un 'santino' ed una prece (di votarmi!) per ognuno di loro.
Ad un certo punto, seguendo i miei pensieri (io seguo sempre i miei pensieri che scappano davanti a me, per questo sono sempre un po' distratta mentre cammino) e raccogliendo elementi antropologici per i miei post, Tony, il Segretario Provinciale di Rifondazione, mi dice: "Pari una della Scientifica! Ma che stai cercando? Questa non è la scena del crimine."
No, non c'è nessun crimine, in effetti: c'è solo che il Corso era/è uno stupendo palco di una grande rappresentazione umana. Scrutare con più attenzione (quasi da ricercatrice o -- esattamente come dice Tony -- da operatore della Scientifica) il contesto, l'ambiente, i comportamenti e carpire le frasi e analizzare la prossemica delle persone è talmente affascinante che mi ero dimenticata di essere lì per finalità elettorali.
Io davvero spero che la nostra Lista faccia un risultato eclatante, innovativo, liberatorio per questa Città che ne ha tanto bisogno. Ciò non di meno è fantastico vedere la capacità di dissimulazione delle persone in un contesto 'esagerato' e spesso portato al parossismo, come succede nelle tornate elettorali locali. Come tutti sanno, più il contesto è ristretto più le faide e gli odi sono feroci e le famiglie arrivano a non parlarsi più. Ad Avellino, con la possibilità delle preferenze, del voto disgiunto, della numerosità delle liste, è più sfumata la lotta, tuttavia la lotta c'è. Solo che non si vede nella sua ferocia, almeno per il Corso, dove è tutta una mielosità, una gentilezza fuori del usuale.
Mentre scrutavo il via vai e ascoltavo brandelli di conversazione, mi sono divertita ad analizzare la prossemica vistosa di certi gesti (tipo, abbracci, ampie pacche sulle spalle, sorrisi esagerati, strette di mano stritolanti, mani destre sul cuore in atto di giuramento di fedeltà alla lista/al candidato/al partito) e mi sono domandata come vede tutto ciò una persona -- chenesò -- tipo mia madre, attenta alle questioni nazionali, ma lontanissima dalle questioni locali, che se non fosse impregnata di un altissimo senso civico, manco ci andrebbe a votare per le amministrative o mi chiederebbe come funziona il voto e se ho un fac-simile per aiutarla in cabina. Lei si fa forza nonostante gli acciacchi e l'età. Ma gli altri? Quelli che al gazebo ti passano velocissimi accanto e irrigidiscono il collo per non avere neanche il contatto visivo?
Cosa pensano gli elettori cui nessuno si avvicina per chiedere un voto; quelli che non hanno da protestare per l'amianto nelle case o nel quartiere (come a Pianodardine); che non hanno mai chiesto favori; che non sono clientes di nessuno? Quelli che vivono un po' ascosi, che magari passano alla difensiva quando ti avvicini per dare un volantino, un santino, una maronnella. Che ti prendono come uno scocciatore; che non vanno a votare, perchè non hanno ben capito come funziona la doppia preferenza, il voto disgiunto, il quorum, il ballottaggio, l'apparentamento. Sono una cospicua quota parte dell'elettorato di opinione che però non esprimerà l'opinione in cabina elettorale. L'astensionismo è un candidato forte.
Dopo aver smontato 'o bancariello e trasferito le masserizie al comitato elettorale sono corsa a mettermi un giubbino caldo (maro' e che vento tirava a Via Dante!) e sono tornata in Piazza Libertà per l'ultima serata di iGod-iPray-iRock, rassegna di gruppi musicali locali.
Devo dire che, a parte qualche voce cantante non proprio vibrante e indimenticabile, i musicisti di tutti i gruppi presentatisi alla ribalta sono tutti in gamba. Ai miei tempi, non c'era la moda dei gruppi. La musica o si studiava dal Maestro privato di pianoforte o niente. Questi ragazzi di oggi, invece, sono bravissimi, hanno un'energia musicale di tutto rispetto.
La rassegna si è conclusa con la performance del gruppo DestinIntestini. Musica a livello, spettacolo, testi impegnati. Non li avevo mai ascoltati dal vivo. Non pensavo che mio figlio fosse diventato così bravo alla chitarra (lo vedete nella foto in basso, quella più grande).
Li ho guardati a bocca aperta e poi ad un tratto, mio figlio dal palco mi ha fissata. Ci siamo detti tutto -- ma proprio tutto di noi due -- in quei dieci secondi di sguardo e poi mi sono messa a ridere, mentre mi e gli dicevo mentalmente:"Sì. Sì. Sì. Va bene così. E' così che deve andare." Ho riso così tanto che mi son venute le lacrime. Forse le lacrime hanno trovato l'occasione di una risata per uscire. Mi sono fatta un regalo per la Festa delle Mamme.
A domani.
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