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Monotematiche #diarioelettorale

Stamane ha fatto molto caldo. Un bel PrimoMaggio. Di solito, con giornate così, dopo il corteo si scappava al mare con pane e mortadella. Una volta -- che pazzia -- ce ne andammo a Mattinata.

Oggi, però, il mio pensiero è andato a Franco De Feo, il segretario UIL di Avellino. Lo conoscevo. Fu a lui una delle prime interviste che feci, quando collaboravo con L'Unità, redazione di Napoli.

Due caffè e sono pronta per mettermi a scrivere. Rimando la mia andata al mare a domenica prossima, continuando a tenermi molto lontana dal Corso di Avellino. Oggi, ho deciso di continuare a correggere il manoscritto di un nuovo saggio di antropologia del matrimonio, che vorrei pubblicare entro quest'anno. Chissà.

Ieri, nel pomeriggio, mi ha chiamato un giornalista di una tivvù locale. Vorrebbe intervistarmi. Lo conosco, è simpatico e ho già partecipato a qualche sua trasmissione. Registreremo un pomeriggio della settimana prossima. Mi ha detto che stanno cercando di presentare quanti più candidati. Lodevolissimo. Penso che l'intervista che faremo sarà una specie di sorpresa per i telespettatori. Soprattutto per i contenuti.

Ieri pomeriggio sul presto, ho sbrigato alcune faccende. Tipo pagare il premio assicurativo alla mia microscopica utilitaria. L'agenzia è piuttosto lontana da casa, ciò nonostante sono andata a piedi. Una santa cosa camminare, sostituisce la palestra, per esempio. E s'imparano tantissime cose. Si afferrano le frasi che le persone si scambiano ai crocicchi; i discorsi al cellulare; le lamentazioni sociali alle casse dei negozi.

Ovviamente, il discorso principe è l'elezione del nuovo sindaco. "Tengo cainatimo rinto 'na lista. C'aggia fa'... nun ce pozzo rice 'e no." Dice una donna sulla sessantina davanti ad una macelleria.

C'è un crocchio di uomini sotto la sede di un partito. "Sient'm' a mme. Qua ce vo' 'na strateggia, pecchè quilli so' fetienti."

Più avanti: "Si mme sistiema a figlimo, ce rongo tutti li voti ca vole." Dice uno, davanti ad un bar.

"Anna muri' tutte quante", sbraita una vecchietta, stanca di sentire promesse.

Incontro un mio collega. Gli comunico di essermi candidata. Mi guarda con un misto di pena e pietà. "Sei la decima o undicesima persona che mi dice di essere candidata. Non volermene, ma non è ccosa." "Figurati", gli rispondo.

Non devo lasciar rispondere l'interlocutore, perchè ho capito che le risposte mi fanno male. Così, faccio la prova con la gentile signora del negozio sotto casa.

Esordisco con la sicurezza di un rappresentante di aspirapolvere. "Si deve fare qualcosa per questo quartiere. Non se ne può più. Il cantiere della piazza ha condannato specialmente voi commercianti. Signora mia, sapete, mi sono candidata. Voglio cercare di capirci meglio su come va l'urbanistica in città. Be', ora scappo, che tengo troppo da fare. Tante belle cose." E fuggo via, lasciando la signora con la mano a mezz'aria che mi guarda perplessa assai. Non so se avrò il suo voto, ma per lo meno non ho raccolto un altro 'mi dispiace, ma l'ho già promesso'. Variante: 'Te li meriti i voti, vedrai quanti ti voteranno. Il mio voto non conta niente.'

Leggo sulla stampa locale e sui social network il solito refrain sui candidati che questuano voti per il Corso. Sarà pure uno spettacolo ridicolo, ma è normale che i candidati facciano questo. Anche nell'Antica Roma era così. Non me la sento di inveire o ironizzare anche io. Non so se sia una pratica produttiva, di sicuro riduce l'ansia dei candidati. Non fare niente per raccogliere consensi è più ansiogeno che chiedere o pietire voti fino al 26 maggio. L'eccessivo numero di liste è una normale dinamica che si mette in pratica quando ci sono molti interessi, sono parcellizzati e c'è molto scontento nelle compagini partitiche.

Per domani mi va di scrivere un post sui comportamenti di voto rispetto alla composizione demografica delle liste (vedere il post al link in basso). Ho ritrovato un libercolo di Cicerone (Quinto Tullio, il fratello del molto più famoso Marco Tullio) che insegna a fare campagna elettorale nell'Antica Roma. Lo leggerò, non si sa mai possa essermi di aiuto.

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Questa è una scritta elettorale ritrovata su di un muro a Pompei.

Questa è una scritta elettorale ritrovata su di un muro a Pompei.

Tag(s) : #amministrative 2013, #Avellino, #diario elettorale
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