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Ci siamo presentati #diarioelettorale

Sulla stretta e lunga balaustra che collega la Galleria Ercolino al Corso Europa ci si sta un po' affollati. Il pomeriggio è pieno di sole ed è un piacere arrivarci a piedi, ma ho appena finito di lavorare e corro per arrivare in tempo alla presentazione ufficiale alla stampa della Candidatura di Giancarlo e della Lista. Trovo i miei amici di sempre, alcuni candidati oggi con me, altri lo sono stati in precedenti tornate.

Ci sono molti giovani ed anche molti colleghi giornalisti: Marco I, Marco II, Rossellina e Albe (di cui al link in basso trovate la cronaca per Orticalab) sono quelli a me più cari. Loro scrivono la cronaca e magari anche qualche commento a ciò che dice Giancarlo. Io, invece, ne sto facendo una pagina di diario, perchè autonomamente (e sottolineo autonomamente) ho deciso che per il periodo elettorale non pubblicherò articoli per Orticalab.

Niente retorica, quindi nessun incondizionato complimento a Giancarlo: lui sa quello che fa. Punto.

I problemi della città non si devono scovare, sono noti. Risolvere tutto e subito è impossibile. Il miglior sindaco, con la migliore squadra, non riuscirà ad aggiustare tutto lo sfascio che si vede, ma anche quello che non si vede. Ci vuole tempo e pazienza. La rabbia della cittadinanza deve essere incanalata per costruire, ri-costruire, risolvere. Non è utile il voto finalizzato a demolire anche quel poco di speranza che in fondo in fondo ognuno di noi serba. Si deve lavorare per adeguare la città a ciò che verrà, per chi vive e/o sceglierà di vivere o rimanere qui. Ci vuole solo competenza e serietà. Niente folklore, nessuna demagogia, niente trionfalismi, nessuna ammucchiata o 'volemosebene'. Soprattutto, niente promesse a gogò o impossibili.

Le scuole vanno messe in sicurezza: questa è l'edilizia che serve alla Città. I fondi europei vanno utilizzati per questo, non per creare ancora mostri cementizi che costano anche come gestione. Servono i parchi pubblici ed un miglior piano traffico. Servono innanzitutto i servizi sociali, per una popolazione, come quella avellinese che demograficamente sta invecchiando, impoverendosi.

Se riprendiamo il grafico dell'ISTAT che ho messo nel post di ieri, si può notare che il muffin si allarga nettamente a cominciare dal 1973, dagli over 39, per poi cominciare a restringersi fino a contare tanti under 30 quanti over 75 (assieme rappresentano il 39,9% della popolazione). Concettuialmente è come un'ondata di piena che con gli anni defluirà in un corso regolare (forma cilindrica) e se il tasso di natalità continuerà a scendere, addirittura si assottiglierà finio a diventare uno ziqurrat rovesciato. Sul sito tuttitalia.it, inoltre, è pubblicata una tabella altrettanto interessante: gli indici demografici.

Nel 2012, per esempio, l'indice di dipendenza strutturale per Avellino (il carico sociale ed economico della popolazione non attiva su quella attiva) è alto: 51,9. Significa che per ogni 100 che lavorano ci sono 51,9 individui a carico. Negli ultimi dieci anni il dato è aumentato di 4 punti e continuerà ad aumentare. L'indice di ricambio della popolazione attiva è pari a 120,2 (vuol dire che la popolazione che lavora è molto anziana) e ciò significa che chi lavora (e lavorerà almeno nei prossimi quindici anni) si farà sempre più carico dei giovani (quasi tutti disoccupati) e degli anziani. Attualmente, con i tagli al welfare degli ultimi governi, lo stato sociale si fonda sui genitori che lavorano e sulle pensioni da lavoro dipendente.

Ho controllato i grafici di altre città italiane e quasi tutti hanno questa forma a muffin, con la differenza che per le città del nord il rigonfiamento centrale è più marcato, ciò significa che lì il tasso di natalità è più drasticamente calato negli ultimi anni, rispetto al sud. Al nord l'indice strutturale è molto più alto, per via delle nascite minori, ma da noi il problema è più grave perchè interviene la variabile disoccupazione che incide maggiormente.

Vabbe', mo' basta con la demografia. Nel post precedente avevo lasciato inevasa la domanda: chi vota e per chi? Il presente post mi è venuto già abbastanza lungo. La riflessione socio-antropologica sulle scelte di voto, l'avventura per fare le foto dei manifesti e il convegno cui ho partecipato al Circolo della Stampa, saranno raccontati nel post di domani. Alla prossima.

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Tag(s) : #amministrative 2013, #Avellino, #diario elettorale
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