Non lo troverete pubblicato da nessun'altra parte. Questo che state leggendo è un semplice post di un normale blog, che è un diario on line, un po' intimo e un bel po' no.
State leggendo il mio sfogo malinconico prima della battaglia. Battaglia sta per 'candidatura-alle-amministrative-della-mia-città'.
Non ci vuole molto a capire -- dal numero di liste e di candidati -- che casino sarà. Colpi bassi, offese, falsi entusiasmi, ipocrisie.
"Ma chi te lo ha fatto fare?" mi ha detto una collega in ufficio. Non lo so bene perchè ho deciso. Mi sono ritrovata giovedì mattina davanti al Comune con un modulo bianco da riempire. Avevo progettato di farmi una passeggiata sul lungomare di Napoli, mi ero svegliata presto per prendere il pullman (che figata il biglietto orario che valeva da Avellino a Napoli, compresi i mezzi urbani partenopei, e ritorno). Sono entrata in Comune (aperto anche se era festività nazionale) e.
Ho tenuto con me il modulo compilato e autenticato fino a sera (la foto del modulo tutto stropicciato la trovate qui sopra). Ho pensato che potevo sempre tirarmi indietro. Personalmente, non amo le cose ineluttabili, ritengo sempre che siano reversibili. Un giocattolo si può aggiustare; una lite non è mai definitiva; la morte è solo un passaggio di stato; le passioni si trasformano; una decisione può essere modificata. Un modulo può essere strappato ed una candidatura rifiutata.
Ho deciso solo a poche ore dalla consegna della lista cui partecipo (la trovate qui in basso, io sono al numero cinque). Ho avuto dubbi e tormenti in assoluta solitudine.
A mia madre (la persona cui devo non una vita sola, ma molte rinascite) e a mio figlio (che è uno sveglio partecipe) ho risparmiato le elucubrazioni e i tentennamenti. Io e Marika, abbiamo deciso da sole, anche Tonino (il GrandePuffo di casa mia) ha saggiamente taciuto. Quando ho deciso (senza solennità di sorta), mi è sembrato che la tensione, prima del click finale, fosse durata quanto tutto il mese di campagna elettorale. Mi sono ritrovata spossata come a dodici ore prima del voto.
Ho un trascorso d'impegno che forse potrà essere utile alla comunità avellinese. Amo parlare alle persone e ritengo -- contrariamente a ciò che diceva Jean Paul Sartre -- che la gente non sia il mio inferno, bensì il mio premio. Anche quando mi attaccheranno, mi criticheranno o mi manderanno affanculo. Non sono masochista, manco martire cristiana: confido nel tempo (che come diceva Ligabue, sistema le cose) e nel ravvedimento operoso di chiunque.
Mi è sempre piaciuta la figura del samurai e mi piaceva anche la pubblicità in cui una schiera di mamme cantava e ballava la haka maori: una bella immagine di donne coalizzate e pugnaci. Tuttavia, non sono folkloristica nè così plateale ed è il combattimento silenzioso quello che sicuramente mi si addice. Sono testarda ed anche molto elusiva. Ciò nonostante son contenta che la lista contenga undici donne, tutte elencate ai primi posti.
Mi occupo da sempre di questioni di genere e sono consapevole di come le modalità d'interazione tra donne siano inquinate da forme organizzative maschili, verticistiche ed altamente (e pericolosamente) competitive . Mi piacerebbe provare che si può interagire e risolvere i problemi attraverso modalità reticolari femminili: egalitarie, orizzontali, cooperative.
Il candidato sindaco, Giancarlo Giordano (attualmente un Deputato della Repubblica), ha provato a stemperare un po' la mia ansia e mi ha detto: "Marika, tu la campagna elettorale non dovrai prenderla così. Ti devi divertire mettendoci tutta la passione: fa' quello che senti di voler fare." Io gli ho risposto: "Se fossi un uomo, la penserei come te. Io, da donna, la vedo in maniera diversa: so che sto per prendermi un impegno che devo portare compimento nel miglior modo possibile."
E comunque finirà, avrò ancora un viaggio da ricordare e raccontare.
