(Originale su luniversale.it, al link in basso. Nella foto, Quagliariello il Saggio, in uno dei suoi più autorevoli interventi in Parlamento.)
Si parva licet, ho voluto cominciare citando Carlo Emilio Gadda. Questa storia dei cinque-più-cinque Saggi (ma chi li ha definiti saggi? Napolitano non ha mai proferito la parola ‘saggi’) ha ingarbugliato ancor di più una situazione limacciosa di suo. La situazione è gravissima, ma nulla di così serio (quel diavolo di un Flaiano: ci azzeccava sempre).
Siamo al limite o oltre la costituzionalità, una faccenda meta-costituzionale direi (come l’avrebbe definita Aristotele), ma non è ancora fantascienza. Se non si trova una soluzione, ci finiremo, nella fantascienza. Tuttavia in Italia, funziona di più il genere fantasy: il Mago del Colle. Così, scrivo questo op ed, cercando di infilarci quante più citazioni e metafore e similitudini sia possibile, per tentare di capirci qualcosa, in questa palude di sabbie mobili. Eh no, che non siamo Baroni di Munchausen e non sappiamo tirarci fuori dai guai per il codino del capelli: ci vogliono dieci tecnici-non-tecnici, ma neanche politici-non-politici. Sì, decisamente siamo fantasiosi. Lewis-Carrol si era fermato al non-compleanno, ma ci spiegò pure che non serve scegliere nessuna direzione se non si sa dove andare. E questo è il caso nostro.
La composizione di questo compendio di saggezza (saggio Quagliariello?) sembra studiata con il bilancino, anzi con il manuale Cencelli. Se sono rappresentanti pro-quota, allora mancano le quote-rosa, tanto per cominciare. Se sono saggi, allora vuol dire che in Italia non ci sono donne sagge (avessero dato implicamene ragione a Battiato?) e ciò è offensivo per le Italiane. Se non sono saggi, allora ritengo sia stato giusto che non aver convocato donne nella compagine. Onida (che è uno degli uomini del Presidente) ha detto che non è una commissione e non si deve rispettare nessuna proporzione. Per default, quindi, tutti uomini. Tra l’altro, non si comprende bene cosa debbano fare (almeno fino a che scrivo questo op-ed), sebbene li abbiano definiti ‘facilitatori’.
Ieri sera Onida -- sempre lui -- ha detto che la squadra cui appartiene non sarà risolutiva di nulla. Si perde tempo, per prendere tempo, cioè. Quel tempo che aiuti il piddì a riorganizzarsi e ai Tribunali interessati di mandare a sentenza gli innumerevoli processi di Mister Patonza (o Mister Trifola, come dice la parodia di Bossi fatta da Crozza). Bersani può però ritenersi contento: vale quanto dieci saggi, che dovrebbero risolvere ciò in cui egli ha fallito. (A rigor di logica proposizionale, dovrei scrivere che Bersani non è riuscito, perché ‘non riuscire’ è diverso da ‘fallire’. C’è Makkox su ilpost.it che ci martella con le false negatività bersaniane. I giaguari sono ormai preistoria.)
Intanto, riempiamo la vacatio governativa mediante l’ordinaria amministrazione dello stracotto Governo Monti e con molta fuffa. Tutta roba ghiotta per i talk show di approfondimento politico (anche PomeriggioCinque è un programma di approfondimento politico, sappiatelo). Tutte occasioni fantastiche per continuare a far inveire Cacciari in collegamento (con o senza Sgarbi, Cacciari s’incazza da solo) e a moltiplicare in ogni luogo la faccia imperturbabile di Scanzi, uno che – secondo me -- sapeva risolvere tutte le equazioni chimiche a scuola e che con la stessa imperturbabilità è passato da pro-pentastellari a pro-domo-sua.
Intanto, Napolitano, dopo il pastrocchio (si è stabilito un precedente che tornerà utile in ogni altro incerto futuro) -- che passerà alla Storia come ‘soluzione Olanda’ tanto per assegnare un’aura di rispettabilità nordica a un pateracchio tutto italico -- si lamenta che non è stato ben compreso. Napolitano, da buon napoletano, sa anche che la migliore cosa è fare ‘ammuina’, scompigliare i ranghi, creare caos e inintelligibilità. Frattale dopo frattale, uscirà un capolavoro di politica e diplomazia, tutto da decifrare ex post: ora si va avanti gettando i dadi. Il surrealismo finto-scombinato di Dalì non è così surreale come i nostri arzigogoli, o meglio ‘pecette’ istituzionali.
Quando i problemi sono tanti, il buon senso ci consiglia di fermarci e chiedere aiuto al Tempo: Fato, Destino e Casualità sono più saggi di noi e dei Dieci Saggi del Colle. Per dare una mano al Tempo, abbiamo, dunque, i Facilitatori dell’AveMaria. Con compiti ancora indefiniti. Viviamo in periodo d’indeterminatezza, ancorché elastico. Esattamente come nella fisica quantistica: si è politici ma anche saggi (una pressoché totale contraddizione in termini); si è tecnici ma anche inetti; si è Presidente del Consiglio pre-incaricato (sic), ma anche no; si è emeriti prima ancora di essere intronizzati; il Governo Monti è decaduto, ma anche no. A noi i gatti di Schroedinger ci fanno un baffo. Forza Giorgio, lancia di nuovo i dadi. Stupiscici ancora.
La foto di copertina è tratta dalla sit-com "The Big Bang Theory". Oltre ad essere la mia serie ultra-arci-stra-preferita, nella puntata di cui al frame vengono citati i gatti di Schroedinger, raffigurati anche sulla tee-s di Leonard Hofstadter.


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