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Il 1992 non fu uno spartiacque

I casi di corruzione si raccolgono in Italia come ciliegie: uno tira l’altro.

La corruzione va di moda: esportiamo fiction di successo, come "1992" di Sky, attualmente in onda in altri quattro Paesi europei in contemporanea, ma già venduto anche altrove.

D’altronde, siamo bravi nell’esportare prodotti culturali che hanno come argomento il malaffare: cominciammo con "La piovra", il più recente è "Gomorra". Anche il "Il padrino" in definitiva è roba nostra. Significa che siamo eccellenti nel trasformare i nostri difetti (i nostri peccati, i nostri reati) in prodotti culturali. Solo che — nonostante la reiterazione di queste forme culturali — non impariamo mai nulla. Anzi, finisce che pure i delinquenti ci diventano simpatici.

Succede perché a noi i furbi ci piacciono: hanno in un certo qual modo successo.

Tanto che alla notizia di reato (presunto) della corruzione per vincere un concorso nelle Guardia di Finanza,il magistrato avrebbe ipotizzato, invece, il reato di millantato credito. Insomma, spacciarsi per corruttori fa figo.

Magari pure tutte le voci che da sempre circolano in Italia sui presunti pagamenti per ottenere posti di lavoro sono false. Magari non si paga nessun intermediatore, anche se la corruzione nell’ambito dell’occupazione si chiama lavoro nero, frode contributiva, dimissioni in bianco, buste paga infedeli.

Indro Montanelli dichiarò che gli Italiani hanno la corruzione nel DNA. Non saprei. Sono convinta che l’attitudine alla corruzione è un atteggiamento, che diventa abitudine e poi comportamento, antropologia e mito.

Sono, tuttavia, d’accordo che gli Italiani fuori contesto non si svaccano (troppo) in cialtronate: fanno la fila, imparano a parcheggiare, buttano carte e cicche nei contenitori e non per terra, come raccontato qui. I comportamenti corretti o iper-corretti, tuttavia, non sono sintomi di correttezza etica. La corruzione negli altri Paesi è per lo più vestita di rigidità morale e formale.

Noi vestiamo gli abiti dei furbastri e degli incivili, ma non per questo siamo tutti davvero corrotti marci.

Indubbiamente, alcune situazioni illegali sono esportabili meglio di altre. Succede quando circolano molti soldi e seguendo i soldi tutto il mondo diventa paese.

Stiamo male nelle classifiche mondiali perché queste — non potendo misurare le cifre delle corruzione reale — misurano il tasso di corruzione percepita.

L’ultima elaborazione ci posiziona al sessantanovesimo posto nel mondo, su 174 Paesi considerati.

Invece, a sentirci, nei nostri discorsi da bar/cassa-del-supermercato/sale-di-attesa-dei-dentisti, la percezione della corruzione arriva al novanta per cento.

Oddio, se volessimo considerare corruzione anche il caffè che l’utente ti porta per aver ricevuto più gentilezza, be’ allora siamo tutti corrotti. Solo che il nuovo codice di comportamento del pubblico dipendente stabilisce che fino a centocinquanta euro di regalia un tantum non è corruzione, ma solo benevolenza.

Ovviamente, i problemi sorgono quando le regalie superano quella soglia.

Strani però, noi Italiani. Ci lamentiamo della corruzione pervasiva, ma non esitiamo a proporre al pubblico dipendente una sorta di scambio per avere subito un documento, un’autorizzazione, una certificazione. A leggere questo articolo, tuttavia, qualcosa non mi quadra

C’è scritto che più della metà degli Italiani boccia la Pubblica Amministrazione ma nel contempo è costumanza diffusa ungere i dirigenti (sic, dirigenti) per ottenere qualcosa (che sia una richiesta lecita o no, questo non è specificato). Sembra quasi che la corruzione sia un succedaneo delle carenze della macchina amministrativa pubblica. Ovverosia: più efficienza debellerebbe il fenomeno della grassatura.

Oserei suggerire che più efficienza potrebbe anche passare per organici a regime, strumenti e materiali sufficienti (manca anche la carta per stampare i documenti!), ringiovanimento delle maestranze. Io ci aggiungerei anche rinnovi dei contratti.

Secondo la statistica citata nell’articolo de «La Repubblica», inoltre, gli Italiani proporrebbero (non si capisce bene se al fine di risolvere il problema dell’inefficienza o della corruzione) la licenziabilità veloce, l’immissione di gioventù e la premiazione del vero merito.

E chi valuterebbe il merito?

I dirigenti che a loro volta sono stati ’corrotti’ dall’utenza per avere un favore?

Oppure i dirigenti che vivono del favore dei loro collaboratori e colleghi?

(Pensate alla valutazione dei docenti da parte dei dirigenti scolastici e di questi da parte degli Uffici Scolastici Provinciali: todos caballeros. Tutti valenti cavalieri, cioè.)

Un organismo terzo, ma pagato da chi?

Sicuramente la Pubblica Amministrazione va riformata, ma per ’efficientarla’ (neologismo bruttolino) occorrono mezzi e risorse, mica ricatti e tagli.

Facciamo i seri, almeno per una volta. La notizia è questa: appalti irregolari, evasione totale, frodi. Ma anche questa.

Questa è la corruzione. Se non ci fossero le indagini di Forze dell’Ordine e Magistratura non ne verremmo mai a conoscenza. Tuttavia continuiamo a percepire fin troppa corruzione basandoci su opinioni e luoghi comuni, dove la percezione è spesso esagerata o il potere (come abbiamo visto qualche paragrafo fa) millantato.

E quando i reati vengono scoperti (ci vogliono più indagini), non si tratta mai dei ’centocinquanta’ euro di benevolenza. La corruzione è altro.

Si parla di sprechi (ed è per questo che si taglia, per punire la nostra indole sprecona), ma una nazione che facesse dell’anti-evasione la madre di tutte le battaglie non avrebbe problemi di risorse economiche da negare alle comunità, non aumenterebbe le tasse, e nel contempo insegnerebbe il rispetto delle regole.

Avete letto, spero, della decisione del Presidente della Repubblica di non presiedere all’inaugurazione dell’Expo? Chi vorrebbe dare il patrocinio massimo (la presenza fisica) ad un’opera già segnata da scandali e corruzioni, per di più incompleta. Sarà l’expo-sizione di una figurella mondiale, insomma.

Neanche Papa Francesco degnerà l’Expo di una visita, ho letto.

La vicenda dell’Expo (ritardi, appalti sospetti, appalti truccati) aumenterà la percezione della corruzione italiana nel mondo. Esportiamo — oltra alle fiction sul tema — anche la percezione della corruzione.

Tag(s) : #corruzione, #pubblica amministrazione, #EXPO

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