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'O ccàfe 'e Giòrgg

L’avete letto tutti, vero? Mi riferisco alla composizione del nuovo paniere Istat. Sarebbe il carrello della spesa degli Italiani. Quest’anno consta di 1447 elementi. Diciotto in più rispetto al 2013. Sarà che ho un osservatorio limitato, ma gran parte delle new entry mi sembrano proprio fuori luogo e disegnano un’Italia che non esiste.

Seguendo il concetto del pollo di Trilussa (“se io ho mangiato due polli e tu neanche uno, comunque per la statistica lo hai digerito anche tu”) gli italiani statisticamente (per media, per moda) swappano molto, acquistano tablets (li chiamano ‘ibridi’, mah), si abbonano ai quotidiani on line (della serie “hanno-soldi-da-buttare”), fanno i test di gravidanza (avete notato che sono aumentati gli spot per questi attrezzi?), vaccinano più animali, comprano fotocamere di grande qualità (con quali soldi?), si approvvigionano di sacchetti bio per l’umido (quelli che tanto tempo fa venivano distribuiti dall’ASA, bei ricordi), corrono ad acquistare gomme termiche (specialmente ad Avellino, per decreto commissariale), fanno più figli (vedi il test di gravidanza di cui sopra) perché aumenta il valore ponderale degli indumenti per bambini, bevono più latte fresco, disdegnano lo jogurt bio (che impazzava un tempo non molto lontano) perché ora si sono innamorati dei probiotici (parimenti costosi). (Liste qui: http://www.lastampa.it/2014/02/04/economia/cambia-il-paniere-entrano-sigarette-elettroniche-giornali-online-e-cialde-rl0wCdt55g1NbcyLxLCqNN/pagina.html)

Diminuisce il peso economico (solo sul paniere) di assicurazioni auto: vi rendete conto? Inoltre (come ha anche sottolineato il CODACONS) pure il costo dei parcheggi pubblici è stato indicizzato al ribasso, laddove nella realtà il costo medio orario della sosta è aumentato dappertutto, come sono aumentate le strisce blu. Qui, in Città -- nella nostra minuscola ed assurda città -- le hanno disegnate in posti davvero improponibili, tipo nel dirupo laterale di Via delle Fontanelle (la traversa che da Via Tagliamento incrocia via P.P. Manna e sfocia in Via Volpe. Ho messo la foto, presa da strittviù). Se penso perfida, direi che stanno arraggiat’ a sordi, altrimenti potrebbe essere un modo per scoraggiare il parcheggio in quel budello sempre pieno di buche, assolutamente impraticabile alle otto del mattino e alle 13, causa flusso ininterrotto e scomposto di studenti che si lanciano (quasi letteralmente) da via Ponte di Montesarchio-Baccanico.

Insomma, per quelli dell’ISTAT continuiamo ad essere dei ricconi, anche un po’ viziosi.

La mia riflessione è, tuttavia, in particolare sulle macchine del caffè espresso con relative cialde e capsule. Diciamo la verità, quale famiglia non si ritrova (in regalo, in comodato, per riciclo, più che per acquisto-inizialmente-entusiasta) uno di quei catafalchi che ingombrano il piano delle cucine? Io ne avevo addirittura due: un riciclo ed un regalo. La prima apparecchiatura – tutta chiacchiere&design – utilizzava (uso un tempo passato, avendola riciclata a mia volta) capsule costosissime e quasi introvabili (ecco perché è stata doppiamente sbolognata). Vi confesso che da me medesima io non mi sarei mai azzardata a comprarne una, né ho mai desiderato averne. Nonostante il battage pubblicitario così glamour, che ti fa preferire una tazzina di volluto (così dicono nello spot, che volete da me?) mezza fredda, alla compagnia del bel George. Di sicuro, chi ha immaginato questa pubblicità non è mai stato a Napoli a prendersi ‘no cafè comediocomanda, non comm-t’o-pripara-ggiorg.

Morale? Ho capito che il paniere ISTAT viene compilato sulla scorta delle pubblicità ossessive, più che sui dati di vendita. Per questo, mi aspetto che l’anno prossimo entri nel paniere anche la pasta adesiva per dentiere e lo jogurt regolarizzatore dell’intestino (su questo argomento, però, ci ritorno a breve giro). Rimanete con noi, su Parascandolo Niùs.

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'O ccàfe 'e Giòrgg
Tag(s) : #paniere ISTAT 2014, #caffè, #La Cugina di Parascandolo
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