Sono stata a Frigento durante il mese di maggio. Dentro una nebbia intermittente ho percorso l’Otica (bellissima strada, secondo me), arrivando a Frigento sotto una pioggia fredda (9°).
Mi piace l’Otica, ad un certo punto, prima di svoltare per Frigento è il crinale del vento, domina due vallate – dell’Ufita e del Fredane – e per qualche centinaio di metri si corre su di una cresta a visuale libera. L’etimologia del nome Otica (quel pezzo di Statale 303, ovvero una delle tante varianti all’Appia, tra Mirabella e il bivio di Frigento) pare derivi da “*otika”, pre-indoeuropeo per “erpice”. Per trovare questa etimologia ho letto tutto un poderoso ed interessantissimo testo di storia, antropologia e archeologia frigentina: “Frigento e dintorni. Dal Paleolitico all’età sannitico-romana” (di Forgione, Giovanniello e Fedele). Questo corposo testo è ricchissimo di dati, notizie e ricostruzioni di tutta l’area che ha come centro Frigento ed i suoi corridoi, visivi e orografici: la Valle d’Ansanto (corridoio lucano), la Daunia, il Sannio fino a Caserta ed il Golfo di Salerno. Ho letto che Frigento può essere considerato l’ombelico dell’Italia meridionale. Dalla sua altezza si domina un ampio paesaggio a 306°. Il percorso di questa ellissi è la famosa via Limiti, che circonda l’intero paese. Si divide in quattro punti di veduta: Loggiata Ariano, Loggiata Neviera, Loggiata Sant’Angelo e Balcone Berkeley, dal nome del celebre filosofo che vi fu ospitato e che ne descrisse storia e bellezze, nel 1717.
Dopo Frigento, l’Otica non si chiama più così, ma prende altri nomi, dalle frazioni e dai casali che incontra, proseguendo il viaggio verso est, fino al Formicoso.
A Frigento si può arrivare da tre strade diverse, la SS 303 è solo una di queste.
Il paese sorge a più di 900 mt slm. Tutto l’abitato è inserito in un Parco Urbano, assieme al bosco con ben tre passeggiate montane. Consta di altre due frazioni: Pagliara e Pila ai Piani, lungo la statale, zona agraria molto produttiva. In questa ampio territorio, poco più in là, a Flumeri venne costruita la ex IVECO, ora Irisbus. È nota la polemica (come d’altronde anche a Melfi) per avere tolto terra al grano e braccia alla terra. L’Irisbus viene da sempre definita la “fabbrica metal-mezzadra”, proprio per sottolineare la provenienza degli operai.
Il benvenuto mi è reso dal giovane Sindaco, Luigi Famiglietti. È un ragazzo trentacinquenne dalla faccia pulita e dagli occhi chiari. D’emblèe mi ricorda altri giovani esponenti politici, sul tipo di Pippo Civati, Matteo Renzi o Lorenzo Martina. Da “civile” si occupa di progettazione locale e fund raising.
Suo padre Andrea già fu Sindaco di questo Comune. Parla veloce – anche perché deve scappare via – e però riesce a darmi i contenuti della sua “missione”. Ha anche tempo di avvertirmi che in paese gli rimproverano di essere poco presente, di stare sempre altrove, senza fermarsi abbastanza con i concittadini. Ne è consapevole, ma mi spiega pure che i tempi della politica sono cambiati. “Per essere un buon sindaco non basta soffermarsi ad ascoltare le persone, bensì occorre documentarsi, aggiornarsi, partecipare alla vita politica dell’intera provincia. Non sono un Sindaco stanziale.”
Il suo programma potrebbe essere sintetizzato in una sola parola: coinvolgimento.
Pensa che lo sviluppo possa e debba passare per una progettazione intercomunale massimamente condivisa con le popolazioni. Ha una visione sovra comunale dello sviluppo, ma per l’intanto cerca di coinvolgere i suoi compaesani, che, però, amerebbe vederlo più spesso al bar del paese a chiacchierare con loro.
Il primo dei punti di forza è l’opportunità di aver fatto del paese un Parco urbano, un’area protetta che viene tutelata in alcune città e piccoli paesi (in Campania anche San Giorgio del Sannio e Pellezzano). Nel Parco Urbano di Frigento è ricompreso il bosco e tre i tre sentieri che lo attraversano. È un cosiddetto “vantaggio” all’interno del Piano Strategico Regionale.
Il secondo punto di forza è la raccolta differenziata, che in questo Comune è arrivata al 70%. Il Sindaco mi dice pure che a volte tanto impegno non conviene, se non si è abbastanza allineati nelle percentuali, gli impianti e la norma non tutelano i Comuni più “ricicloni”.
Il 70% di differenziata è una bella cifra, mi viene in mente che forse al giorno d’oggi la raccolta differenziata ha sostituito l’impegno politico dei singoli cittadini, così, in generale.
Come terzo punto di programma, il Sindaco mi parla del Distretto industriale agro-alimentare: un consorzio di 20 aziende di cui già i due terzi sono attivi. C’è anche un accordo di reciprocità sulla logistica legato appunto a questa tipologia industriale. Se non c’è infrastrutturazione fisica il luogo o l’idea non risultano attraenti, per questo puntano sulla stazione ad Alta Capacità di Grottaminarda-Ufita.
Anche l’ultimo “pallino” del giovane Sindaco è relativo alle infrastrutture: Frigento può diventare la bretella di congiunzione della Contursi-Grottaminarda, attraverso la trivellazione di una galleria sotto il paese. “Era l’unica soluzione per sbloccare il progetto”, dice.
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