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Stare a Milano, per mia nipote adolescente, tanto per fare un esempio, significa non scollarsi dai basoli di Piazza Duomo e dintorni. Là dove inizia il tour dello shopping. Io, invece, dopo diverse tappe (da Porta Vittoria fino al Piazza Fontana) per cercare un buon caffè (difficile, credetemi! Ma sarà perchè vengo dal 'sudd') approdo a Palazzo Reale e non ne esco fino a che non ho visitato tutte le mostre. [gallery link="file" orderby="rand"] La scorsa settimana ce ne erano ben quattro. Tra cui Dario Fo. La mostra "Lazzi Sberleffi e Dipinti" è ricca e prende molto tempo. C'è tutto il Fo pittore, un po' scenografo e un po' costumista. Dai bozzetti alle grandi tele, dai disegni dedicati a Franca Rame (speriamo si riprenda presto) ai costumi di scena. Divisi per argomenti e/o periodi. Ci sono qua e là videoinstallazioni che riprendono Fo nella bottega e sul palco. È un tripudio di colori. Pare che escano fluidi dai dipinti e si attacchino ai vestiti. Ma anche all'anima. Sono illustrate le sue opere letterarie ma anche tanti momenti della storia italiana. Mi è venuto da ribattezzarla "La Storia dell'Italia unita a tinte forti". Dario Fo ha preso posizione anche nei confronti di Marpionne (sic. Come dice Dagospia) e lo ha fatto con decisione. Non come tanti altri che sospendono il giudizio, magari pavidamente, magari ipocritamente. C'è una sala tutta dedicata alla catena di montaggio auto e smontaggio dignità-del-lavoro. Dopo Dario Fo, mi sono concentrata sull'altra mostra dedicata ai pittori del XVI sec (Tiziano, il Veronese... ) attraverso i paesaggi che fanno da sfondo alle loro opere, per lo più di carattere religioso. Ho passato buoni venti minuti davanti ad un Veronese: una Madonna con bambino, tutta drappeggiata nel verde-azzurro che dal soprannome di Paolo Caliari prende il nome, il verde veronese, appunto. Paesaggi di tutti i tipi e di tutte le ispirazioni, reali, fantastici, sognati, allegorici. La sezione 'Sogno' mi ha rallegrato assai. All'inizio del percorso era posto in teca un vecchissimo testo del Sannazzaro, l'Arcadia. Terra beata, dell'Età dell'oro. Orbene, per chi non lo ricordasse, per Jacopo Sannazzaro (nato a Napoli), l'Arcadia (località della pace e della vita beata e serena, popolata da pastori-poeti) era collocata sul Monte Partenio, in Irpinia. Il Monte Partenio  (conosciuto anche come Montevergine, sede di famosissimo santuario benedettino) è il monte che sovrasta la mia cittadina, allungata nel fondovalle. Ah, casa... Esco tutta contenta e quasi volando. Mi ritrovo alla Rinascente, nel bar del piano interrato a prendere un ennesimo caffè. Si è fatto tardissimo. Le altre due mostre me le perderò. Torno da Jan perchè nel pomeriggio abbiamo in programma di arrivare a Rho per la Fiera del Mobile e di seguito dobbiamo visitare un po' di Fuorisalone. Ma tutto questo, nella prossima puntata. Marika    
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Tag(s) : #caffè, #dario fo, #il veronese, #tiziano, #reportage di viaggi, #Milano
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