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Cesinali - Seconda parte

(L'articolo originale venne pubblicato su Ottopagine il 28 dicembre 2009)

A proposito della danza, voglio raccontarvi, invece, di Tamara Torres Molina, una piccola e dolce ballerina classica che viene da Cuba e si è fermata a Cesinali.

Nel 1988, dopo anni di studi e feroci selezioni nel suo Paese, entra a far parte della Compagnia di Alicia Alonzo. Una volta a Napoli, conosce Massimo Sorrentino – eclettico attore professionista – e l’amore fa il resto. Per amore, oggi vivono con la loro bambina a Cesinali, dove Massimo è cresciuto e dove Tamara insegna, con successo, ad una ventina di piccole etoiles (dai quattro ai tredici anni) presso la locale Scuola Media. Li ho incontrati una sera a casa di Rosanna. Massimo è un chiacchierone e sovrasta Tamara. Ha anche lui molta esperienza, consolidata dalle 40 produzioni teatrali e cinematografiche di cui mi racconta. Ha lavorato con Tato Russo, Marina Confalone, Gigi Savoia, Geppy Gljesses, Alessandro Haber. È autore – suo è il Casanova andato in scena al Gesualdo -, dirige a volte, ed è attore stabile al Bellini. Ha una sua idea di questo mestiere/professione e ne parla con la foga di un operaio metalmeccanico alle prese con una fatica senza fine. È un artista completo: ha fatto il grafico, l’imitatore, il globetrotter e tanta sofferta gavetta. Non ci s’improvvisa attori – mi dice – ma il sistema oggigiorno è tale da portare alla ribalta chiunque ed immediatamente, alla faccia della preparazione e della cultura. Vorrebbe incanalare la sua quasi-rabbia in una forma organizzata di civile ed accorata protesta per serrare i ranghi professionali sulla qualità e sulla cultura. Mi sembra un buon manifesto. Quando li ho salutati, ho promesso a Tamara di assistere ad una sua sessione di danza. Mi hanno riferito che le sue piccole ballerine piangono quando non possono andare a lezione da lei.

Narrato di un aspetto artistico del paese, riprendiamo dalla stanza del Sindaco dove ci raggiunge l’Assessore al Personale ed alla Protezione Civile, un franco-cesinalese (soi-disant, si dice così?) molto simpatico, Michel Martin. Il primo ‘evviva!’ è perché hanno stabilizzato nove LSU lo scorso anno.

Nel guardarmi attorno (curiosa come una scimmia, io) noto un grosso quadro che riprende un rudere del paese crollato con il terremoto. Per quanto anomalo e piuttosto triste – una nuova specie di “natura morta” direi - il quadro è bello e chiedo al Sindaco perché proprio questo soggetto. Per ricordare. Il terremoto – continua nel racconto – benché abbia danneggiato senza distruggere il patrimonio abitativo (Cesinali poggia su una zolla argillosa vasta che ha assorbito l’onda energetica) è un evento da non dimenticare.

Il territorio agricolo, ancorché poco esteso, è di pregio, ed i terreni sono ampiamente utilizzati. Ben tre sono le aziende viti-vinicole che operano a Cesinali. Sta pure diventando un’apprezzata sosta gastronomica, per via di alcuni caratteristici locali che curano la qualità della ristorazione, nonché del posizionamento nei pressi del gruppo del Terminio. Non c’è che confermare come il turismo sia una vocazione naturale per l’Irpinia.

Insomma, pare che il piccolo mondo di questo paese appena fuori Avellino sia in ordine. Partecipo al Sindaco la mia riflessione e gli chiedo cosa sogna per sé e per Cesinali. Avere più fiori lungo le strade, dice, e passeggiare con i miei compaesani. Il paese, come collettività, ha sempre avuto una funzione protettiva e pedagogica verso le generazioni ed il Sindaco vorrebbe che gli abitanti vivessero ancor di più la vita di comunità. Vorrebbe avere tavolini e panchine in piazza per costruire un paese-giardino. Vorrebbe che la gente vivesse ancor di più fuori dalle mura di casa e condividesse maggiormente ogni aspetto della quotidianità, per apportare un contributo, foss’anche solo di conoscenza.

Mi parla anche del PIP e di una contraddizione che lo investe: è troppo grande per essere artigianale e, nel contempo, è troppo piccolo per avere i previsti sostegni economici dalla Regione: incongruenze amministrative senza troppa logica, di cui fanno le spese i centri volenterosi.

Attualmente è impegnatissimo nella costituzione di un’associazione di Comuni, tra quelli nelle immediate vicinanze (Aiello del Sabato, Contrada, San Michele di Serino) allo scopo di attuare – nei servizi e nelle offerte collettive – quell’economia di scala così necessaria per non prosciugare ulteriormente i bilanci degli enti locali. Il futuro gestionale dei nostri comuni deve percorrere ineludibilmente questa strada. Si dovranno fare i conti con secoli di campanilismo e decenni di individualismo amministrativo rafforzato da norme e regolamenti che hanno sovradimensionato le possibilità del decisionismo locale. Speriamo prevalga il ragionamento e la buona volontà dei Sindaci.

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Cesinali - Seconda parte
Cesinali - Seconda parte
Tag(s) : #reportage in Irpinia, #Cesinali
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