(La foto di Paolo, durante lo spettacolo di cui si parla nel post, è tratta dal sito ufficiale del Teatro99Posti.)
Ieri, davanti alla Villa Comunale, c'è stato un primo incontro pubblico. Nel senso che ci siamo messi quasi tutti assieme, noi della lista "Per cambiare Avellino l'alternativa c'è", e dopo un'introduzione musicale abbiamo raccontato -- microfono in mano -- ai passanti, ai nostri supporter e ai nostri parenti (c'è qualcosa di male nell'invitare i parenti? No, vero?) perchè sarebbe un'ottima scelta quella di votarci. Ha cominciato Anna. Lei è passionale e alla fine si è messa anche a piangere. Carmine ha una storia di dolore e ci vuole molto coraggio a tirare avanti nelle sue condizioni. Poi, è toccato a me. Che sono di una generazione diversa dalla loro e ho parlato di disservizi, di mancanza di sostegni sociali e sanitari. Del piano traffico che non c'è, dei tempi della città che sono assurdi. Ha continuato Costantino che ha ricordato i problemi della disoccupazione, dell'Isochimica, degli estimi catastali che nella nostra assurda città sono all'inverso (pagano di più le case popolari!). Anche le persone del pubblico -- e meno male -- hanno voluto dire la loro e ci hanno sostenuto. Siamo così: semplici, come ci vedete, senza ombre. Nessun effetto speciale, come abbiamo visto per altri candidati; senza budget: ci paghiamo santini e manifesti con le collette tra i parenti.
(C'è stata una tivvù locale che mi ha contattato per offrirmi un pacchetto di spot a prezzi vantaggiosi. Non sapevo se ridere o incazzarmi.)
Ieri sera, tra le diciotto e trenta e le venti e trenta, per il Corso c'era tantissima gente. E non solo per la complicità della serata climaticamente molto piacevole. Si critica allo spasimo il candidato che cerca e pietisce il voto per il Corso, ma si scende per il Corso per vedere i candidati e farsi supplicare per il voto. Siamo gente strana. Non mi meraviglio. E -- ripeto -- non è esecrabile chiedere il voto. Chi candidato non lo farebbe? Nell'Antica Roma era ancora peggio, come ho già avuto modo di accennare. Trovo che sia un finto-snob non chiedere il voto o criticare chi lo fa.
Abbiamo distribuito qualche 'santino'. La mia quota è stata distribuita fino all'ultima figurina dalla mia amica Dorotea (che nelle foto è sempre stra-stupenda che-mi-fa-una-rabbia), la Milady autrice della copertina del mio e-book (che trovate a questo link: http://www.amazon.it/peggio-deve-ancora-arrivare-ebook/dp/B00CJSP7EK/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1367763205&sr=8-1&keywords=il+peggio+deve+ancora+arrivare ). Dell'e-book ricomincerò a parlare dopo le elezioni. Un tormentone alla volta, ve lo prometto.
Intanto, il grande problema che affligge gli elettori è non sapere ancora quale sia il carro vincente per saltarci già sopra. Siamo una popolazione da bandwagoning di massa. In questa fase i mass-media possono orientare molto. Non attraverso la propaganda elettorale tout-court (gli inutilissimi spot, che rendono solo la potenza economica del candidato), ma infilando qua e là negli articoli un commento che faccia finta di saperla lunga su come finirà. Mi spiego. In altre parole si chiama 'profezia auto-avverante' e si tratta di convincere le persone di un risultato certo, fino a che il risultato non si ottiene davvero. Se tutti dicono che il Candidato X è forte e probabilmente vincerà, le persone si orienteranno a votare chi è già forte o è ritenuto o contrabbandato per tale. Nelle competizioni locali questa è una tendenza molto accentuata.
Sembrava potersi avverare anche alle ultime Politiche, ma non si è fatto i conti con gli arrabbiati trasversali che hanno portato ad una tripartizione del voto, tale da dichiarare l'ingovernabilità nazionale e decretare il ricorso alle pericolose larghissime intese. Ma questa è un'altra storia.
Dopo l'incontro pubblico, sono riuscita ad arrivare al Teatro 99Posti di Torelli. Era un bel po' che inseguivo Paolo Capozzo (noi lo chiamavamo Paoletto, perchè era smilzo, timido ed impacciato) ed il suo spettacolo sull'annus horribilis, il 1980. All'ultima rappresentazione possibile, finalmente, l'ho agguantato e nello spazio di un'ora Paolo ci ha condotto attraverso il tunnel di sensazioni ed eventi che segnarono indelebilmente gli adolescenti di allora, me compresa. Paolo, con la sua mimica istrionica ed accentuata, come se le maschere del teatro greco gli fossero stampate sul volto, ha condensato speranze e disillusioni di gente come noi, che ha studiato tanto, ha sognato poco ed ora si trova costretta a fare il bilancio sociale della propria vita. Ma di generazioni ed illusioni -- e di Paolo -- parlerò ancora nella prossima puntata. A proposito, se volete vedere lo spettacolo, oggi, domenica, alle 18 e 30 al Teatro 99Posti. Se ne consiglia caldamente la partecipazione ai baby-boomer beta.
ORTICALAB: libera, pungente e benefica
"Si dice che ad Avellino la gente voti per convenienza. Io ritengo sia l'esatto contrario: qui la gente non ha mai votato per chi le conveniva votare". Anna Coluccino, capolista della compagine "Per
/image%2F0047528%2F201305%2Fob_013561253b8cab8a9ac50c5d788480d9_img-2616.jpg)
/image%2F0047528%2F201305%2Fob_0b7d3cc201ff20f83bd95c6c29e1b6b8_di-stasio.jpg)
/image%2F0047528%2F201305%2Fob_0208ada6b55bbac1dad15842993d558f_della-pia.jpg)
/image%2F0047528%2F201305%2Fob_cc1709_912779-10200637900743288-834779296-n.jpg)
/image%2F0047528%2F201305%2Fob_2ba84c_ob-b087c13e6a454dc2923740a8805613ab-marika.png)