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Meglio 'niente'

In attesa di ridere dell’esito dei proclami del premier Renzi, il quale – evidentemente – è pericoloso come i fili dell’alta tensione, viste le defezioni di coloro cui aveva proposto ministeri, assistiamo nel frattempo allo spettacolo (già previsto, purtroppo) dell’espulsione di altri quattro parlamentari del M5S. Gli ostracizzati (Orellana, Campanella, Battista e Bocchino) subiscono sanzioni – peraltro non contemplate dai regolamenti – per aver criticato Grillo sulla chiusura totale a Matteo Renzi durante la diretta streaming della consultazione. La decisione presa in assemblea è stata confermata (su richiesta via email dallo stesso Grillo) mediante votazione telematica tra gli iscritti al blog del MoVimento. Non voglio conoscere se la votazione via internet è da ritenersi corretta in forme e modi (qualche testata adombra l’ipotesi di brogli), perché non è l’argomento di quest’articolo. Registro solo che il contenuto dell’email di Grillo era palesemente manipolativo (qui: http://www.repubblica.it/politica/2014/02/26/news/m5s_assemblea_s_a_procedura_espulsione_dissidenti-79650266/?ref=HREA-1).

Sei parlamentari hanno presentato le dimissioni. Ci sarebbe pure un numero (imprecisato) di altri parlamentari che vorrebbero lasciare il MoVimento (ed il relativo gruppo parlamentare) e/o perfino dimettersi — seppur non ostracizzati — per ritornare alla vita di prima. La vicenda è in evoluzione e c’è anche chi ipotizza che il numero di fuoriusciti (probabilmente in aumento), assieme ai malpancisti piddì (Civati e sei dei suoi) e a SEL potrebbero creare un gruppo (pari o superiore per numero a NCD) di disturbo a Renzi. E questa sì che mi pare una buona notizia. Anyway.

Dunque. A furia di scremare il MoVimento della zavorra, rimarranno soli Beppe&Gianroberto, così come ha disegnato magistralmente Makkox, qui: http://www.ilpost.it/makkox/2014/02/27/resta/ . Mi viene in mente la famosa frase “Estremismo malattia infantile del comunismo”, scritta da Lenin nel 1920. Un ritratto spietato della sinistra — che in Italia si è atomizzata — ma è anche la fotografia di ciò che sta divenendo il M5S: un luogo in cui ci sarà sempre qualcuno più puro e ortodosso degli altri e che vorrà eliminare coloro i quali si faranno venire qualche dubbio. O che si macchiano di reati d’opinione.

La mia riflessione, però, s’incentra su quei dimissionari che hanno dichiarato di voler tornare alla vita di prima. Ovverosia, tornare ad essere ‘gente comune’, combattenti quotidiani di traffico e bollette. Tornare, cioè, in trincea, laddove il M5S aveva attecchito. Mi sono chiesta: “Sarà l’inutilità della funzione parlamentare? Non si sono abituati al vippame? Si sono ricreduti sull’ideologia del MoVimento?” Per farmene una specie di ragione, ho provato a mettermi nei loro panni. Io sono una persona comune, abituata a risolvere una teoria interminabile e ricorrente di piccoli problemi famigliari ed organizzativi che il ruolo di cives e di lavoratrice comportano: niente di speciale, roba alla portata di tutti, della stragrandissima parte degli Italiani. Conosco le date della differenziata, il giorno del mercatino rionale, il posto dove pagare la TARES e dove ritirare le raccomandate, gli orari in cui certe strade sono libere e certe altre sono intasate, conosco i problemi del mio quartiere e cerco di conviverci. La crisi ha stroncato le nostre aspettative ed i sogni dei nostri figli. Viviamo del presente molto prossimo, terrorizzati che il futuro possa essere peggiore. Suppongo che quasi tutti gli eletti per il M5S abbiano più o meno i percorsi di vita che conduciamo io e i miei vicini di casa o i miei colleghi, perché è nella rabbia e nello scontento di gente comune come me che il consenso per Grillo è cresciuto. I giovani elettori del MoVimento ci hanno visto un modo come un altro per coniugare il verbo ‘mandare aff…’: è nell’ordine delle dinamiche generazionali e non ci vedo alcuno scandalo.

Cosa è successo, allora, a quella osannata ‘gente comune’, cui è stata elettoralmente e costituzionalmente data la possibilità di incidere finalmente sul governo di uno Stato, per decidere di abbandonare? Evidentemente non riuscivano ad incidere e, avendolo compreso, preferiscono abbandonare. Meglio combattere l'amministratore condominiale che l'amministratore di un blog. Nonostante il significativo numero di eletti, l’attività della loro compagine si è limitata a demolire e a demonizzare la politica e i suoi esponenti, senza costruire, senza modificare lo status quo.

Che il Parlamento accolga gente ridicolamente incompetente come Razzi è vero, com’è vero che sia divenuto anche asilo dorato di un gregge di pischelli insipienti (in nome della rottamazione telecomandata dalle segreterie dei partiti), tuttavia ciò non implica che non si possa lavorare per migliorare qualcosa.

Mi chiedo cosa voglia dimostrare Grillo. Che è impossibile governare gli Italiani? Vabbe’, lo sappiamo dai tempi di Camillo Benso. Che la politica è roba di casta? Ce lo avevano già dimostrato con dati e fatti, Rizzo e Stella nel loro famoso libro e gli Italians manco hanno capito. Che o si fa come dice Beppe o niente? La gente sta cominciando ad optare per ‘niente’.

Scriveva John Steinbeck (grande, grande, grande Steinbeck!): “Se c’è del buono, verrà fuori. Basta aspettare.”

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Tag(s) : #Movimento 5 Stelle
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