Nella primavera del 2011 venne pubblicata un’indagine rivelatrice sulle abitudini sessuali condotta su cento milioni di persone. Tutto attraverso il web. La ricerca sociale e/o psicologica non può più fare a meno della rete per reclutare i soggetti di studio o formare i campioni d’indagine. I risultati sono diventati un libro (uscito negli Stati Uniti), scritto da due giovani ricercatori, Ogas e Gaddam.
Da Master e Johnson (un ginecologo e la sua sodale psicologa – la quale per un po’ fu anche la sua compagna -- studiarono per la prima volta le abitudini sessuali degli americani negli anni Sessanta, sul campo) in poi, studiare le sexual habits della gente non è stato più un tabù, anche perché si scoprì che tutto ciò che si sapeva prima sulla materia era solo frutto di pregiudizi e luoghi comuni. Prima di loro c’era stato Kinsey che aveva raccolto dati unicamente da interviste, senza andare in profondità fisiche. Cos’hanno scoperto di tanto eclatante Ogas e Gaddam? Ecco le fantastiche rivelazioni sull’universo maschile.
Ciò che più si cerca in rete non è il sesso estremo, bensì la giovinezza.
Sono cento milioni gli statunitensi e i canadesi che hanno cercato il porno on-line nel 2008.
Gli uomini (maschi) sono assemblati per considerare l’anatomia femminile come un oggetto. Non ci vuole molto per attivare i circuiti del desiderio maschile: bastano le immagini di seni, di baci, o del lato B di chiunque (Dominique Strauss-Kahn è dunque nella media del campione).
La grandezza dei seni determina il tasso di eccitazione: una coppa C, però, è quella più gettonata.
Gli uomini guardano le donne rotondette con una frequenza tre volte maggiore rispetto alle magre.
La chimica del desiderio femminile è moooltissimo più complicata di quella maschile e funziona con le emozioni più che con la sensorialità. (Avete capito, ragazzi?)
Bene. L’umanità è avvertita e se si continua a litigare tra sessi è solo colpa vostra che non avete letto il libro di Ogas e Gaddam. O questo artucolo, ça va sans dire. Ma, ovviamente, non è finita qui. Intanto, è disponibile dall’autunno del 2012 una App per smartphone che indaga le abitudini sessuali mondiali. Immaginata in onore di Kinsey, questa App segnerà in forma assolutamente anonima la frequenza e le modalità delle azioni relative al sesso. Sarà la più vasta indagine nel campo.
Le prime risultanze sono già disponibili. Tipo, la durata di un rapporto. (la notizia è qui: http://d.repubblica.it/amore-sesso/2014/04/22/foto/come_fanno_l_amore_gli_italiani_app_star-2110613/1/?ref=HRESS-8) Oddio, sembra che non ci sia molto da stare allegri, né come uomini, né come uomini italiani. Probabilmente, tutte le favole che si raccontano sul sesso al rallenti o tantrico sono appunto favole, perché la realtà è ben diversa. Ci voleva una App. Perché – come dice la pubblicità – c’è una App per tutto.
Parafrasando Sacha Guitry (“Dopo l’amore, il primo che parla dice una stronzata”), nel Terzo Millennio, dopo l’amore, la prima stronzata è prendere il telefonino e dare i voti al partner.
Cià.
(Se volete saperne di più, c’è sempre il mio ultimo e-book, qui: http://www.amazon.it/Amore-3-0-Marika-Borrelli-ebook/dp/B00J0XEEQE/ref%3Dsr_1_3?ie=UTF8&qid=1394959821&sr=8-3&keywords=marika+borrelli . L’ho auto-pubblicato e mi devo fare promozione. Ecco.)