Ieri è stata una giornata piuttosto piena. Ho avuto qualche impegno famigliare in più e ciò ha affastellato tutto il resto. Intanto, dopo essermi 'leccata&laccata' i capelli di solito indomabili, io e Mariolino (Guerriero) abbiamo provato a fare alcune foto che userò per i manifesti (pochi, solo per accontentare mia madre, indimenticata maestra elementare, molto amata in città) e per i famigerati 'santini'. L'anteprima la vedete qui accanto (sembro troppo color legno-betulla-ikea, lo so). Ho preteso di fare le foto avendo come sfondo il mio quartiere, il Centro Storico, ma scegliere è stato demoralizzante, uno sperpetuo: tra Dogana, Piazza Castello, recinzioni del Duomo... Abbiamo optato per la fontana dei Tre Cannoli. Il muro che fa da sfondo è quello delle scalette che dal retro della fontana portano alla Torre dell'Orologio.
Una corsa e sono al Circolo della Stampa, per partecipare (quale uditrice, solo come uditrice) ad una semplice, tuttavia profonda ed efficace riflessione di Padre Rocco D'Ambrosio, docente di Filosofia Politica alla Pontificia Università Gregoriana.
Il tema è molto attuale: i cattolici e la politica. Vicino a me si siede anche una mia compagna di scuola delle elementari che non vedevo da decenni. Averla incontrata mi fa sentire bene.
Padre D'Ambrosio (un barese spiritoso e alla mano) ha spiegato senza mezzi termini che il degrado della politica è unicamente morale, dovuto alla sparizione delle due grandi scuole che insegnavano organizzazione e trasmetevano una qualche etica solidaristica: l'Azione Cattolica e la Scuola del PCI (Frattocchie, Emilia Romagna)
Niente da fare, la formazione (quella permanente, quella degli adulti e soprattutto quella politica) è F-O-N-D-A-M-E-N-T-A-L-E. Scandito. Non importano le etichette destra-sinistra-centro e sfumature varie: il principio è sempre quello di avere un'etica (che riguarda il comportamento, mentre la morale è il patrimonio di valori) irreprensibile, cattolica o laica che sia. L'importante è il bene della collettività di riferimento.
Ha portato come esempio i nove punti (slide in basso) che l'allora Cardinal Ratzinger espresse nel 2002, quando era nella Congregazione per la Dottrina della Fede. Se li osserviamo con gli occhiali di destra, allora ne apprezziamo solo i primi quattro punti. Con gli occhiali di sinistra, ci andrebbero a pennello i successivi cinque. Come cattolici li ri-comprenderemo tutti.
Non ci sono cose politiche prettamente cattoliche, come ci hanno fatto credere negli ultimi anni, con tutte le ipocrisie correlate: tipo il Family Day organizzato da politici pluri-divorziati, fedifraghi conclamati e imputati per prostituzione, ad esempio.
Padre D'Ambrosio ci va giù netto: nessun 'bacchettonismo', ma ancor più nessun 'cosifantuttismo'. Non è una giustificante, nè un'esimente scudarsi appellandosi ad una prassi comune: la corruzione diffusa ed inestirpabile. I cattolici hanno mancato di fare da sentinelle alla politica, intesa soprattutto -- e lo rimarco -- come agire competente e di valore.
Aristotele diceva che è la carica a rivelare l'uomo. Perchè mai, dunque, noi Italiani abbiamo accettato di continuare ad essere governati da uomini piccoli, meschini e corrotti evidenziatisi come tali nell'esercizio della loro funzione?
La dico altrimenti. Il famoso Libro di Murphy contiene una perla suprema: ognuno raggiunge il proprio livello d'incompetenza. Significa che ognuno arriverà fino a dove la propria competenza lo condurrà, naturalmente. Il che mi sembra quasi sacrosanto. Il problema attuale è che anche -- e soprattutto -- gli incompetenti vanno avanti, oltre, ben oltre ciò che non sanno fare. Tanto per dirne una, alle Pari Opportunità del Governo Letta ci avevano messo e poi subito ritirato per la vergogna (qualche volta succedono cose belle) una che ha detto scempiaggini come al link che trovate in basso. E vogliamo ricordare il Consiglio Regionale della Lombardia?
La competenza non è più un valore da tutelare e chiedere nel curriculum. Non sto parlando di meritocrazia (perchè nei secoli abbiamo avuto e abbiamo ancora anche meritocrazie fondate sul censo), bensì di competenze, sapienze, capacità. Ovviamente, non si nasce competenti, ma ci si educa a diventarlo, senza le scorciatoie di compravendite o meretricio.
Padre D'Ambrosio ne ha avuto per tutti: da Mario Chiesa del Pio Albergo Trivulzio alla super-maxi tangente ENIMONT e giù fino al bassissimo impero dei giorni nostri. Ha citato Mozart e Max Weber, Aristotele e Giovanni Battista (che se la prendeva con Erode perchè conviveva con la cognata, mentre da noi ce n'è uno che vuole fare il padre costituente ed è imputato per prostituzione minorile). In fondo al post troverete alcune foto, scattate da Vito Abate e il link al video (apena me lo invieranno). Ringraziando ancora Pasquale Pirone, eccomi a voi con qualche altra riflessione sui comportamenti di voto.
La mia tarlo-domanda è come si comporterà in cabina il 49,05% degli elettori che sono over 49, tenendo conto che il 49,49% dei candidati è under 49? (Non sembra strana pure a voi questa ricorrenza del numero 49? A me sì. Anyway.)
In altre parole, la quasi metà del corpo elettorale dovrebbe votare per candidati appartenenti per la maggior parte a generazioni più giovani.
Rispondo subito alle obiezioni facili.
a) No, non è il nuovo cha avanza. Si tratta di generazione TQ, non VT (ventenni-trentenni);
b) eccerto che i candidati hanno zii-nonni-cugini-cognati-fratelli appartenenti over 49 e da questi (salvo faide famigliari) saranno votati, ma non vi pensate che siano grandi messi o grandi agglutinamenti.
Le mie ulteriori considerazioni:
c) ideologicamente gli over 49 e i TQ sono comunque generazioni avversarie perchè i TQ sono arrabbiati contro quelli di prima (ma anche contro quelli di dopo e non li voteranno);
d) gli over 49/under 59 appartengono ad una generazione persa, tendenzialmente sono in una fase dell'umore che li porta ad astenersi dal voto, ovvero a non votare per le generazioni a loro più prossime (della serie 'perchè-favorire-il-rampantismo?', ma anche 'ancora-questi-Sessantottini?');
e) i comportamenti di voto dei genitori si perpetuano nei figli. Ma ciò non succede subito;
f) il voto per lo più va a coloro che possono tornare utili, cioè a coloro che già rivestono ruoli di qualche portata e non mi sembra che ci siano molti trentenni con queste caratteristiche;
g) partiti-portanti, ovvero cammellieri non ce ne sono più molti. I pacchetti di voti per come li abbiamo conosciuti noi si sono 'spacchettati'.
h) e se prendesse piede il voto d'opinione?
Con questo minuscolo messaggio di speranza, vi lascio e me ne vo' in giro a distribuire 'santini' (nel caso mio 'maronnelle' beige-ikea) e ci vediamo in Villa Comunale alle 18 e 30.
(Sto pensando di andare a vedere al Teatro 99Posti un mio carissimo amico, coetaneo, compagno d'infanzia, in uno spettacolo che riguarda proprio noi della Generazione Pi (dove la 'P' sta per persa), eterni sfigati, ma ancora sognatori.
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