L'importante è crederci.
Me lo sto ripetendo come un mantra. Stamane in ufficio la chiacchiera-caffè verteva sulla la diaria dei grillini. A seguire: il pattume che non viene ritirato e ha invaso la città e, da ultimo, le corse del trasporto pubblico che sono state ridotte (con il conseguente aumento del traffico privato).
Altro che ideologia e politica di palazzo: primum vivere deinde philosofare. Questa è politica condominiale, di un condominio grande come una città.
Il vivere comincia proprio con la diaria dei grillini alle prese con i costi del soggiorno a Roma. E' stato facile fare demagogia, mentre ora si discute delle necessità da onorevoli. Che almeno lavorassero per fare delle leggi migliori. Tutti, non solo i grillini.
Pattume. Qui da me, ci si chiede perchè altrove (c'è sempre un altrove migliore) gli inceneritori stanno nel centro città mentre quello di Acerra è così pericoloso. Si tratta di tecnologie, ovviamente, ma anche di scelte tecnologiche condizionate dal contesto economico e politico. Secondo una mia collega, molti problemi di differenziata potrebbero essere risolti con i trituratori sotto i lavabi domestici, "come si fa in America". Uno dei problemi è che tantissimi cittadini non conoscono esattamente i confini (enormi) del problema rifiuti anche perchè poi se ne viene Crozza e ci rivela (per chi non lo avesse letto sui media) che a Oslo non hanno più rifiuti da incenerire per produrre l'energia necessaria ai servizi urbani. Come tutti sanno -- spero -- la persistenza del pattume in città è dovuta alla mancata corresponsione da parte del Comune delle quote per il servizio reso. E meno male che i conti stavano a posto, come aveva dichiarato il Commissario (leggi anche: http://www.orticalab.it/Il-Comune-non-rischia-il-dissesto ).
Trasporti pubblici. E' una vera tragedia, in particolare per i trasporti extra-urbani. Per esempio, una quindicina di giorni fa sono andata a Napoli con il pullman. Il bi-piano che ho preso era sporchissimo ed ha imbarcato così tanti passeggeri che all'impiedi erano stretti come sardine. Vorrei sbagliarmi, ma non era stato vietato il trasporto extraurbano di passeggeri all'impiedi? E come la mettiamo con l'obbligo delle cinture? Se capitasse un incidente, come ci si regolerebbe con l'assicurazione? Ho ascoltato un pendolare che tutti i giorni viene da Bisaccia per lavoro. C'è solo una corsa da Bisaccia ad Avellino la mattina presto ed una sola per il ritorno, la sera. Il pendolare in questione è stato costretto a prendere l'auto per poter venire a lavorare e come lui molti altri lo hanno fatto, della serie "arrangiatevi".
Molti Comuni limitrofi, quasi conurbati come Capriglia Irpina, hanno servizi di trasporto privato in convenzione. L'ultima corsa utile per i Caprigliesi è alle quattro del pomeriggio. (E so' pure fortunati, perchè fino a tre anni fa l'ultima corsa era alle 14 e 30.) Poi? Ti arrangi.
Vivono grosse difficoltà anche gli studenti iscritti alla Seconda Università e i lavoratori che si recano a Caserta quotidianamente. C'è una corsa di andata la mattina ed una di ritorno nel pre-serale. Altrimenti, treno Caserta-Napoli e poi pullman per Avellino. Tempi di percorrenza quasi raddoppiati e impossibilità di usufruire del biglietto Unico di tipo E per Napoli o U da Caserta (anche se il costo è lo stesso). Sono alcuni dei tanti esempi di disservizio. Il traffico in città, però, qui da noi è aumentato.
I picchi corrispondono agli orari di entrata e uscita delle scuole. Infatti (è un 'infatti' sardonico), ad Avellino, ce lo sogniamo il servizio scuolabus. Se ci fate caso, nei libri per l'infanzia il 'pulmantino' giallo dello 'scuolàbus' (come si dice a Napoli) è un punto di riferimento ineludibile. Mio figlio è cresciuto non avendone mai visto uno in vita sua. Sfido io, stavano tutti nascosti dietro Via Roma, inutilizzati, perchè non c'erano mai soldi per ripararli e poi, -- mi dissero rispondendo con sufficienza alle mie proteste -- erano riservati solo agli alunni delle frazioni.
Si è scritto che la circolazione delle auto private in Italia è diminuita del 34% dall'inizio della crisi. Sì, in effetti è così: è diminuito l'uso delle auto per i costi legati a carburanti, parcheggi e tariffe autostradali ed anche perchè moltissimi hanno perso il lavoro. Mi ricordo, tanti anni fa, la lunga fila di auto che da Pianodardine si allungava fino alla Puntarola: tutti gli operai delle fabbriche. Attualmente, dice una mia collega di Pratola Serra, c'è un ingorgo a Ponte Sabato solo in quei pochissimi giorni al mese in cui lavora la FMA.
Siamo in una spirale letale: niente lavoro, niente tributi, niente servizi. Continuando così arriviamo alla morte civile.
Capisco che non ci sono soldi, ma non è una giustificazione accettabile, sapendo che i fondi sono stati sperperati. Giancarlo Giordano ha detto che gli stanziamenti per il cantante di Ferragosto lui li devolverebbe ai servizi ai cittadini. Stessa destinazione per tante altre inutilità. Certo non si vive di solo pane, ma di questi tempi comincia a scarseggiare pure il pane. Primum vivere... ricordiamocelo.
Non penso che a fronte di uno stanziamento canoro che possa attirare turisti (e quali, poi?), le entrate dei commercianti siano tali da rimpinguare le casse comunali. Siamo lontanissimi dal circuito virtuoso instaurato a Salerno, con le sue attrattive. In tempi migliori, abbiamo perso l'occasione per dedicarci ad altre e più produttive vocazioni territoriali, dedicandoci solo all'edilizia per l'edilizia. A che serve costruire un patrimonio cementizio se questo non serve e se la manutenzione diventa impossibile?
Di scuola, lavoro e servizi, parlerò ancora nelle prossime puntate. Per oggi basta. Sono arrivati anche i manifesti elettorali (detto tra noi, io non li volevo fare, ma la mia famiglia mi ha spinto tanto e poi, me li hanno regalati i miei famigliari, facendo una colletta).
Cià.
